Una foto scattata per scherzo, solo per goliardia. Eppure quello scatto che lo immortala con le dita vicine al viso, intento a mimare i tratti somatici caratteristici degli occhi a mandorla, ha scatenato polemiche furibonde in Cina. Razzista, così è stato definito il calciatore argentino, accusato di prendersi gioco del Paese che lo ospita e lo paga profumatamente per indossare la maglia dell'Hebei China Fortune. Un investimento pazzesco, considerato l'ingaggio che ha fatto dell'ex attaccante di Napoli e Paris Saint-Germain il giocatore più pagato della Chinese Super League. Quanto guadagna? Qualcosa come circa 800 mila sterline a settimana, 900 mila euro e rotti, fino a toccare quota 38 milioni annuale.

Un fiume di denaro che fa ricco il Pocho ma quel clic con la tuta ufficiale del club lo ha messo nei guai. Offensivo e assolutamente irrispettoso della società dei suoi tifosi e del popolo cinese: i più intransigenti sono arrivati perfino a chiedere che lasci immediatamente il Paese per quell'episodio. "La Cina, che paga il suo ingaggio milionario, non merita questo trattamento – si legge -, così facendo ha deriso il Paese".

Contrariati ma meno esacerbati altri sostenitori che hanno invece auspicato l'intervento diretto e severo da parte della federazione cinese perché punica il calciatore per quell'atto d'insolenza ritenuto imperdonabile considerata la somma percepita dal calciatore e quella sborsata dalla società per portarlo nel campionato cinese.

Un gesto che fa seguito alle polemiche scaturite pochi giorni fa per il battibecco del brasiliano Hulk (ex Zenit, adesso gioca nello Shanghai Sipg) con il collaboratore di un allenatore avversario. Di cosa era accusato l'attaccante verde-oro? D'averlo insultato inglese oltre ad averlo colpito nel tunnel degli spogliatoi (fatto, quest'ultimo, smentito da Hulk).