Vieni a prendere la corona. Antonio, Antonio… La standing ovation di Stamford Bridge è tutta per Conte e il suo Chelsea, la squadra che ha risollevato dall'anonimato in cui era precipitata due stagioni fa e l'ha riportata sul tetto d'Inghilterra, in cima alla Premier League che ha indossato l'abito Blues per la serata di gala. Un appuntamento speciale per tutti, a cominciare dai tifosi fino al ‘vecchio' capitano John Terry che è giunto alla fine della sua esperienza con la maglia dei ‘leoni' londinesi e ha ricevuto l'ovazione che si deve ai campioni, alle bandiere, agli uomini che hanno dato tutto per una maglia.

Mourinho? Chi è costui…

Meno di un anno. All'ex commissario tecnico della Nazionale è stato sufficiente per mettere a tacere ogni cosa, per trasformare le smorfie in sorrisi, per mandare in soffitta il ricordo dello Special One, per convincere che ‘gli italiani lo fanno meglio' quando si tratta di cose di campo e di spogliatoio, quando si tratta di ragionare con tattica e schemi, quando c'è da scendere in trincea e lottare, quando c'è da rialzarsi dopo cocenti sconfitte e andare incontro al proprio destino.

Juve, Nazionale e Chelsea: i successi.

Gli scudetti con la Juventus, la buona esperienza al timone degli Azzurri a Euro 2016 (maledetti quei rigori contro la Germania che non ci batte mai) e adesso la scommessa vinta anche al di là della Manica, in un campionato ricco e abituato alle star del pallone: ce n'è abbastanza perché Conte resti al Chelsea e completi l'opera per sé stesso e per il club. Perché lo sia gli manca la consacrazione europea che ai tempi della Juve è mancata. Ma quella era un'altra storia, il tecnico di Lecce ha fatto la propria nel cuore della algida Londra diviso tra Arsenal, Blues, Tottenham che brillano nella galassia di squadre made in Premier.

Lacrime di gioia e commozione

In tribuna, ad assistere al trionfo del marito, c'era Elisabetta Muscarello, la moglie alla quale Conte ha dedicato il proprio successo perché "non è stato facile né per me né per la mia famiglia stare così lontani" ha raccontato il tecnico pugliese. E quando il pubblico di Stamford Bridge a scandito il nome dell'allenatore la donna s'è sciolta in un pianto di gioia e di commozione, liberatorio e bellissimo per la semplicità dei sentimenti che ancora fanno capolino in un mondo che spesso riserva poco spazio al lato umano sacrificato rispetto al business.

Il pianto di Elisabetta, moglie di Conte.

Quella vittoria, quel tripudio è anche suo perché solo lei sa cosa significa rinunciare ai propri affetti. Elisabetta – che insieme alla figlia Vittoria vive in Italia e ogni 15 giorni si reca a Londra per stare accanto al marito allenatore – non ha resistito all’emozione e soprattutto ha capito che lì, in Inghilterra, lontano dalle risse e dalla pochezza del calcio nostrano, si respira tutta un'altra aria. Let's go, Conte. Siamo appena all'inizio.