Il Comitato per il Controllo e Disciplina della UEFA risolverà la questione dell'invasione di campo di un tifoso del Barcelona con una multa. L'organizzazione terrà conto che si è trattato di una conseguenza ad momento di emozione, ma, al contrario, penalizzerà la grave mancanza di sicurezza e di organizzazione che non hanno impedito al tifoso di entrare sul terreno di gioco. L'Uefa si è mostrata irremovibile nei confronti di tali azioni all'Europeo disputato in Francia la scorsa estate.

La relazione del Delegato UEFA, Michael Listkiewicz, è stata meticolosa fino all'ultimo dettaglio, ma Amador Bernabeu, ambasciatore del Barcellona nei rapporti con la UEFA, ha testimoniato come il polacco fosse entusiasta della notte che ha vissuto al Nou Camp e dell'educazione civica offerta dai tifosi blaugrana, tranne nel finale.

Il Comitato per il Controllo, Etica e Disciplina della UEFA si riunirà a Nyon il prossimo 23 marzo e deciderà dopo il secondo turno delle gare di ritorno degli ottavi di finale di Champions League e deciderà sull'invasione di campo dopo il goal di Sergi Roberto che ha portato a compimento la rimonta finale. L'Uefa accusa il Barcellona di aver violato l'articolo 16.2 del regolamento disciplinare che impedisce agli spettatori di entrare in campo e ritardare la ripresa del gioco.

Anche il Paris Saint-Germain dovrà pagare una penale per il ritardo al rientro in campo dopo l'intervallo, quando il Barcellona e gli arbitri erano già in campo. Questa è una una multa. Anche il Real Madrid, quando era allenato da Jose Mourinho, infilò una serie di sanzioni per questo motivo. Per l'UEFA e gli organizzatori della Champions League la puntualità è sacra affinché vi sia corrispondenza di orari tra tutte le gare e, di conseguenza,  le trasmissioni televisive.