Talvolta nel calcio, il numero che ti porti dietro la schiena ti appartiene, lo senti sulla pelle, ti descrive. E fa niente che, proprio lui, Gigi Buffon abbia indossato i numeri 88 e 77 negli anni di Parma. Dall’esordio da “bambino” nella nazionale maggiore in uno spareggio per le qualificazioni ai mondiali di Francia ’98 in Russia al passaggio alla Juventus, dalla notte di Berlino a testimone del primo gol in B, da campione del mondo in carica, di Paro contro il Rimini nell’inferno della Cadetteria numero 1 lui, in fondo, lo è sempre stato.

Al di là dei sentimentalismi, delle prodezze da cineteca, della grande leadership e del suo sterminato e riconosciuto carisma, anche qui, in soccorso ed in omaggio alla sua grandezza arrivano i numeri. Spietati, freddi ma spesso eloquenti e magici: Buffon nella storia. Ancora una volta primo. E sì perché nel corso di un “comune” match di campionato, nel corso di una 29esima giornata al Ferraris con la sua Juve in vantaggio per 1-0, al 65’ di gioco Gigi (one!) supera Boniperti e si ritrova ad essere, malgrado i suo primi anni in Emilia ed i 365 giorni in B, il calciatore bianconero con più minuti in Serie A (39.706). E se per molti il solo esordio nella massima serie rappresenta un sogno, una meta, una conquista Gigi ha timbrato 614 volte il cartellino ed anche ieri, come in una semplice, ordinaria giornata in ufficio, si è accomodato in porta ed è passato ad incassare l’ennesimo primato della sua straordinaria, infinita carriera.

I primati in bianconero: nessuno come lui per minutaggio.

21 trofei, fra nazionale e club, sono la testimonianza più vivida e reale, la fotografia a colori più nitida della forza di un campione che, con sacrificio, determinazione e abnegazione ha portato avanti i propri sogni e conquistato tutto (o quasi). Una voglia (matta) di stupire, di sorprendere e, negli anni conclusivi della sua parabola, di rincorrere quella Champions che ancora manca nel suo ricco palmares. Eppure, a dire il vero, i motivi per decidere di smettere ci sono, o meglio, ci sarebbero tutti. Non tanto per le sue 39 primavere, che non si notano affatto sul rettangolo verde, quanto per gli innumerevoli record individuali raggiunti, specie con la Juventus.

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Tutti i primati di Super Gigi.

Gigi, infatti, potrà raccontare ai suoi nipotini imprese quasi inenarrabili che lo hanno portato nel Gotha del football ad essere il calciatore bianconero con più presenze in Champions League (101, Del Piero a seguire a 92), quello ad aver vinto più Supercoppe italiane (6 insieme con Stankovic), quello con più presenze in finali di Supercoppa (7 a +1 sul “solito” Pinturicchio”) nonché l’interprete juventino con più minuti giocati col club di Torino in tutte le competizioni ed, ora, quello con più minuti giocati in A con la Juventus (ben 39.706).

Ma i suoi record non finiscono di certo qui col portiere di Carrara che è riuscito a diventare anche l’estremo difensore con più partite consecutive senza subire gol in Serie A (10), con la più lunga striscia di imbattibilità nella storia della massima serie italiana battendo il bianconero Combi ed il rossonero Seba Rossi (974′ considerando sia la Serie A a girone unico sia i campionati precedenti alla sua istituzione) nonché il portiere con più presenze nella storia della Serie A (614) ed il calciatore in attività con il maggior numero di presenze in massima serie (614).

Dalla Russia all'Albania: i record in azzurro.

Allo stesso tempo, all’epopea nei club, Buffon ha affiancato una lunga, proficua e appassionata storia in nazionale con il portiere della Juve che, ormai dal 1999, rappresenta ed ha rappresentato “le mani della nazione”. E se negli anni scorsi l’icona in porta era Zoff con i ragazzini che in strada sognavano di ripercorrere, nei cortili polverosi delle periferie così come nel campetto dietro casa, le gesta dell’eroe mundial, oggi, Buffon fa parte delle “filastrocche” dei giovanissimi che recitano a memoria le formazioni e lo citano sempre come la leggenda de emulare: “parata alla Buffon”. Dizionario ed espressioni gergali a parte però, il numero 1 bianconero ha fatto suo questo numero, non solo nel campo ma anche negli annali del pallone, in azzurro.

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Gigi, infatti, oltre al trionfo di Berlino, all’effimero titolo di vicecampione d’Europa nel 2012, al torneo Under 21 di Spagna ’96 ed ai Giochi del Mediterraneo nel ’97 è diventato il calciatore con più presenze in nazionale (167), quello con più presenze nei campionati europei fra qualificazioni e fasi finali (58), uno dei due calciatori, insieme a Iker Casillas, con più presenze in assolute con la maglia del proprio paese (167) ed uno dei tre calciatori, insieme a Antonio Carbajal e Lothar Matthäus, ad aver partecipato a cinque edizioni del Mondiale di calcio (1998 senza scendere in campo, 2002, 2006, 2010 e 2014). Insomma, questi i suoi numeri senza contare l'appartenenza al ristretto circolo dei calciatori con più di 1000 presenze all'attivo, i riconoscimenti dell’IFFHS, dell’Uefa ed il secondo posto nella graduatoria del Pallone d’oro nel 2006: scrivi Buffon leggi leggenda!