Un pallone incollato alla testa e una voglia irrefrenabile di mettersi in mostra nel calcio europeo. E’ la storia di uno dei calciatori forse di maggior talento mai approdati ad Appiano Gentile, quartier generale dell’Inter. Stiamo parlando del brasiliano Kerlon, conosciuto meglio come “Foquinha”, quello che per molti poteva essere l'erede di Ronaldinho. Classe 1988, 1,67 centimetri d’altezza per 63 chili, la giovane promessa sembrava destinato ad una carriera da sogno, ma i tanti infortuni, l’hanno portato lentamente nel dimenticatoio, rimanendo nel limbo.

Due le esperienze in Italia e tante quelle all’estero in campionati non proprio di prima fascia nella speranza, un giorno, di potersi rilanciare al meglio e avverare il suo sogno: quello di emulare le gesta del suo idolo, Ronaldinho.

Gli inizi della carriera al Cruzeiro.

Dal 2005, Kerlon cominciò a farsi notare nelle giovanili del Cruzeiro prendendo proprio il soprannome di Foquinha. La sua abilità di controllare il pallone come una foca, era uno spettacolo per i tifosi presenti sugli spalti. Con il Cruzeiro si mise in mostra subito e si guadagnò la nazionale brasiliana Under 17 e Under 20. Ma quel modo di giocare così strano quanto affascinante, fatto di tocchetti e magie con le gambe, irritava i difensori avversari. Anche da questo nacque la sfortunata propensione di Kerlon agli infortuni, tanti infatti furono gli avversari che già in Brasile, senza pensarci su due volte, gli rifilavano entrate killer. La maledizione degli infortuni la portò con sè praticamente per tutta la carriera. Dribbling spiccato, veloce e una discreta visione di gioco. Foquinha riuscì a rubare la scena tra i giovani emergenti del Brasile.

La chiamata dell’Inter e il sogno che diventa realtà.

Attirati dal rumore assordante delle giocate di questo giovanotto dalle belle speranze, gli osservatori dell’Inter pensarono bene di portare a Milano Kerlon per farlo continuare a crescere con il club nerazzurro nella speranza di ritrovarsi, quanto prima, un vero fenomeno del calcio in squadra. E così, nel 2008, nonostante l’infortunio ai legamenti del ginocchio, anticipando la concorrenza di mezza Premier, l’Inter chiuse con il Chievo un’operazione congiunta per portarlo in Italia. Verona per farlo crescere prima di approdare in un top club come i nerazzurri. Ma prima Iachini e poi Di Carlo non lo fecero mai giocare, preferendogli calciatori d’esperienza per centrare la salvezza al Chievo. Terminò la stagione con quattro presenze, poche per capire davvero che il talento di Foquinha aveva bisogno di minutaggio per potersi esprimere al meglio.

L’Ajax su consiglio di Mino Raiola.

Quando alle spalle hai un genio del mercato come Mino Raiola, allora sei pronto a credere nei miracoli del calcio. Così, dando totale fiducia al maestro dei trasferimenti, Kerlon decise che era arrivato il momento di cambiare aria. All’Inter, terminato il prestito al Chievo, era arrivato Mourinho, che notoriamente vuole una rosa corta e che non prevedeva nel suo progetto futuro di Inter, il talento di Foquinha. Ecco che così arrivò la possibilità di trasferirsi ad Amsterdam, all’Ajax. L’opzione giusta per Kerlon, una società che sa apprezzare i giovani talenti. Aggregato alla formazione giovanile, il brasiliano si fece notare per i suoi numeri in campo. Ma proprio sul più bello, come purtroppo è sempre accaduto nella sua breve carriera, il ginocchio sinistro fa crack per l’ennesima volta. Fu così necessaria l’operazione in Italia e sei mesi di stop più rieducazione. Ma Kerlon non si arrese e tornò in pista, nonostante la storia con l’Ajax fosse finita.

Il ritorno all’Inter con Benitez in panchina.

Nel luglio del 2010 Kerlon tornò dunque all’Inter con la voglia di ripartire e provare a convincere Benitez a dargli un chance in Prima Squadra. Ma proprio quando sembrava finalmente arrivato il momento di rilanciarsi in maniera definitiva, ecco che la maledetta serie di infortuni che ha tormentato Kerlon si arricchì di un nuovo problema. Il brasiliano fu infatti costretto ad operarsi alla caviglia dopo aver subito già due pesanti interventi in passato. Davvero un destino crudele per un talento pronto ad esplodere e che amava il calcio proprio come tutti. E così, nel gennaio del 2011, l’Inter fu costretta a darlo in prestito al Paranà, in Serie B brasiliana, dove però, quasi subito, gli fu rescisso il contratto a causa delle lesioni avute in passato e delle precarie condizioni fisiche del calciatore. Saltato anche il Paranà, l’Inter decise di rescindere definitivamente il suo contratto.

Il lungo girovagare nel mondo senza una meta.

Scaricato dall’Inter e desolato dalla miriade di infortuni che gli avevano interrotto la carriera in Europa, Kerlon decise che era arrivato il momento di rimettersi in pista e provare, anche in campionati in minori, a dimostrare il suo vero talento. Nacional, Fujieda MYFC, Miami Dade FC, Sliema Wanderers e Villa Nova, sono state le squadre che hanno accolto Kerlon in questi anni. Periodi però, come già facilmente immaginabile, passati molto spesso in infermeria, per via degli infortuni che hanno bloccato la sua carriera. Svincolato dall’estate scorsa, il ventottenne brasiliano è riuscito comunque a trovare squadra lo scorso dicembre. Lo Spartak Trnava, formazione che milita nel campionato slovacco e che, dopo averlo fatto allenare per un pò, ha deciso di tesserarlo per provare di nuovo a far brillare questa stella che non ha mai smesso di credere al sogno, un giorno, di giocare negli stadi più grandi al mondo, proprio come Ronaldinho.