Dopo giorni di tensione, Allegri può sorridere: il primo trofeo della stagione è in bacheca. Sull'erba dell'Olimpico, la Juventus ha infatti vinto la sua terza Coppa Italia consecutiva (mai nessuno ci era riuscito) e piazzato il primo mattone per costruire il suo personale Triplete. E' bastata mezz'ora di grande Juve all'Olimpico per centrare il primo traguardo, nonostante la voglia di stupire e la grinta messa in campo dai padroni di casa.

I due gol nei primi 25 minuti, le tante occasioni create e le rare occasioni concesse alla Lazio nel primo tempo, hanno dimostrato che il passo falso accusato in questo stesso stadio è stato solo un incidente di percorso. Allegri dovrà però lavorare su ciò che si è visto nella ripresa: meno brillante e forse condizionata dal doppio vantaggio creato nei primi 45 minuti. Archiviato il discorso Tim Cup, ora la vecchia signora può pensare al match ball scudetto (domenica con il Crotone allo Stadium) e alla finale di Champions League con il Real Madrid di Cristiano Ronaldo.

Con il morale alle stelle verso Cardiff.

Massima concentrazione e solita grinta. Questo aveva chiesto Massimiliano Allegri, dopo la batosta con la Roma di pochi giorni fa. Alla sua squadra è bastata una fiammata di trenta minuti iniziali, per chiudere la sfida e portare a casa la Coppa Italia. Nonostante i cambi, le assenze e il modulo diverso dall'ormai consueto 4-2-3-1, la Juventus ha confermato le sue qualità: difesa quasi impenetrabile, centrocampo bravo a chiudere e impostare e attacco sempre pericoloso. La condizione fisica messa in campo nel primo tempo è un bel biglietto da visita da presentare a Cardiff, dove però servirà una squadra perfetta per tutti i novanta minuti.

Dominio Juve, dopo il palo di Keita.

Allegri e Inzaghi confermano le loro scelte in avvio. La Juve gioca con la difesa a quattro e con Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain. Buffon siede in panchina, al suo posto para Neto. Nella Lazio, schierata con il 3-5-2, insieme a Immobile c'è Keita: il primo a regalare un'emozione con il clamoroso palo colto dopo soli 5 minuti. Il legno dello spagnolo ha però illuso e scatenato la reazione bianconera. Complice lo spazio lasciato in mezzo al campo da Biglia e compagni, la Juventus si è impossessata della partita e dominato per larghi tratti.

Naturale conseguenza del dominio sono stati i due gol di Dani Alves e Bonucci: entrambi arrivati prima e dopo numerose azioni pericolose dei bianconeri. Forte del doppio vantaggio, nel quarto d'ora finale i campioni d'Italia hanno amministrato, ridato speranza all'avversario e fatto infuriare Allegri. Prima dell'intervallo, Immobile e Milinkovic-Savic si sono infatti presentati davanti a Neto senza però trovare il gol del 2-1.

Non basta il cuore alla Lazio.

Dopo aver cambiato Parolo, non al meglio sin dalla vigilia, Inzaghi ha anche gettato nella mischia Felipe Anderson dopo cinque minuti della ripresa. Un cambio azzardato (al brasiliano ha fatto posto Bastos), che ha inizialmente pagato con una conclusione dell'ex Santos deviata in corner da Neto: protagonista anche qualche minuto più tardi su colpo di testa ravvicinato di Immobile. Meglio i biancocelesti nei primi 25 minuti del secondo tempo. Dopo un tiro alto di Basta e l'ingresso di Luis Alberto al posto di de Vrji, la Lazio si è spinta in avanti con generosità e sfruttato il calo dei ragazzi di Allegri.

Il tecnico livornese, visibilmente contrariato per l'atteggiamento dei suoi, ha inserito Lemina e tolto Dybala per contenere meglio gli assalti laziali. Nel momento migliore della Lazio, la chance più grande è capitata a Higuain: murato da Strakosha che gli ha negato il tris. La partita è così scivolata fino al 90esimo, con la Lazio a testa bassa e la Juve a difendere il fortino di Neto. Al fischio finale di Tagliavento, Allegri ha potuto alzare la Coppa Italia: il primo della straordinaria stagione bianconera. Ora sotto con lo Scudetto e, soprattutto, con la Champions League.