Lo spettacolo del “Camp Nou”, lo spettacolo di Leo Messi. L’argentino, con una doppietta ha reso il big match della prima giornata di Champions a dir poco staordinario. Barcellona-Juventus è terminato con il punteggio di 3-0 in favore di padroni di casa con la “Pulce” grande protagonista. Allegri ha anche provato subito a sorprendere Valverde schierando a sorpresa, dal primo minuto, Bentancur che però non ha giocato una buona partita. Il 4-3-3 dei bianconeri contro il 4-3-3 dei catalani è stato un tripudio di tecnica, velocità e dinamismo.

Buona la prova dei Campioni d’Italia nella prima frazione, nonostante lo svantaggio, prima di calare completamente di concentrazione nel secondo tempo. Nello scacchiere tattico di Allegri spicca solo la prova di Pjanic, praticamente presente in ogni zona del campo, sia in fase offensiva che difensiva. Male anche Higuain, umiliato con la sostituzione effettuata da Allegri a 3′ dal termine con il giovane Caligara. Nel Barcellona invece, subito in campo Dembèlè nel tridente con Suarez e Messi che gli hanno dettato praticamente ogni movimento, ma sul feeling dell’ex Dortmund con i due gemelli del gol bisogna ancora lavorare. Messi invece, fa sempre il fenomeno e ha annientato completamente Benatia e Barzagli dopo un’iniziale fase di studio con una doppietta da fenomeno. Andiamo dunque a vedere i top e i flop della gara del “Camp Nou”.

I Top del “Camp Nou”.

Messi sempre padrone del Barca.

Chiuso nella morsa di Barzagli e Benatia, ma sempre presente e decisivo in ogni azione dei catalani. Leo Messi, che ha prima sbloccato sul finire del primo tempo la gara contro la Juventus con il gol del momentaneo 1-0, per poi ripetersi nella ripresa, nonostante qualcuno parlasse di una “Pulce” scontenta e amareggiata dall’addio di Neymar, contro i bianconeri ha fatto ancora la differenza.

Gli è bastata la prima vera e minima disattenzione di Barzagli nel primo tempo per trovare lo spazio giusto sul finire del primi 45’ e centrare l’angolino basso alla sinistra di Buffon e trafiggere il numero della Nazionale con un sinistro angolato e preciso. Spesso si è visto anche raddoppiato dagli uomini di Allegri, con Pjanic più volte in soccorso ai centrali bianconeri per fermare le inarrestabili serpentine che hanno reso il numero 10 dell’Argentina un fenomeno in tutto il mondo calcistico. Il secondo tempo, nella ripresa, con una Juve ormai a pezzi, l’ha incoronato ancora una volta re della Catalogna.

Gara da top player per Pjanic.

Allegri ha il suo top player del centrocampo. La gara giocata da Pjanic al “Camp Nou”, è stata un mix di determinazione, aggressività e tempismo perfetto negli interventi. Il bosniaco, al centro di questo centrocampo a 3 con Matuidi e Bentancur ai suoi lati, è apparso molto più sicuro di sé, mostrando quella voglia e quel carattere che spesso in campionato si vedono a fasi alterne. Praticamente un ruolo da pendolo tra difesa e attacco a supporto di Dybala e Higuain.

E’ stata questa la partita dell’ex Roma che spesso si è anche preso gli applausi di Allegri per aver fermato Messi, specie nel primo tempo, nel corso delle ormai famose e improvvise serpentine dell’argentino verso la difesa bianconera. Dicevamo della fase difensiva, Pjanic è stato l’uomo in più capace di fare volume durante le azioni offensive del Barcellona e pronto a rimanere sulla linea della retroguardia durante gli attacchi di Suarez e compagni. Un lavoro tattico a dir poco pazzesco. Anche lui ha subito poi inevitabilmente un calo nella ripresa sotto i colpi di Messi e compagni.

Iniesta il faro del Barcellona.

Noi non riusciamo proprio a smettere di ammirare le giocate di “Don Andres”. E’ ancora lui, Andres Iniesta, a 33 anni suonati, il faro del gioco di questa squadra che si illumina con le giocate del suo capitano. Anche queste sera, le sue geometrie sono state preziose per la fluidità di gioco del Barcellona. Veloce, bravo a leggere subito i movimenti dei compagni che, quasi come un telecomando della PlayStation, si muovevamo sotto le sue indicazioni. La Juventus ha il sogno di portarlo a Torino per la prossima stagione, ma a giudicare da queste prestazioni, sarà piuttosto difficile strapparlo alla società catalana nonostante ormai si avvii verso le 34 primavere.

Flop solo bianconero.

Alex Sandro mai pervenuto.

L’intero out sinistro della Juventus non ha proprio funzionato. Sia Alex Sandro che Douglas Costa, forse intimoriti dalle sortite offensive e dalla velocità di Dembèlè, sono sembrati subito passivi e fuori dal gioco dei bianconeri. Il terzino brasiliano non si è mai visto sulla linea dell’out sinistro in posizione di cross. Intimorito, bloccato e troppo preoccupato a difendere più che pensare a ripartire. Ha provato in qualche momento della gara, specie nella prima frazione, a sovrapporsi proprio al connazionale ex Bayern Monaco o a Dybala e Higuain durante le poche ripartenze concesse dai catalani ma senza mai intimorire i centrarli blaugrana. Per il resto Alex Sandro è stata la brutta copia della freccia mancina che ci ha entusiasmato in campionato e ci ha abituato a grandi cose in Serie A.

Higuain sostituito da Caligara e umiliato da Allegri.

La coppia argentina come due fantasmi. Dopo un primo tempo promettente, nonostante lo svantaggio, sia Dybala che Higuain sembravano essere in grado di gestire questa situazione e provare a mettere nuovamente in difficoltà la difesa catalana con fraseggi pericolosi che nei primi 45’ hanno fatto spaventare, con alcune conclusioni, il pubblico blaugrana. Ma invece non è accaduto nulla di tutto ciò.

La solidità in attacco della Vecchia Signora sembra essersi smarrita. Ora non vogliamo drammatizzare troppo questa sconfitta, ma sicuramente lo scorso anno la Juventus un passivo così grande non l’avrebbe mai concesso. Sarebbe stata molto più pericolosa in avanti e invece sia la “Yoja” che il “Pipita”, sono stati serviti poco e male e quando c’era da impensierire Ter Stegen sono sembrati troppo timidi e timorosi di prendersi responsabilità importanti in fase realizzativa. Nel finale l'umiliazione per Higuain di essere addirittura sostituito a 3′ dal termine dal giovane Caligara. Un segnale forte da parte di Allegri.

Da rivedere Bentancur.

Doveva essere la sua serata, quella dell’esordio dal primo minuto con la maglia della Juventus. E invece la notte di Bentancur è stata un vero e proprio incubo. Allegri l’ha schierato in campo subito  anche a causa delle tante assenze. Sarebbe dovuto essere lui l’uomo in più al “Camp Nou” e invece forse intimorito e con poca tranquillità, è sembrato piuttosto spaesato e in difficoltà.

Pjanic ha provato a fare la voce grossa e a coprire diversi buchi sia a centrocampo che in attacco, ma questo non è bastato per aiutare il giovanissimo ex Boca a salire in cattedra e mostrare le sue ottime qualità. Sicuramente da rivedere più che da bocciare. Non era forse questa la sua partita.

Tabellino e voti.

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen 6; Semedo 6,5, Piqué 6, Umtiti 6,5, Jordi Alba 6; Rakitic 7 (77’ Paulinho s.v), Busquets 6,5, Iniesta 7 (83’Andrè Gomes s.v); Messi 7, Suarez 6, Dembelé 5,5 (71’ Sergi Roberto 6). All. Valverde

Juventus (4-3-3): Buffon 5,5; De Sciglio 5,5 (41’ Sturaro 5), Barzagli 5, Benatia 5,5, Alex Sandro 5; Bentancur 5 (63’ Bernardeschi 5,5), Pjanic 6, Matuidi 5,5; Dybala 5, Douglas Costa 5, Higuain 5 (87’ Caligara s.v). All. Allegri