Tre gol di scarto a Cardiff e tre gol di scarto a Barcellona, la Champions League della Juventus mantiene una certa dolorosa continuità storica. Per la delusione dei tifosi bianconeri, infatti, la "coppa dalle grandi orecchie" non inizia al meglio per la Vecchia Signora che, ieri, si è dovuta inchinare allo strapotere tecnico della mediana del Barça e di Lionel Messi.

Eppure, a favorire le folate offensive della "Pulce" argentina, ci ha pensato la compagine piemontese con tanti errori individuali e di reparto. Errori, riconosciuti anche da mister Allegri nel post partita con un evidente nonché visibile scoramento da parte sua. Dalle difficoltà difensive agli errori di posizionamento di Higuain e Dybala fino alle scelte dello stesso tecnico toscano vediamo, nel dettaglio, gli sbagli, le sviste più evidenti della sfida del Camp Nou.

I movimenti medi e le statistiche di Higuain e Dybala (Sofascore.com)in foto: I movimenti medi e le statistiche di Higuain e Dybala (Sofascore.com)

Attacco evanescente, l'HD non si vede.

Nell'ultimo anno solare la Juventus si è avvalsa spesso dei servigi della premiata ditta HD ovvero quel pazzesco tandem argentino composto da Dybala e Higuain. Ieri, invece, l'azienda albiceleste è sembrata svagata, seriamente in difficoltà e, poi, vieppiù in vacanza con una presenza in campo solo per onor di firma. Sia l'osannato #10, che il #9, infatti, non sono riusciti ad incidere e a garantire ai propri compagni linee di passaggio interessanti con movimenti simili, quasi sovrapposti e pochi tiri, solo 4 in totale verso la porta avversaria. In più, i due calciatori non hanno duettato come sono soliti fare non rivelandosi mai, o quasi mai, ad essere pericolosi in fase offensiva.

Le poche occasioni create da Higuain e Dybala (Squawka.com)in foto: Le poche occasioni create da Higuain e Dybala (Squawka.com)

Il tutto, con una evidente difficoltà da parte della Juventus a ribaltare il fronte d'attacco e a trovare soluzioni importanti in fase di impostazione con Pjanic e le sue mezzeali che hanno spesso trovato difficoltà a scaricare la palla e a servire i due fenomeni juventini. Questa situazione tattica, favorita anche dalla pressione del Barcellona e dalla forza fisica della retroguardia azulgrana, non ha permesso quasi mai ai colori bianconeri di dare la sensazione di poter svoltare la gara e recuperare il passivo, diventato poi pesante, del Camp Nou.

Centrocampisti schiacciati, Pjanic da regista a interdittore.

In mezzo al campo, invece, in quello che è sembrato più un 4-3-3 che un 4-2-3-1, il centrocampo ha sofferto le pene dell'inferno per contenere la foga, l'intensità, la garra del Barcellona e dei suoi assatanati centrocampisti. Pjanic ovvero la mente, il cervello della compagine bianconera, infatti, è stato costretto a continui ripiegamenti difensivi con compiti divenuti poi eminentemente di interdizione.

Riassunto della prestazione di Pjanic e posizioni medie contro il Barça (Sofascore.com)in foto: Riassunto della prestazione di Pjanic e posizioni medie contro il Barça (Sofascore.com)

Una soluzione, dettata dalle circostanze, dalle contingenze del match più che da una vera strategia di Allegri, che ha schiacciato il bosniaco non più in grado, con la solita lucidità e precisione, di servire al meglio i propri compagni, al netto anche dei continui errori di movimento dei compagni. In aggiunta, sia Matuidi che Bentancur, chi per caratteristiche, chi per inesperienza a questi livelli, non hanno inciso più di tanto finendo per accompagnare poco e male la manovra e a subire il fitto palleggio avversario.

Il duello sulla corsia mancina fra Semedo–Dembélé e Alex Sandro–Douglas Costa (Whoscored.com)in foto: Il duello sulla corsia mancina fra Semedo–Dembélé e Alex Sandro–Douglas Costa (Whoscored.com)

Corsia mancina in apnea, i brasiliani in palese difficoltà.

Altro neo, handicap che si è materializzato nell’incubo del Camp Nou è stato quello della corsia mancina bianconera che, con i troppo offensivi Alex Sandro e Douglas Costa ha imbarcato acqua dal primo all’ultimo minuto di gioco.

La condotta di gioco delle fasce, destra e sinistra di Barcellona e Juventus (Squawka.com)in foto: La condotta di gioco delle fasce, destra e sinistra di Barcellona e Juventus (Squawka.com)

Contro la voglia, l’estro e la freschezza di Semedo e Dembélé, al suo esordio continentale nel tempio del football barcelonista, i due interpreti juventini pur partendo bene, come un po’ tutta la squadra, hanno perso in fretta le misure con l’ex terzino del Porto schiacciato, in contumacia Douglas Costa che di difendere non ha proprio intenzione, nella morsa degli esterni azulgrana.

Così, per tutto il resto della gara, arrivano, anche da lì, azioni pericolose con Dembélé a banchettare sulla prediletta corsia destra con, da contraltare, un fase di spinta quasi assente che si riassume con 0 dribbling riusciti per Alex Sandro, solo 2 intercetti, passaggi interlocutori, sterili lanci lunghi ed una mancata diagonale sulla rete del 2-0 che avrebbe mandato in bestia l'ex Ct azzurro Arrigo Sacchi.

Lundici iniziale schierato da Max Allegri contro il Barcellona (Sofascore.com)in foto: Lundici iniziale schierato da Max Allegri contro il Barcellona (Sofascore.com)

Allegri, che presunzione: undici troppo sbilanciato.

È pur vero che l’antico adagio recita: “la miglior difesa è l’attacco” ma, a nostro parere, gli errori nati ieri al Camp Nou sono frutto esclusivo di due episodi ben precisi. Il primo, il gol di Messi su scambio ravvicinato con Suarez che ha fatto saltare il banco e neutralizzato le certezze difensive bianconere. Il secondo, l’eccessiva superbia dell’ex tecnico del Milan che ha provato ad affrontare il Barcellona con armi decisamente offensive.

Al netto degli incontristi Matuidi e Bentancur, peraltro apparso ancora acerbo per questi palcoscenici, e dei due centrali davanti a Buffon, lo scacchiere juventino era composto da diversi calciatori con spiccate doti offensive e, almeno ieri sera, scarsa attitudine al sacrificio. Pur con tante assenze, Chiellini, Mandzukic o Howedes, infatti, Allegri ha provato la carta dell’aggressività, del palleggio e del gioco finendo poi per subire, le fitte trame azulgrana che, con un Messi così, non potevano ingenerare che occasioni su occasioni e poi il gol che ha scompaginato gli equilibri. Errori, di squadra, ma anche di selezione, di scelta della stessa con una spocchia lontana anni luce dalla semifinale, sempre nell’affascinante contesto del Camp Nou e con un Neymar in più, di pochi mesi fa.