Un club sano, vincente e finalmente ricco. La Juventus è tutto questo e molto di più, il fiore all'occhiello del nostro calci, un esempio virtuoso da seguire. Che è stato preso come punto di riferimento nel recente sfogo di Piero Ausilio parlando ai futuri geni del marketing sportivo e che è stato ripreso dallo stesso Andrea Agnelli in merito alla crescita esponenziale del fatturato bianconero in questi ultimi anni. Non a caso, non più tardi di qualche giorno fa, anche Maurizio Sarri ha sottolineato il potere economico juventino, nato da una costanza negli obiettivi, una programmazione peculiare e una presenza costante nelle competizioni dove ha sempre puntato solamente alla vittoria finale.

I conti parlano – Un circolo virtuoso che è invidiato, spesso criticato, ma silenziosamente ammirato. "Chi ci critica oggi, dimentica il fatturato bianconero di 10 anni: controllate e controllate anche com'erano chi oggi ironizza e polemizza" ha sottolineato Andrea Agnelli. Tutti, infatti, parlano della Juventus tornata al centro della scena nazionale  e non solo, dopo il successo in Coppa Italia e l'imminente fine settimana tricolore.

Circolo virtuoso – In attesa del 3 giugno dove la finale di Cardiff potrebbe rappresentare il diamante più prezioso in una stagione già incastonata di perle. Un circolo virtuoso in cui il punto d'origine e di conclusione si sposano e vanno a braccetto: crescere nel fatturato, nelle entrate calmierando le uscite. Il tutto grazie ad un lavoro attento da parte della proprietà.

Juve esempio per l'Italia – Ad auto elogiarsi, giustamente, è stato il presidente juventino Andrea Agnelli parlando ai tifosi J1897 Member, allo Juventus Stadium. Una riflessione che espone i capi saldi bianconeri, soprattutto da un punto di vista aziendale e imprenditoriale che hanno garantito una crescita sportiva conseguente: "L'Italia deve essere competitiva in tutte le sue sfaccettature e un grande risultato è sicuramente avere quattro squadre in Champions League dalla prossima stagione. Ovviamente sta alla responsabilità delle singole società fare bene in Europa. Per quanto riguarda la Juventus, squadra e club continueranno a fare il proprio percorso individuale, cercando di aiutare la Lega ad essere competitiva"