Classico appuntamento prenatalizio per Cesare Prandelli che nella sede della Federcalcio ha incontrato i giornalisti. Tempo di bilanci per il Ct che guiderà la nostra Nazionale nell’appuntamento iridato della prossima estate. Non è sicuramente di buon auspicio il rendimento delle squadre italiane in Champions con Juventus e Napoli che hanno salutato la massima competizione calcistica europea. Il mister di Orzinuovi ha sottolineato il momento no del nostro calcio senza mezzi termini: “I numeri dicono che il nostro calcio ha toccato il punto più basso di sempre. Sono amareggiato, speravo che andassero tutte avanti, sarebbe stato importante, anche in prospettiva Mondiale, per l'autostima dei giocatori. La Juve non avrebbe dovuto giocare e il Napoli è uscito in modo clamoroso: peccato, c'è stata tanta sfortuna. Però dobbiamo riflettere sulla qualità del nostro calcio: non siamo più i migliori, dobbiamo accettarlo".

L’ex mister della Fiorentina ne ha approfittato anche per fare i complimenti al Milan unica formazione italiana rimasta in Champions: “Complimenti ai rossoneri, questo pareggio con l'Ajax può dare una svolta alla loro stagione. Balotelli? Ieri è stato bravo, quando la squadra è in inferiorità numerica si assume più responsabilità, ma dovrebbe farlo sempre".

La speranza che la Nazionale, come accaduto nel 2006 possa fare da traino a tutto il movimento con i calciatori che devono pensare in positivo: “Avere pensieri belli fa bene, è contagioso. Ai miei giocatori dico sempre, se dovete sognare fatelo in grande. E il mio sogno è poter vincere il mondiale. A volte ha funzionato, può funzionare anche stavolta".

In conclusione una battuta sugli episodi di violenza, prima di Milan-Ajax che hanno scosso e non poco Prandelli: “I fatti di ieri prima di Milan-Ajax mi hanno colpito. Non vorrei che il calcio italiano fosse costretto a forza a cambiare e che tra qualche anno Fifa e Uefa dicano stop al calcio italiano in Europa, e allora non si ponga neanche più il dubbio di chi vada o meno in Champions. Su questo punto siamo in ritardo, dobbiamo tutti rendercene conto”.