C'era una volta l'Italia che aveva smesso di produrre calciatori di livello e che fossero in grado di emozionare gli appassionati di futbol del Belpaese. Quando? Fino a pochi mesi fa era diffusa l'idea che in Italia non vi fossero più calciatori forti, in grado di poter essere dei validi portabandiera della tradizione calcistica tricolore, invece ora siamo tutti concentrati sulla crescita di alcuni calciatori che si stanno prendendo le luci della ribalta in Serie A e sono già parte della Nazionale di Giampiero Ventura. Questa è la quindicesima puntata di una rubrica che si chiama "Generazione Zero" nella quale parleremo di giovani poco considerati fino a qualche tempo fa ma che ora sono al centro delle settimanali discussioni calcistiche dello "stivale". Abbiamo parlato di attaccanti e centrocampisti ed è arrivato il momento dei difensori: dopo Alessio Romagnoli, ecco Daniele Rugani.

Il centrale della Juventus è uno dei migliori difensori che il panorama italiano può presentare in questo momento, insieme a Romagnoli e Caldara, ed ha disputato un buonissimo Europeo Under 21 in Polonia e rappresenta uno di quei giovani su cui puntare senza se e senza ma per il prossimo futuro. La dirigenza bianconera ha colto subito le potenzialità di Daniele ed è andata a prenderlo all'Empoli battendo sul tempo la concorrenza di altre big e assicurandosi un calciatore dagli ampi margini di miglioramento. Nelle ultime settimane il Siviglia ha provato a inserirlo nella trattativa per Steven N'Zonzi ma la società bianconera considera, giustamente, il difensore azzurro incedibile.

L'Empoli, Sarri e il record.

Nato a Sesto di Moriano, un piccolo borgo abitato da un migliaio di anime alle porte di Lucca, il 29 luglio del 1994; da Ubaldo (rappresentante) e Lia (maestra), cresce come un tranquillo giovanotto di provincia, le cui passioni e massime distrazioni sono la bicicletta, il tennis, la pesca (in compagnia del padre) e, ovviamente, il pallone. A sei anni entra nelle giovanili dell’Empoli e la società toscana coltiva il suo talento pian piano e tredici anni più tardi arriva il doppio salto: prima l’esordio in Serie B; con Maurizio Sarri che si fida ciecamente di lui e gli consegna le chiavi della difesa toscana; e poi l'approdo in Serie A.

L'Empoli ripone la sua fiducia in Rugani anche nella massima serie e Daniele riesce a scrivere una pagina di storia del nostro calcio: 38 presenze su 38, mai sostituito e, stranamente per un difensore, mai ammonito o espulso. Fenomenale.

La Juventus pensa al futuro.

La Juventus, che deteneva la metà del suo cartellino dal 2012, rileva la seconda parte del cartellino e per il ragazzo lucchese si apre un'altra pagina della sua carriera: con la Vecchia Signora fa il suo esordio in un match di Champions League contro il Siviglia, vinto per 2-0.

Rugani con la squadra bianconera, dopo un inizio che lo vede spesso in panchina, si prende il suo spazio un poco alla volta e nella seconda parte della stagione Massimiliano Allegri gli concede un minutaggio sempre maggiore. Il difensore toscano diventa il "dodicesimo uomo" della Juventus che vince il quinto titolo di fila e in occasione di Fiorentina-Juventus (1-2) del 24 aprile 2016, dopo 53 gare riceve il suo primo cartellino giallo in Serie A: record che non veniva raggiunto da un calciatore dal 1994.

Quest'anno Daniele ha confermato quanto di buono aveva mostrato già nella prima stagione ed è evidente che la Juventus ha già in casa uno degli uomini chiave della squadra del futuro. Con l'acquisto di Mattia Caldara i bianconeri potrebbero aver trovato la coppia difensiva centrale per i prossimi anni.

Eleganza, tecnica e scelta di tempo.

Centrale difensivo, fisico slanciato e longilineo ma la prima cosa che colpisce è la grande eleganza che possiede nell'uscita palla al piede. Rugani sbaglia raramente controlli o passaggi ed è molto forte di testa, sia nello stacco che nel dare la direzione al pallone. Molto intelligente anche in proiezione offensiva. È bravo con il pallone tra i piedi, eccellente in fase di marcatura e per il senso di posizione molti lo hanno paragonato al ‘primo' Fabio Cannavaro.

Sebbene a Empoli giocasse regolarmente sul centro sinistra, Massimiliano Allegri lo preferisce sul lato opposto e Rugani ha risposto sempre con prove convincenti: il centrale lucchese ha mostrato una grande intelligenza tattica e un senso di posizionamento che, soprattutto quando fa coppia con l'istintivo Chiellini, colpisce ancora di più. Quando ha giocato al posto di Bonucci ha mostrato di essere in grado di poter prendere le redini del reparto difensivo, coordinando i movimenti, le uscite in pressing, le scalature, il fuorigioco e la costruzione dal basso.

Daniele Rugani ha dimostrato di riuscire a tenere bene certi palcoscenici e, a fianco di Leonardo Bonucci anch’egli fresco di rinnovo fino al 2021, Mattia Caldara e Pol Lirola, può rappresentare la prossima generazione di difensori bianconeri. Non bisogna mettere fretta e pressione a questo ragazzo: Daniele può e deve migliorare ancora nonostante abbia già mostrato una grande crescita sotto tutti i punti di vista negli ultimi due anni. Ricordiamo sempre che parliamo di un atleta di 22 anni e alla sua età, gli uomini che ora lo tengono spesso in panca erano tutti alle prese con altri tipi di esperienze (Barzagli passava dall’Ascoli al Chievo, Bonucci dal Pisa al Bari mentre Chiellini giocava con la Juve in Serie B). Daniele Rugani, alla loro stessa età, probabilmente è già più avanti nel processo di crescita ma ora deve dimostrare, davvero, tutte le sue qualità. Adelante Daniele!