C'è fermento in casa Inter perché il cambiamento è oramai improcrastinabile e assolutamente necessario. Dal tecnico ai giocatori, nessuna certezza solamente diverse soluzioni e progetti che stanno faticosamente prendendo forma. Il dictat di Suning, anche se non è formalmente espresso è però che il prima possibile si chiuda per il nuovo allenatore e poi tutto il resto venga costruito a catena. Tanti i nomi in caldo, dai soliti Simeone e Conte che avrebbero già ringraziato e rifiutato, a Sarri e Spalletti fino a soluzioni ‘internazionali' come Pochettino che a Londra, sponda Tottenhma sta facendo bene.

Cambiare, ma subito – Il rischio è di investire su chi conosce poco e male il nostro campionato, fatichi ad adattarsi e malgrado un curriculum intrigante, fallisca l'appuntamento con la rinascita nerazzurra. Un po' come è accaduto al buon Frank de Boer profeta in patria con il suo Ajax ma dalle idee e dal progetto che in Serie A sembravano non potersi realizzare in modo concreto. Tanto da essere defenestarto nel giro di due mesi e poco più.

Profilo internazionale – Però il fascino ‘internazionale' c'è e resta all'interno di Suning che non accetterebbe un allenatore sconosciuto o di poco appeal. Così, ecco che il nome di Pochettino è tornato in voga: il Tottenham ha fatto bene in Premier pur non entusiasmando, provando a contendere fino in ultimo il titolo a Conte, dimostrando idee e qualità di gioco. Poi, però, c'è l'interrogativo di come possa calarsi in una realtà diversa e difficile come l'Italia. Forse meglio puntare su un ‘usato' sicuro.

La pista ‘italiana' – Ma anche in questo caso le insidie ci sono perché già in passato chi ha reso in altri club, arrivato all'Inter si è sgonfiato. Dunque, ben vengano le eventuali candidature di Spalletti, Sarri, Ranieri. Tutti tecnici di navigata esperienza e che hanno fatto o stanno facendo bene nel nostro campionato. Non ci sarebbe necessità del classico periodo di assestamento. Ma è pur vero che ciò comporterebbe andare a bussare alla porta altrui (tranne che per Ranieri) e ciò potrebbe creare problemi e difficoltà soprattutto nelle tempistiche.

Speranza Conte e Simeone – Sempre che i primi due della classe. Conte e Simeone cambino idea: difficile con una Premier in mano, Londra e Madrid ai propri piedi e con entrambi un prossimo futuro certo in Camphions League. Il tutto per buttarsi in una situazione esplosiva, senza coppe, da rifondazione completa e nessuna certezza.