Le ferite della scorsa stagione bruciano ancora e sono difficilmente rimarginabili. Nonostante i 9 punti dopo 3 giornate di campionato, l'Inter di Spalletti sta ancora pagando lo sciagurato campionato scorso: terminato con una pesante  contestazione della Curva Nord. Chi pensava che sarebbero bastate vittorie convincenti e gol a raffica per placare la rabbia di alcuni tifosi, si è clamorosamente sbagliato. In occasione di Inter-Spal, si è infatti avuta la conferma che tra una parte della tifoseria e la squadra il rapporto è ancora particolarmente freddo. Prima del match con la formazione di Semplici, è stata fatta girare una "fanzine" nella quale venivano invitati tutti i tifosi a non urlare il nome di Icardi e dei suoi compagni durante la lettura delle formazioni da parte dello speaker di San Siro.

"Non si fanno cori per Icardi. Così come per nessun altro giocatore. Non meritano niente – riporta il volantino distribuito allo stadio – Ne hanno di strada da fare ancora. Quando segna, Icardi o chiunque altro, segna l’Inter. Esultiamo per la maglia, non per questi mediocri uomini (ad essere generosi). Quando lo speaker annuncia la formazione, evitate di urlare il nome di quell’infame argentino". Parole dure, destinate a riportare a galla l'episodio di Reggio Emilia (quando i tifosi lanciarono indietro a Icardi la sua maglia) e a ridare voce ad un capitolo che in molti avevano già dimenticato: quello della tanto criticata autobiografia dell'attaccante argentino. I restanti settori del "Meazza", non hanno però risposto all'appello degli ultrà e dopo il rigore segnato da Icardi hanno urlato a squarciagola il nome del capitano interista. Nelle ultime ore la ribellione nerazzurra all'invito della curva, si è trasferita anche sui social dove l'hashtag #Icardi ha cominciato a circolare di tweet in tweet.