Il progetto nerazzurro sta prendendo piede ogni giorno di più con Walter Mazzarri in panchina e una rifondazione tecnica che ha dei punti di riferimento ben precisi da cui ripartire. Come Samir Handanovic in porta o Maurito Icardi in attacco. Due giocatori bravi, forti e giovani da far crescere e su cui puntare da subito. Come Mateo Kovacic, il centrocampista croato dell'Inter che non si muoverà dal club nerazzurro dove è arrivato nel gennaio del 2013 per poco più di 10 milioni di euro. Ha avuto diverse incomprensioni con Mazzarri ma alla fine tutto si è risolto con una serie di prestazioni convincenti e il tecnico che ha dimostrato di saper apprezzare i progressi del giovanissimo talento.

Prima scelta Inter – Così, se anche in un primo istante si era parlato di una cessione in prestito, oggi Kovacic è tra gli inamovibili e lo ha confermato alla stampa croata: "Se rimarrò in nerazzurro? Sicuramente, non c'è altra scelta. Voglio solo rimanere all'Inter, credo che l'anno prossimo, con un gruppo rinnovato, questo grande club tornerà sulla strada del successo. Se ho rimpianti per essere andato via giovanissimo dalla Dinamo? No, nessuno. Sarò anzi sempre grato alla Dinamo Zagabria per avermi messo nelle condizioni ideali e dato l'opportunità di partire. Io insoddisfatto? Non è vero, non sono sceso in campo per una parte di stagione, ma mi sono sempre allenato bene e con regolarità e proprio a ridosso della Coppa del Mondo ho guadagnato maggiore continuità di impiego. Finché vorrò restare all'Inter sarò sempre a disposizione".

Obiettivo Mondiale – Con la Croazia Matteo Kovacic proverà a giocarsi le proprie possibilità di gloria in una nazionale forte ma di certo ancora molto inesperta per competizioni di questo livello: "Adesso sono concentrato sul Mondiale che andrò a giocare, voglio essere protagonista e sono convinto di poter coesistere in una squadra con Modric e Rakitic. Già nella partita contro l'Islanda abbiamo dimostrato di poter giocare insieme, forse ci manca un po' di corsa ma in compenso abbiamo le qualità anche mentali per compensare questo difetto. Sarà poi il ct a scegliere, ma lui sa che daremo tutto per la Croazia. Noi come Prosinecki, Asanovic e Boban? Questi paragoni fanno piacere, ma la gente ha capito che pensiamo al presente"