Una crisi ciclica, quasi strutturale, fisiologica. All'Inter oramai ci dovrebbero essere abituati e invece ogni volta che accade sembra che tutti non sappiano come affrontarla. L'attuale è la più complicata e complessa degli ultimi 30 anni con un tracollo finale di sconfitte e brutte prestazioni di un gruppo che ha mollato prima psicologicamente e poi fisicamente. Nessuno stimolo, nessun amor proprio o per la storia e i colori della maglia che si indossa. Tanto da essere pesantemente insultati nella protesta organizzata dai propri tifosi e comunque riuscire a perdere la gara ugualmente, senza reazione né convinzione di cambiar le cose. E chi è oramai nella saocietà da tempo e da tempo cerca soddisfazioni professionali sembra essere arrivato al capolinea. Come Samir Handanovic oramai alla sua quinta stagione interista e ancora una volta nel bel mezzo di un tunnel senza fine.

La peggior crisi di sempre – Forse, come dice il portiere nerazzurro, l'attuale è la crisi peggiore di sempre. Un'Inter così brutta non si era mai vista negli ultimi 30 anni da un punto di vista delle prestazioni e dei risultati. Ma anche chi, come Handanovic, vive le problematiche nerazzurre da un lustro a questa parte ha capito subito di avere a che fare con un problema complicato, un rompicato la cui soluzione appare sempre più difficile: "Non so cosa dire, non voglio prendere per il c**o nessuno, è il peggior momento da quando sono qui. È difficile anche per noi giocatori, bisogna essere uomini anche ora. In settimana ho visto il Chelsea vincere il campionato, la Spal esultare perché promossa in A, poi c’è l’Inter"

La fine della pazienza – La società con l'esonero di Pioli ha cercato la scintilla per riaccendere almeno l'orgoglio in questo spicchio finale di stagione, ma con il Sassuolo è andata in scena la stessa vecchia storia: "Ci sono ancora due partite, bisogna stringere i denti e tirare fuori qualcosa di positivo da questo momento negativo. Tifosi? Li capisco, da cinque anni sono qui e vedo sempre le stesse situazioni, hanno ragione, l’Inter non può essere settima o ottava come succede da cinque anni, la pazienza ma poi finisce per tutti".

A testa bassa – La soluzione sarebbe fare gruppo, lavorare sodo in settimana, ritrovare stimoli e motivazioni oramai sopite per are un colpo di spugna ad una stagione da cancellare ma dalla quale imparare subito e molto: "La scintilla va cercata durante la settimana, da noi non c’è serenità, in allenamento bisogna dare qualcosa di diverso, non sono abituato a parlare di fortuna e sfortuna, ma è tutto l’anno che va un po’ così. Dobbiamo guardare e lavorare sul complessivo non sui piccoli particolari occasionali".