Un gol ogni due tiri, e un assist vincente. Ciro Immobile spacca la partita e spezza la resistenza del Milan. Ma non è un one man show, è il trionfo di una squadra messa in campo benissimo. E' il trionfo di Inzaghi e Luis Alberto, che consente di occupare i corridoi e creare superiorità fra le linee. E' la vittoria di Lulic e Milinkovic-Savic, che toccano più palloni di tutti, di un trio difensivo strettissimo, di una squadra che attacca e difende compatta. Il Milan, invece, naufraga in un progetto di 4-3-3 in cui saltano meccanismi e dinamismi. Kessie e Montolivo non dialogano con Suso e Borini, dietro Rodriguez è spesso molto alto ma non ha le spalle coperte, Calabria soffre e Bonucci non copre i vuoti.

Milan, partenza che illude.

Il primo big match della stagione rossonera è il match di Biglia, il match di Calabria e Rodriguez che Montella vuole sempre altissimi in fase di possesso. E' la partita di Kessie, che si inserisce con i tempi giusti, visto da Biglia che gli serve il pallone del tiro dalla distanza all'8′. Interessanti i movimenti dell'ex Atalanta che si muove cercando il corridoio di centro-sinistra, in appoggio con Borini, e tiene Basta in inferiorità numerica.

La Lazio fatica a ribaltare l'azione dalla difesa. I tre centrali, compreso Wallace che si fa male dopo un quarto d'ora per un problema muscolare, impauriti dal dover contenere il trio rossonero e aumentano così gli spazi da coprire fra difesa e centrocampo quando la squadra si distende. L'ingresso di Bastos, miglior difensore del campionato russo due anni fa, non sposta gli equilibri tattici dei biancocelesti. E' proprio lui, meno di un minuto dopo l'ingresso in campo, ad avere la prima grande occasione. Manca però il tocco di petto da un metro, su un corner battuto tagliatissimo, con la difesa del Milan schierata che si apre per tamponare lo smarcamento da dietro verso il primo palo di Milinkovic-Savic, che rimane l'elemento centrale di una Lazio che insiste per tutto il match soprattutto dal suo lato e riesce a tenere il Milan lontano dall'area.

I tocchi di Lazio e Milan. I biancocelesti privilegiano gli attacchi da sinistra, il Milan troppo sterilein foto: I tocchi di Lazio e Milan. I biancocelesti privilegiano gli attacchi da sinistra, il Milan troppo sterile

Luis Alberto prende in mano la Lazio.

E' a lui che Inzaghi si rivolge più spesso per andare a occupare i semi-spazi, i corridoi fra il centro e le corsie. Vuole sempre che ci sia un terzo uomo alle spalle delle punte, così da poter sfruttare la densità e liberare poi Basta a destra per il cross. Appena il Milan rallenta e abbassa il pressing, Luis Alberto diventa elemento chiave. Arrivato per giocare esterno nel 4-3-3, Inzaghi lo sistema nel terzetto di centrocampisti centrali e gli chiede di giocare qualche metro più avanti con Lucas Leiva a coprirgli le spalle per la maggiore brillantezza nelle letture preventive.

Il Milan rallenta, Immobile apre lo show.

La presenza di Borini e Montolivo, che più volte aspettano un tempo di gioco di troppo sui ribaltamenti rapidi, rallenta un po' la transizione della manovra del Milan. Biglia, fischiatissimo, non ha linee di passaggio libere. In fase di non possesso, il 3-4-2-1 diventa una sorta di 4-5-1 con Basta che scala quarto dietro e le due linee molto compatte per occupare gli spazi fra le linee. Al Milan viene però a mancare il movimento senza palla degli esterni alti e delle due mezze ali per alzare e aprire la difesa avversaria.

Quando il Milan sviluppa gioco sulla destra, c'è troppo spazio fra Kessie e Suso, e questo rende più facile la copertura difensiva della Lazio. Allo stesso modo, le transizioni positive non sembrano così efficaci. Le posizioni di Montolivo e dell'ex atalantino rimangono spesso arretrate rispetto alla linea del pallone, e l'effetto del teorico uno contro uno in mezzo al campo svanisce.

La Lazio, invece, alza il livello della circolazione del pallone e centralmente concede poco. Rodriguez va ad aumentare la densità in fase di costruzione, sale da centrocampista aggiunto un po' in stile Guardiola, ma la copertura del campo risulta sbilanciata, il rinforzo sul lato opposto non è sempre puntale, così Luis Alberto e Milinkovic-Savic, una volta superata la seconda linea di pressing, costringono la difesa rossonera a chiusure più subìte. Proprio da uno spunto da Luis Alberto nasce il rigore che Immobile trasforma per l'1-0.

I tiri di Immobilein foto: I tiri di Immobile

Il raddoppio da applausi.

La prima vera azione da Milan si vede subito dopo col movimento fuori di Cutrone sul filtrante e l'appoggio di prima per Rodriguez, fermato per fuorigioco dubbio, mentre Borini accompagna all'interno e allontana il marcatore. Borini arretra da mezzala in fase di non possesso ma il Milan si schiaccia presto. E da questo difetto di posizione nasce il secondo gol della Lazio. L'azione collettiva è splendida, ma nessun centrocampista rossonero esce su Parolo che porta palla, nonostante l'aiuto di Borini, Lulic tocca palla a sinistra poi si sposta a destra e crossa poi mentre la difesa arretra verso la propria area, e Rodriguez non guarda alle sue spalle. Con la difesa schierata, però, Calabria segue Luis Alberto, che riceve da Lulic sul centro sinistra, e continua a correre verso il centro dell'area. L'effetto è perfettamente riuscito. Sul cross verso il secondo palo, deve andare Bonucci a tappare il buco ma è in ritardo: la girata di Immobile, indisturbato, è da applausi.

La Lazio dilaga.

L'avvio del secondo tempo è una mazzata. Il Milan si spacca, il centrocampo non torna, e sull'appoggio di Lulic, che tocca più palloni di tutti i compagni, in area per Parolo nessuno chiude. Musacchio stringe sul centrocampista che di tacco libera Immobile, senza più la copertura di Bonucci: quarto tiro, terzo gol e 3-0.

Ma non gli basta. Passano due minuti e rifinisce un contropiede da manuale per Luis Alberto. Fra difesa e centrocampo del Milan passano 30 metri, Calabria sempre in affanno e troppe volte fuori posizione può fare poco per evitare il poker.

L'ingresso di Kalinic e Calhanoglu per Cutrone e Borini restituisce al Milan almeno un po' di spinta d'orgoglio. Il turco si vede respingere una punizione dalla barriera, Montolivo rimane in area e con Bastos sppena in ritardo nello staccarsi dalla barriera e chiudere la linea di tiro fa 4-1.

Calhanoglu tende ad accentrarsi molto, è uno dei motivi per cui Montella gli ha preferito Borini, ma con una Lazio che adesso si abbassa di più e difende praticamente a cinque, può aiutare la densità nel corridoio centrale. Il Milan ormai non c'è più in difesa e la leggerezza di Bonucci, puntato in velocità da Immobile, racconta lo stato mentale e tattico della squadra. L'espulsione di Parolo adombra appena la gran partita di una Lazio affiatata, che ha coperto molto meglio gli spazi. Il Milan, con troppi elementi nuovi, affonda al primo vero test della stagione.