Il Milan è da scudetto, la Juventus no: lo dicono i numeri e le statistiche
Adesso si può guardare la classifica senza più asterischi vicino al nome delle varie squadre. Con gli ultimi recuperi, tutti adesso hanno lo stesso numero di partite disputate e la graduatoria ha acquistato maggior senso. Tre recuperi, tre pareggi: uno a reti inviolate (Cesena-Catania 0-0), uno a suon di gol (Parma-Fiorentina 2-2) e un altro con due reti complessive (Bologna-Juventus 1-1). Dopo questi risultati, ciò che si evidenzia è il mancato aggancio della Juve nei confronti di un Milan che da mercoledì sera è solitario capolista del campionato a +2 dai bianconeri. Per il Bologna, invece, un pareggio importante per la zona salvezza, mentre per Catania e Fiorentina un punto esterno che permette di essere più tranquilli.
Ma tornando alla sfida per il titolo, non ci si può che fare delle domande sulle reali possibilità di chi, tra le due contendenti, possa arrivare per prima alla meta.
La Juventus è da scudetto?
La risposta è no.
Lo dicono i numeri che, impietosi, disegnano lo scenario ogni anno del campionato italiano. La famosa ‘pareggite‘ su cui ha ironizzato Antonio Conte dopo l'1-1 con il Chievo riscia di diventare un fattore determinante e negativo per i bianconeri, tanto che la trasferta al Dall'Ara ha confermato questa tendenza.
Dopo 26 turni, e dopo della sfida di Bologna finita 1-1, sono già 13 le gare pareggiate. Troppe. Troppe stando alle statistiche che recitano come mai, da quando il campionato è passato a 20 squadre, si é vinto il tricolore con un cosí alto numero di pari. Se si fa un veloce riepilogo degli ultimi sette-otto campinati si evince chiaramente come la ‘soglia' del segno ‘x' non debba superare quota 10 partite: il Milan l’anno scorso ha vinto con in totale solo 10 incontri alla voce pareggio, così come l’Inter nel 2009-2010 e nel 2007-2008. I nerazzurri fecero meglio nel 2008-2009 (8 pareggi) e nel 2006-2007 (7 pareggi).
L’unico precedente a favore dei bianconeri risale al lontanissimo campionato 1996-1997, quando (con sole 18 squadre in Serie A), la Juventus di Marcello Lippi si aggiudicò il tricolore a quota 65 punti (+3 dal Parma) con 17 vittorie e ben 14 pareggi. Ma fu una eccezione evidente.
Il Milan è da scudetto?
La risposta è sì e anche n questo caso, il responso è supportato dai numeri e dalle statistiche. Chi vince il campionato 3 volte su 4 può vantare il miglior attacco e/o la miglior difesa. E l'attacco rossonero, inteso come mole di gol realizzati in una stagione, dà ragione a Ibrahimovic e compagni.
Non a caso, oggi il Milan ha totalizzato 53 reti in 26 gare con una media di 2,03 reti a partita. Con una facile proiezione si puó tranquillamente affermare che con questo ritmo, i rossoneri chiudano a quota 77 reti all'attivo e la storia insegna che con quella mole di gol, si vinca lo scudetto. Tanto più se la media di reti incassate resta l'attuale 0,84 reti a gara, la seconda difsa meno battuta (dopo quella juventina) di tutta la serie A, e con una differenza reti di +31 ( la migliore ). Da quando la Serie A è a 20 squadre, chi ha vinto lo scudetto ha avuto una media realizzatrice simile a quella attuale del Milan. Gli stessi rossoneri dell'anno passato che chiusero con 65 reti all'attivo, 24 al passivo (differenza +41), così come l'Inter targata 2009-2010.
Gli stessi nerazzurri nel 2008-2009 chiusero con 70reti fatte, 38 subite e una differenza di +32. l'anno prima, sempre l'Inter chiuse con 69 gol all'attivo, 26 al passivo e un +43; l'anno prima, 2006-2007 con 80 reti fatte, 34 subite e una differenza di +46. anche nei due scudetti tolti alla Juve, la media dei bianconeri non si discosta: nel 2005-2006, 67 reti fatte 27 reti subite, differenza +40, poco dissimile dalla stagione 2004-2005 quando i bianconeri segnarono 65 reti, ne subirono 24 per una differenza di +40.
Insomma, il campionato racconta che se da qui a maggio non ci sará un'inversione di tendenza o si assisterà ad un incredibile successo bianconero, andando contro a tutte le statistiche oppure il Milan, di questo passo, taglierà il traguardo per primo, conquistando il suo secondo tricolore consecutivo.