"Con Baggio non potevi rilassarti mai. Ne ho visti pochi con la sua cattiveria sotto porta". Parola di Fabio Capello. Una costante nella carriera del Divin Codino sono stati proprio i goal. Punizioni, rigori, destro, sinistro, colpo di testa e acrobazia: i modi in cui Baggio ha battuto i portieri avversari sono talmente tanti che per raccogliere e analizzare tutto si dovrebbe lavorare su una cineteca personale del Divin Codino da venerare e custodire gelosamente. Non si tratta di semplici reti ma veri e propri gesti atletici: il ragazzo di Caldogno è riuscito a realizzarli grazie ad una buona struttura fisica, nonostante i continui infortuni, unita ad una tecnica sopraffina che lo fanno sembrare un talento sudamericano.

Fare una classifica con delle reti del calciatore più amato del dopoguerra è impresa ardua per chiunque perché passare in rassegna tutte le giocate non lascia indifferenti e la commozione è sempre dietro l'angolo, ma, in occasione del cinquantesimo compleanno, abbiamo provato a sceglierne dieci cercando di non lasciare fuori nessun pezzo del suo repertorio.

Parma-Brescia 2-2, Serie A 2003-2004.

La rete numero 200 nel massimo campionato di calcio riesce a salvare la squadra di Carlo Mazzone a Parma. Il numero 10 è protagonista di entrambe le reti del Brescia: se nella prima aveva soltanto pennellato un cross sulla testa di Caracciolo, il secondo goal è un pezzo di bravura che finisce nell'archivio, già pienissimo, di Roby. Dopo aver stoppato la palla al limite dell'area, si libera di due difensori in area di rigore e poi batte con un diagonale di sinistro Frey. Standing ovation del Tardini per il Codino che entra nella storia del calcio italiano, insieme a Piola, Nordhal, Altafini e Meazza, con il goal numero 200.

Milan-Udinese 2-1, Serie A 1995/1996.

La squadra rossonera non riesce a entrare nella difesa di Alberto Zaccheroni ma a 5 minuti dalla fine è Roberto Baggio, su cross perfetto di George Weah, a battere con un bellissimo colpo di testa Battistini e consegnare a Fabio Capello i 3 punti. Tempo d'inserimento, elevazione e stacco sono da far vedere e rivedere nelle scuole calcio.

Milan-Juventus 1-3, Serie A 1992/1993.

La Juventus è in vantaggio a San Siro contro il Milan per 2-1 grazie ad una doppietta di Andreas Moeller e i rossoneri cercano la rete del pari. Al 64′ la difesa bianconera fa partire il contropiede e la palla arriva in zona Baggio: il 10 con una finta di corpo supera Costacurta e palla al piede corre fino all’area di rigore, dribbling secco su Rossi e palla in rete. Mentre corre con il pallone sembra che Baggio vada ancora più veloce di quando fa i movimenti senza. Superbo.

Inter-Roma 2-1, Serie A 1999/2000.

La palla è alta, arriva da una respinta di Antonioli su tiro di Moriero ma Roby Baggio la gira in rete al volo toccandola in maniera sublime. Lui sa che la porta è lì, non la guarda nemmeno: i suoi occhi sono sul pallone e sull'avversario più vicino. Il goal decide l'incontro contro la Roma e San Siro, sponda nerazzurra, è sempre più innamorato del numero 10 di Caldogno.

Bologna-Inter 2-4, Serie A 1997/1998.

Al Dall'Ara arriva l'Inter di Ronaldo e il Bologna sembra essere la vittima sacrificale. Nessuno ha fatto sconti con Roberto Baggio che si prende la scena con una doppietta. La squadra di Gigi Simoni è in vantaggio per 2 a 0 a pochi secondi dall'intervallo ma un fallo di West su Kolyvanov permette ai rossoblù di usufruire di una punizione dal limite. Sulla palla si presenta il numero 10 che con una carezza scavalca la barriera e fa finire il pallone all'incrocio dei pali. Pagliuca resta fermo, può solo guardare.

Italia-Bulgaria 2-1, Coppa del Mondo USA 1994.

La Nazionale azzurra parte forte a New York nella semifinale del Mondiale americano e al 21′ va in vantaggio: Roberto Baggio riceve palla sulla sinistra, vince un contrasto con Iankov e salta Houbtchev con un tocco. Poi guarda la porta: interno destro a rientrare delizioso che termina la corsa nell'analogo più lontano e il portiere Mikhailov non può nulla. Un'invenzione nata da una rimessa laterale: quel Baggio lì era un calciatore inarrestabile.

Juventus-Brescia 1-1, Serie A 2000/2001.

Il pesce d'aprile del Divin Codino è servito. Il Brescia esce indenne dallo stadio Delle Alpi grazie ad un gran goal di Roby Baggio e dice addio alle sue speranze scudetto. La squadra bianconera è in vantaggio grazie ad un gran goal di Zambrotta ma al 41′ arriva a vendetta dell'ex: sfruttando un lancio lunghissimo di Andrea Pirlo, il 10 controlla perfettamente la palla e, al tempo stesso, la sposta sulla sinistra mandando a vuoto van Der Sar. Lo ‘stop a seguire' di Baggio è meraviglioso: con un tocco solo riesce a tenere il pallone basso e a evitare il portiere avversario. Roba da PlayStation.

Lecce-Brescia 0-3, Serie A 2000/2001.

Una tripletta di Roby Baggio annichilisce il Lecce di Alberto Cavasin ma al Via del Mare il dieci delle Rondinelle riesce a sorprendere tutti per l'ennesima volta. Dopo aver portato in vantaggio i suoi con un tap in ravvicinato, al minuto 14 del secondo tempo Baggio batte il quarto corner per il Brescia: il suo pallone tagliatissimo scavalca Giorgetti, appoggiato sul primo palo, e si insacca in rete. Il genio.

Napoli-Fiorentina 3-2, Serie A 1989/1990.

A casa di Diego Armando c'è un altro numero 10 che la fa da padrone per 45′: Roberto Baggio porta la Viola sul doppio vantaggio grazie ad un goal ‘alla Maradona' e ad un calcio di rigore. La serpentina con cui semina la difesa partenopea è paragonabile alla discesa di Alberto Tomba a Calgary nel 1988: nessuno dello retroguardia napoletana riesce a fermare Baggio che salta anche Giuliani e tocca comodamente in rete il pallone. Inarrestabile.

Italia-Cecoslovacchia 2-0, Coppa del Mondo 1990.

Al minuto 78 della terza gara degli azzurri al Mondiale di casa il pubblico dell'Olimpico si rende conto di avere un "nuovo re": Baggio riceve palla sulla linea di centrocampo, triangola con Giannini e si invola verso l'area, finta di corpo che "manda al bar" il difensore cecoslovacco e tiro che spiazza Stejskal. L'estroso calciatore della Fiorentina si libera di quattro avversari e dopo aver incantato l'avversario diretto riesce a battere il portiere della Cecoslovacchia grazie ad una, come scrisse Gianni Brera, "irresistibile conclusione di classe sicuramente meazziana". Quella sera i fari del mondo calcistico si sarebbero accesi su Baggio e non lo avrebbero lasciato più fino alla fine della sua carriera.