Ricordate l'Allegri furioso di due anni fa? A Modena la Juventus faceva fatica contro il Carpi in un finale vietato ai deboli di cuore, rischiò grosso e il tecnico la prese malissimo. La rabbia fu tale da urlare in faccia ai calciatori tutto il proprio disappunto: quello sfogo d'ira non passò inosservato, per l'espressione del viso, per la gestualità e soprattutto per il lancio del cappotto che fu il culmine di quegli attimi di tensione.

Oggi come allora, il livornese ha concesso il bis: teatro della sua foga agonistica è lo stadio di Marassi, durante la gara contro la Samp. I bianconeri sono in vantaggio, la squadra ligure non molla e pressa, Muriel (impreciso) e Quagliarella tengono in costante apprensione la difesa, ogni minuto diventa prezioso, ogni escamotage deve essere sfruttato perché la gara non prenda un verso diverso. E così quando, dopo il fallo commesso da Regini su Dani Alves (a terra dolorante), Rugani continua il gioco anziché calciare palla fuori ad Allegri la pressione schizza alle stelle… Cammina nervosamente davanti alla panchina, gesticola, s'arrovella, è rubizzo in volto e poi dà un calcio a un contenitore.

Perché, come a Modena, ha perso la testa? A dare la spiegazione è lo stesso Allegri che non usa giri di parole, né camuffa quella reazione.

Ce l'avevamo noi la palla, bisognava buttarla fuori (in riferimento al fallo su Dani Alves, in quel momento a terra ndr), una malizia che qualcuno non ha, dobbiamo stare attenti perché in una partita certi episodi possono essere decisivi – afferma a Sky Sport -. Loro per quattro volte hanno perso tempo, noi alla prima occasione simile cosa facciamo, la rimettiamo subito in gioco? Rugani è un ottimo calciatore ma in certi momenti della gara occorre anche altro, altrimenti è come giocare alla playstation.

Furbizia. Scaltrezza. Capacità di leggere il momento giusto della partita. Anche a una squadra di marpioni come la Juve capita di trovarsi impreparata. E tanto basta al tecnico per continuare la propria disamina proprio su questo aspetto.

Bisogna fare qualcosa in più, non farsi saltare, essere più ordinati. Magari anche ricorrere a qualche fallo quando serve… La condizione fisica? E' buona. Abbiamo giocato tante partite ed è anche normale che contro un avversario come la Samp, se non chiudi la partita, spendi molte energie.

Il Napoli tra campionato e Coppa Italia poi il doppio confronto nei quarti di Champions contro il Barcellona. Dopo la sosta la Juve si troverà dinanzi a un tour de force.

Per la Juve giocare queste gare deve diventare la normalità. Giocheremo col Barcellona sapendo di poter passare e uscire ma giocando alla pari, prima però ci sono due sfide col Napoli.

Dybala non preoccupa, Pjaca deve migliorare ancora. Le ultime riflessioni sono dedicate all'argentino, uscito per infortunio, e al croato, spesso pungolato da Allegri negli ultimi giorni.

Paulo ha sentito tirare il flessore di dietro, non dovrebbe essere preoccupante – ha concluso Allegri -. Pjaca fa fatica ancora, purtroppo era abituato ai ritmi del campionato croato che sono un'altra cosa… è giovane, ha grandi qualità ma ha bisogno di crescere ancora.