Una ventina di sigarette al giorno, qualche grappa dopo cena e gol raffica in ogni categoria. Sembrano le caratteristiche di uno di quei bomber Anni Settanta che provava a vivere alla George Best. E invece questi sono stati i tratti distintivi di Dario Hubner, grande attaccante che per oltre vent’anni in tutte le categorie ha realizzato valanghe di gol e che oggi compie 50 anni. Il ‘Bisonte’ ha giocato con Baggio e Pirlo, ha sfidato grandi difensori come Maldini, Cannavaro, Nesta, Ferrara ed è rimasto nel cuore dei tifosi per i suoi gol e per il suo particolarissimo modo di essere.

Il mestiere di Carpentiere.

Hubner inizia a giocare giovanissimo nella Pievigina nei Dilettanti, è la fine degli anni Ottanta, ma per mantenersi fa il carpentiere, lavorava l’alluminio che serviva per le finestre, a Trieste, dov’è nato. Dario è forte, se ne accorgono in parecchi e rapidamente diventa un professionista. Con il Fano diventa capocannoniere della Serie C1, poi passa al Cesena, con cui è capocannoniere in Serie B.

A 30 anni in Serie A.

L’Inter lo adocchia e vuole prenderlo, ma Delvecchio rifiuta il prestito in Romagna e l’affare salta. A Cesena segna a raffica, 80 gol in 5 stagioni, ma solo a trent’anni Hubner arriva in Serie A. Lo prende il Brescia, del quale diventa un’autentica bandiera. Gioca assieme a Pirlo e a Baggio.

Capocannoniere con Trezeguet.

Con il Piacenza nel 2001-2002 realizza 24 gol ed è capocannoniere del campionato assieme a David Trezeguet. Hubner completa una sorta di Grande Slam. Perché lui con quel trionfo si toglie uno sfizio non da poco. Perché in dieci anni il bomber conquista i titoli di capocannoniere in A, B e C (come lui solo Igor Protti). Il Trap però non lo porta ai Mondiali, di attaccanti ne ha tanti, lui ci resta un po’ male. Il ‘Bisonte’ ha una chance importante con il Milan, prende parte a una tournée. Si mette in luce, Ancelotti vorrebbe prenderlo, ma l’accordo con il Piacenza non c’è. Segna ancora tanto e gioca fino al 2011, quando a quarantaquattro anni decise di ritirarsi.

La sua carriera non è stata ricca di trofei, ma Hubner detto il ‘Bisonte’ con i suoi gol, il suo carattere, le sue sigarette, la grappa e l’acquavite – che beve oggi perché la moglie gli ha detto di bere un po’ meno – si è guadagnato l’affetto e il rispetto degli appassionati, ma anche di tanti calciatori che lo hanno sfidato – come Maldini – che hanno giocato con lui – come Pirlo, Baggio e Ambrosini – ma anche di chi lo ha visto ‘solo’ da tifoso – come Balotelli. Auguri.