Il rumore del tonfo del novembre scorso, quando la banda di Allegri prese 3 gol in 27 minuti e perse al "Ferraris", era ancora nelle orecchie di tecnico, giocatori e tifosi bianconeri. La seconda giornata di Serie A, ha però subito dato la possibilità ai campioni d'Italia di riscattare quel pomeriggio negativo. Un invito che la vecchia signora ha colto al volo, vincendo una sfida che per certi versi ha ricordato molto il precedente match di Marassi. Partita con il freno a mano tirato e spiazzata dai due gol rossoblu, la squadra di Allegri ha avuto la forza di rimontare e vincere. Un successo da grande squadra, ottenuto di fronte ad un avversario messo bene in campo, in buona condizione fisica e spinto dal solito caldo tifo della gradinata Nord.

Il protagonista è il Var.

Juric va all'assalto della vecchia signora con gli stessi undici scesi in campo a Reggio Emilia. Allegri opta per il 4-2-3-1, con Liechsteiner esterno basso a destra, Rugani al centro e Cuadrado preferito a Douglas Costa. Neanche il tempo di mettersi comodi, che il Genoa va in vantaggio: incursione e cross di Pandev, con deviazione sfortunata di Pjanic che batte Buffon. La rete istantanea del Grifone (arrivata dopo neanche un minuto di gioco), ha acceso un primo tempo da batticuore. Al settimo minuto il Var colpisce ancora i campioni d'Italia. Rugani tocca Galabinov (partito inizialmente in fuorigioco), e dopo l'aiuto delle immagini Santi assegna il penalty che lo stesso attaccante rossoblu scarica in porta alle spalle di Buffon.

Tramortita dai due gol del Genoa, la Juventus reagisce con rabbia e orgoglio. Il Grifone si chiude e aspetta. E fa male, perché al 14esimo Dybala fa saltare i tifosi bianconeri giunti a Genova con un destro vincente dopo l'assist al bacio di Pjanic. L'arrembaggio bianconero, spezzato soltanto da un colpo di testa di Galabinov fuori di poco, produce un'occasione per Higuain (destro fuori di poco) e una dopo chance per Dybala e Mandzukic: entrambi stoppati da un grande Perin. Il pareggio è nell'aria è arriva al 47esimo sull'ennesimo rigore "fischiato" dal Var: decisivo nel constatare il tocco con un braccio di Lazovic, sul tiro di Mandzukic. Dybala segna il suo secondo gol e fissa il risultato sul 2-2.

Cuadrado e Dybala regalano la vittoria alla Juve.

Higuain vicino al tris e Taarabt fuori per far posto all'ex Palladino: questa la fotografia dei primi minuti del secondo tempo del "Ferraris". Il Genoa prova a far la partita, ma deve fare attenzione alle ripartenze della Juventus: sempre pericolosa con le sgroppate di Cuadrado. Complice un avversario grintoso nel mezzo del campo, al 13esimo Allegri getta nella mischia Matuidi e fa uscire Khedira. La Juve cala l'asso, ma trova il jolly con Cuadrado pochi minuti dopo. Il colombiano aggancia un assist perfetto di Mandzukic, scherza il difensore, centra il sette della porta di Perin e scrive 3-2 sul tabellone dello stadio ligure.

Insieme a Pandev, tornato ai livelli del "Triplete" interista, il migliore nel Genoa è Laxalt. L'uruguaiano corre per due, lotta con Cuadrado e sfiora anche il pareggio al 21esimo dopo un numero da campione e un tiro a fil di palo. Juric cerca di scuotere i suoi con il cambio Centurion-Galabinov, Allegri risponde coprendosi con Barzagli al posto di Lichsteiner. Sostituzioni successivamente completate con gli ingressi di Lapadula per Pandev e Bentancur per Pjanic: uscito forse a causa di un infortunio. Una partita a scacchi che alla fine ha premiato il coraggio e la grinta di Allegri e dei suoi ragazzi: uscito in trionfo da Marassi, dopo il quarto gol segnato ancora da Dybala. Dopo la vittoria contro il Cagliari, i bianconeri centrano dunque un altro successo importante. Il Genoa, invece, esce dal campo battuto ma a testa alta dopo una buona partita.

A Benevento sorride il Bologna.

Solo un gol ma grandi emozioni anche al "Vigorito" di Benevento per l'altro anticipo della seconda giornata di serie A. Una partita infinita quella tra i padroni di casa e il Bologna di Roberto Donadoni, che alla fine ha visto uscire dal campo vincitore l'undici rossoblù: in gol ad inizio ripresa con Donsah. La vittoria dei felsinei è arrivata dopo una battaglia che si è protratta per oltre cento minuti e che ha regalato colpi di scena fino al fischio finale. Dopo un primo tempo nel quale ha giocato meglio il Benevento, il Bologna è riuscito a portarsi il vantaggio nella ripresa e a contenere il ritorno dei ragazzi di Baroni. A causa dell'infortunio occorso all'arbitro Calvarese, rimasto comunque in campo, si è giocato fino al minuto numero 102 e proprio nel lungo recupero ci sono state le ultime due emozioni del match: prima il gol di lucioni, annullato dal Var, e poi il miracolo di Mirante su una punizione di Ciciretti.