Classe, spensieratezza, coraggio e tanta voglia di mettersi in mostra. Stiamo parlando di alcuni dei giovani che si stanno mettendo in luce in questa stagione nel nostro campionato di Serie A. Centrocampisti dei nostri top club per la precisione che, quasi a sorpresa, si sono ritagliati un posto da titolare nello scacchiere tattico del proprio allenatore. Acquistati in sordina, ognuno di loro, per diversi motivi, è stato fondamentale per la stagione del proprio club. Scopriamo insieme chi sono questi 5 baby fenomeni.

Un jolly del reparto per Spalletti.

Classe 1994, cresciuto nel Boca Juniors, Leandro Paredes è uno di quei centrocampisti che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria rosa. Ad oggi, della classe, della potenza nel tiro e dell’intelligenza tattica di questo calciatore, ne sta beneficiando la Roma di Spalletti. Il suo gol, ieri sera, nella gara giocata allo stadio “Olimpico” contro il Sassuolo, ha messo in mostra, ancora una volta, un calciatore versatile, capace di farsi trovare pronto in ogni momento, soprattutto quando c’è da far rifiatare un guerriero come De Rossi che non è più un ragazzino. In giallorosso ha esordito in Champions League 2016-2017contro il Porto nella ɡara d'andata dei play-off. In Serie A, in questa stagione, ha segnato su punizione contro il Palermo in casa, nella vittoria per 4 a 1 contro i siciliani. Il secondo goal in campionato lo ha segnato invece all'Olimpico, da fuori area, contro il Torino, siglando il 3-0 nella vittoria per 4-1 contro i granata.

Diawara, storia di un predestinato.

Classico mediano, Amadou Diawara, trova la sua posizione ideale davanti alla difesa in un centrocampo disposto a 4-2-3-1 o in un 4-3-3, proprio come quello disegnato, ormai da due anni, da Maurizio Sarri con il suo Napoli. Molto abile nello spezzare le trame del gioco avversario e nel far ripartire l'azione, Diawara, in azzurro, si è da subito contraddistinto per la grande tranquillità con cui approccia le partite e per la grande lucidità di pensiero nell'interpretare le azioni. E’ stato capace, in poco tempo, di conquistare subito il tecnico toscano, che non ha esitato un attimo prima di affidargli completamente le chiavi del centrocampo al posto di Jorginho, titolarissimo nella scorsa stagione. Classe 1997, dopo essere passato dal San Marino in Lega Pro, nella stagione 2015-2016, si è consacrato, lo scorso anno, nel Bologna di Donadoni che lo utilizzò praticamente per tutta la stagione, ben 34 presenze. Un vero mastino che ha conquistato subito il pubblico partenopeo.

diawara

Un baby talento per caso a Milanello.

Capitano della Nazionale di calcio italiana Under 19, Manuel Locatelli, classe 1998, è la vera ciliegina sulla torta del settore giovanile del Milan. Entrato a far parte del gruppo della Prima Squadra quasi per caso, già ai tempi in cui in rossonero, come allenatore, c’era Sinisa Mihajlovic, Locatelli si faceva notare per una tranquillità di giocata pazzesca in mezzo al campo e per le sue doti da leader. Centrocampista centrale dalla buona tecnica, a cui si abbinano grandi capacità difensive, viene impiegato da Montella sia come interno di centrocampo sia da regista davanti alla difesa, grazie alle sue doti nell'impostazione del gioco. Dicevamo del suo impiego nel Milan, arrivato quasi per caso, per una brutta casualità, ovvero dopo l’infortunio dell’allora capitano del Milan, Riccardo Montolivo, che ha dovuto salutare, praticamente dopo le prime giornate, il campionato di Serie A 2016/2017. Ad oggi ha siglato 2 gol in stagione, uno al Sassuolo a San Siro, e un altro, sempre a Milano, ancor più importante, contro la Juventus nella vittoria per 1-0 della gara d’andata. Nel 2015 fu inserito nella lista dei migliori cinquanta calciatori nati nel 1998 stilata da The Guardian.

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La favola di Gagliardini, dalla B all’Inter.

Probabilmente, Roberto Gagliardini, è uno dei calciatori che si è messo maggiormente in mostra in questa incredibile Atalanta dei giovani che sta sorprendendo tutti per l’attuale stagione che sta portando avanti Gasperini con i suoi ragazzi. Classe 1994, è un mediano di centrocampo forte fisicamente, abile sia in fase di contenimento che in fase di impostazione. Si distingue per tecnica, visione di gioco e capacità di inserimento che hanno completamente conquistato e convinto la dirigenza dell’Inter ad acquistarlo subito a gennaio per una cifra pari a 2 milioni di euro per il prestito e contratto di quattro anni e mezzo da 23 milioni più 3 di bonus. Cifre incredibili per un calciatore che si è preso in mano il centrocampo neroazzurro e lo ha subito fatto suo. Per lui, il primo gol in stagione, è arrivato solo qualche settimana fa nella vittoria per 7-1 al “Meazza”, proprio contro l’Atalanta. E pensare che fino alla scorsa stagione giocava con il Vicenza in B, totalizzando solo 16 presenze e 1 gol.

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Zielinski da sogno per il Napoli di Sarri.

Passato l’estate scorsa, per 15 milioni di euro, dall’Udinese dei Pozzo che erano proprietari del cartellino, al Napoli di Maurizio Sarri, Piotr Zielinski, classe 1994, nazionalità polacca, che è stato in prestito all’Empoli nelle ultime due stagioni, è uno di quei centrocampisti che andrebbero benissimo per qualsiasi campionato europeo. Il tecnico toscano, l’ha voluto subito portare con sé dopo averlo avuto in squadra quando allenava proprio l’Empoli. Un cambio di passo pazzesco, senso del gol e tanta corsa e sacrificio, hanno portato Sarri ha consegnargli il ruolo da titolare di mezzala destra nel 4-3-3 dei partenopei al posto di Allan che fino alla scorsa stagione aveva fatto davvero benissimo al fianco di Jorginho ed Hamsik. Per lui quest’anno al Napoli, in 26 presenze, 4 gol realizzati e tanti assist che lo hanno fatto entrare di diritto nella classifica dei migliori acquisti fatti dagli azzurri nell’era De Laurentiis. Nel corso della trattativa che la scorsa estate l’ha portato in Campania, c’era stato un deciso inserimento e un forte interesse del Liverpool di Klopp che avrebbe voluto portarlo con sé ad Anfield, ma per i Pozzo l’accordo con il Napoli era già definito.

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