C'era una volta l'Italia che aveva smesso di produrre calciatori di livello e che fossero in grado di emozionare gli appassionati di futbol del Belpaese. Quando? Fino a pochi mesi fa era diffusa l'idea che in Italia non vi fossero più calciatori forti, in grado di poter essere dei validi portabandiera della tradizione calcistica tricolore, invece ora siamo tutti concentrati sulla crescita di alcuni calciatori che si stanno prendendo le luci della ribalta in Serie A e sono già parte della Nazionale di Giampiero Ventura. Questa è la quinta puntata della rubrica "Generazione Zero" nella quale parleremo di giovani poco considerati fino a qualche tempo fa ma che ora sono al centro delle settimanali discussioni calcistiche dello "stivale". Dopo aver parlato di Andrea Belotti, Ciro Immobile, Lorenzo Insigne e Manolo Gabbiadini, questa è la volta di Domenico Berardi.

L'esterno offensivo del Sassuolo sta vivendo una stagione molto particolare a causa di uno stiramento al legamento collaterale che lo ha tenuto lontano dai campi della Serie A da settembre a gennaio: finora Berardi ha collezionato 18 presenze tra campionato e qualificazioni all'Europa League mettendo insieme 8 reti e 5 assist. Un bottino misero per chi come Berardi nelle prime tre stagioni di Serie A è sempre andato in doppia cifra. Il ragazzo ha mezzi tecnici importantissimi ma i continui infortuni hanno frenato la sua ascesa. Siamo di fronte ad uno dei calciatori italiani della sua generazione con più talento dalla trequarti in su, insieme a Lorenzo Insigne e Federico Bernardeschi, e pensa calcio a 360°: progressione palla al piede, qualità nel calcio e nell'impostazione, abilità nei piazzati e, ultimamente, grande dedizione al sacrificio. Sarà sicuramente una risorsa importante per la Nazionale di Giampiero Ventura ma tutto dipenderà dalla continuità con cui giocherà nella sua squadra di club.

Dal calcetto con gli amici al primo goal in A.

La favola di Domenico Berardi comincia grazie a un episodico ricongiungimento familiare: il fratello studia a Modena, lui va a trovarlo e, durante una partitella di calcetto tra amici, arriva la segnalazione di Luciano Carlino, allenatore in seconda degli Allievi Nazionali neroverdi, ai talent scout del Sassuolo. Domenico arriva da un paesino della Calabria, Mirto Crosia, dove, in quel momento, non riesce a trovare neppure una squadra: era saltato persino il trasferimento dal Castello al Cosenza per l’impossibilità di ospitarlo nella foresteria. Il suo talento colpisce subito Carlino e viene tesserato per gli Allievi Nazionali con la squadra neroverde.

Tre allenatori in tre anni di giovanili (Bedogni, Ori e Mandelli) bastano per svezzarlo tatticamente e, dopo una grande stagione con la Primavera, nonostante un paio di mesi di stop per intervento al menisco mette in fila una quindicina di goal, nell'estate del 2012 arriva la grande occasione: Di Francesco si affida al talento più giovane della sua rosa e lo fa debuttare a Cesena. Berardi lo ripaga con un’ottima prova e lo spunto da cui nasce il rigore del 2-0. Col Crotone fa ancora meglio: goal, assist e giocate di qualità che strappano applausi. Il suo nome è già sui blocchetti degli agenti di mercato.

La prima volta in A.

Contribuisce alla prima storica promozione del Sassuolo in Serie A e il 6 ottobre 2013, contro il Parma, mette a segno il primo goal nel massimo campionato italiano. Mimmo Berardi, nato il primo agosto 1994, segna 16 goal alla sua prima stagione in Serie A e molti scommettono su di lui per il futuro. Da quel momento il suo nome è sulla bocca di tutti.

Piola e Meazza: in buona compagnia.

È il secondo calciatore nella storia della Serie A a siglare quattro reti alla prima stagione nel massimo campionato a 19 anni, 5 mesi e 11 giorni: la presenza numero 14 in Serie A. Giuseppe Meazza, che ha segnato tutta un’altra epoca del calcio italiano, ha messo a segno il suo primo poker all’età di 19 anni e 8 mesi ed è terzo nella classifica generale: meglio del giovane cosentino e del Pepin ha fatto solo un altro mito del campionato italico, ovvero Silvio Piola. L’attaccante piemontese in Alessandria-Pro Vercelli 4-5 del 22 novembre 1931 firma quattro reti all’età di 18 anni e poco meno di due mesi, essendo nato il 29 settembre 1913. Un riconoscimento niente male.

Leader caratteriale? No, grazie.

Quello che voglio
È viverla meglio
Mmm…mmm
Di così.
(Brunori Sas. Di così, Vol.1-2009)

Parafrasando il cantautore cosentino Dario Brunori, anche Domenico Berardi vorrebbe riuscire a migliorare uno dei limiti che ne hanno frenato la sua crescita: l'esterno dell'Under 21 non ha un carattere facile e questo ha frenato non poco la sua ascesa. Con molta probabilità, non sarà mai un leader caratteriale a causa del suo rapporto con gli avversari e gli arbitri che lo porta spesso a finire sui taccuini degli indisciplinati ma questo non esclude la sua autenticità come leader tecnico delle squadre in cui gioca. La sospensione di nove mesi dalla Nazionale, per non aver risposto a una convocazione dell’Under-19, e la convocazione sfumata per la gomitata a Molinaro di qualche anno fa sono chiari segnali ma questa tendenza a essere impulsivo è dovuta alla sua completa immersione nel clima partita che non gli permette di essere lucido per tutti i 90′. Quello che deve essere chiaro, ma non giustifica certi comportamenti, è che i calciatori non son tutti uguali e l'emotività di Berardi non è uguale a quella di un altro ragazzo più freddo in  situazioni più complesse a livello agonistico.

Quale futuro?

La stagione 2014/2015 vede Berardi andare in doppia cifra con 15 reti e centrare la presenza numero 100 con la maglia del Sassuolo. La Vecchia Signora, che aveva messo subito le mani sul gioiello della squadra emiliana qualche anno prima, nell'estate 2015 vede la compartecipazione risolversi in favore dei neroverdi per 10 milioni di euro pagabili in 4 anni ma la società bianconera ottiene l'opzione per riacquistarlo entro l'estate del 2017, ovvero quest'anno. "Radio mercato" vede Domenico Berardi nel mirino della nuova Inter di Sunning ma, per ora, non c'è nulla di ufficiale. La speranza, con tutto il rispetto per il lavoro che ha fatto per e con il Sassuolo, è di vederlo con qualche big e testare il suo impatto in altri palcoscenici e in competizioni continentali.

Che talento, Mimmo!

È un giocatore di grandissimo talento, un calciatore moderno che gioca con e per la squadra a tutto campo e tempo. La vivacità, le intuizioni, il temperamento, la forza fisica unita ad una buona tecnica fanno parte del suo bagaglio. È un giocatore vero che conosce il gioco e lo interpreta in modo totale. Pur con tante qualità ha grandi margini di miglioramento: ha la testa sulle spalle e non credo che la popolarità gli farà perdere l’entusiasmo, la generosità e la voglia di migliorarsi. (Arrigo Sacchi. La Gazzetta dello Sport, 14 gennaio 2014)

L’escalation di Domenico Berardi ha sconvolto gli osservatori di calcio in Italia che prima hanno incensato il talentuoso calciatore e poi lo hanno subissato di critiche in occasione di episodi disciplinari non proprio felici. Purtroppo è una moda che va tanto ultimamente. La verità è che solo gli infortuni hanno frenato la sua crescita: sulle sue tracce si sono mossi tutti i grandi club, oltre alla Juventus e l'Inter anche il Manchester United, su consiglio di Sir Alex Ferguson, avrebbe fatto le sue avance in passato. Siamo di fronte ad un talento cristallino che ora deve trovare una stabilità mentale e dare continuità al suo percorso di crescita. La sensibilità del piede sinistro dell'esterno del Sassuolo è da giocatore vero: Berardi dà il meglio di sé in squadre che giocano un calcio verticale vista la sua pericolosità in campo aperto ma la sua visione di gioco lo porterebbe ad essere a suo agio anche in compagini che vogliono fare del possesso palla la loro prerogativa.

Soprattutto nella scorsa stagione, l'esterno dell'Under 21 è cresciuto molto anche nella fase difensiva quando Eusebio Di Francesco lo ha messo a rincorrere gli avversari: Berardi ha mostrato la faccia e il fianco ai portatori di palla, ha iniziato a sporcare le linee di passaggio e le scalate con i tre della linea mediana hanno permesso al Sassuolo di dimostrare una certa compattezza.

Rispetto agli esordi l'esterno calabrese è cresciuto anche nel gioco collettivo: se prima dribblava e puntava la porta senza pietà, ora ha mostrato di saper crossare bene anche in corsa e questo gli permette di essere più imprevedibile anche quando deve scrollarsi di dosso il marcatore. Mimmo ha dimostrato di saper leggere l’azione sia con la palla che senza e riesce a farsi trovare quasi sempre al posto giusto.

Siamo di fronte sicuramente ad un talento purissimo ma sarebbe interessante vedere Berardi in un sistema di gioco diverso da quello del Sassuolo soprattutto perché sta migliorando nel gioco di prima e nella lettura degli spazi che gli avversari concedono tra le linee. La sua ottima tecnica, unita alla fisicità, lo rende difficile da contrastare e il fallo non può che essere una delle risposte più utilizzate degli avversari per fermarlo. Domenico Berardi può diventare, davvero, una carta importante in chiave azzurra per il futuro prossimo: se il commissario tecnico dovesse continuare con il 4-2-4, l'esterno del Sassuolo non può che aspirare alla casella destra del quartetto d'attacco. Un banco di prova importante sarà, sicuramente, l'Europeo Under 21 che si svolgerà in Polonia dal 16 al 30 giugno 2017: tra le mani di Gigi Di Biagio, prima, e Giampiero Ventura, poi, sta passando un calciatore fantastico e sarebbe un peccato non aspettarlo.