Anticonformista e ribelle sin da quando calcava i campi di calcio, Christophe Dugarry ha mantenuto coerentemente il suo "stile" anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Parlando di un'icona del calcio mondiale come Francesco Totti, il 45enne transalpino non si è iscritto al nutritissimo gruppo di ammiratori dell'ex capitano romanista: "E' stato un grande giocatore – ha dichiarato a RMC – ma anche se ha segnato tantissimi gol non posso metterlo tra i grandissimi giocatori. Ha vinto solo scudetto e per me non può essere considerato una leggenda. E' stato campione del mondo nel 2006, ma non ha mai giocato tanto. Come per molti giocatori o tecnici, si dice che devono andarsene per vedere cosa realizzano. Perché lui non è mai partito? Perché non voleva lasciare Roma o perché non ha mai ricevuto una proposta interessante?".

I precedenti di Dugarry.

Le parole dell'ex centravanti di Bordeaux, Milan, Barcellona e Marsiglia sono dunque destinate a fare rumore esattamente come quelle pronunciate in passato contro vari personaggi del mondo calcistico europeo. Lo scorso anno, Dugarry mise nel mirino due totem del movimento continentale: Mourinho e Ibrahimovic. Al portoghese riservò una frase poco elegante ("Dà sempre la colpa all’arbitro o alla sfortuna e non fa mai autocritica"), mentre allo svedese rifilò la stessa freccia avvelenata scagliata contro Totti: "Ibrahimovic non è quello che può essere considerato un grande giocatore". Qualche settimana fa, invece, Dugarry si è scagliato contro il calcio italiano ("Fanno solo lanci lunghi, non è mai entusiasmante e per questo non guardo mai le partite della serie A, non ce la faccio") e contro l'ormai ex allenatore del Nantes: "Sergio Conceição? Non si è comportato bene – ha dichiarato Dugarry, dopo la notizia delle dimissioni del portoghese – Il presidente del Nantes dovrebbe richiedere un indennizzo".