Dopo aver centrato il quinto posto nello scorso campionato, la Lazio di Simone Inzaghi è attesa dall'esordio nel gruppo K di Europa League. Insieme a Vitesse, Nizza e Zulte Waregem, la formazione biancoceleste cercherà di superare la fase a gironi e di avanzare nella competizione europea. Tra due settimane ci sarà la prima trasferta in Olanda, a seguire il debutto allo Stadio Olimpico contro gli olandesi dello Zulte. In occasione del primo impegno casalingo, il prossimo 28 settembre, la squadra romana non potrà però contare sulla spinta della propria tifoseria. Le porte dell'impianto romano rimarranno infatti chiuse a tutti i tifosi, come ha comunicato lo stesso club romano: "La S.S. Lazio s.p.a. informa i propri tifosi che la partita di Europa League contro lo SV Zulte Waregem in programma presso lo Stadio Olimpico di Roma in data 28/09/2017 verrà disputata a porte chiuse in osservanza alla sanzione imposta dall’UEFA. Pertanto la S.S. Lazio avverte i tifosi a diffidare da soggetti italiani o esteri che hanno posto in vendita biglietti per assistere all’incontro che non potranno comunque essere utilizzati".

I fatti di Praga.

La squalifica, che era già stata messa in preventivo da molti, è stata decisa dall'Uefa dopo gli episodi accaduti durante Sparta Praga-Lazio della scorsa Europa League. Durante l'ottavo di andata giocato lo scorso 10 marzo, il giocatore della squadra ceca Costa Nhamoinesu fu oggetto di cori razzisti dai parte dei tifosi ospiti presenti. Un comportamento che avrebbe convinto l'Uefa a squalificare per una giornata lo stadio Olimpico di Roma e sanzionare la Lazio con una ammenda di 50 mila euro. Il club di Claudio Lotito, che si era subito difeso dichiarando che quei cori erano arrivati dai sostenitori del Wisla Cracovia e del Legia Varsavia presenti tra i laziali, potrebbe ora nuovamente tentare la strada del ricorso per cercare di cancellare la squalifica e l'ammenda.