Non c'è storia, non c'è partita. Il Milan vince 6-0 ma spreca almeno una ventina di occasioni contro lo Shkendija, la squadra di Tetove, comunità a maggioranza albanese che farebbe fatica in Lega Pro e forse anche in Serie D. Troppo debole la formazione vice campione di Macedonia che negli anni '90 giocava con le maglie del Milan, per opporre resistenza ai rossoneri. Le doppiette di André Silva e Montolivo, che non segnava da tre anni, illuminano la serata, completata dalle reti di Antonelli e Borini.

Andre Silva apre lo show.

Il Milan, chiamato a dimenticare la prestazione poco convincente nell'amichevole contro il Betis, la sblocca al 12′ con Andre Silva. Bravo il portoghese a sfruttare una palla sporca in area e una chiusura decisamente rivedibile dei macedoni, con i due centrali lenti a chiudere la linea di tiro che permettono al portoghese di controllare, girarsi e festeggiare il primo gol ufficiale in rossonero.

La modestia dello Shkendija, che però ha accolto il sorteggio con grande simpatia con un video diventato virale in cui scherzavano su quel che potevano esprimere di meglio dei rossoneri e degli italiani, permette al Milan di testare gli schemi offensivi. Buona l'intesa fra Suso, uno dei migliori anche in precampionato, Borini e Andre Silva.

Montolivo torna al gol dopo tre anni.

Incoraggianti anche i movimenti senza palla di Kessie, meno le transizioni negative, le coperture preventive in fase di non possesso. Al 25′ su un cambio di gioco elementare, nessuno chiude su Todorovski che crossa e libera sul secondo palo Abdurahimi. La sua girata imprecisa scuote il Milan che raddoppia con Montolivo, più veloce di tutti sulla respinta di Zahov, non così sicuro nel trattenere la punizione di Suso, che firma un gol liberatorio, il primo dopo 1122 giorni (dal 13 aprile 2014 contro il Catania).

Tris griffato Andre Silva.

Brilla anche Calhanoglu, che appoggia in area per Andre Silva che, come in occasione del primo gol, riesce a difendere palla fra due avversari e liberarsi per la doppietta personale. Il nuovo acquisto turco, poi, libera Borini e al 29′ prova anche una conclusione personale che, nonostante la mira imprecisa, detta il tono della partita.

A parte un cross di Todorovski, il Milan domina. Kessie arriva due volte in ritardo, Bonucci alza un campanile di testa che costringe Zahov a una complicata deviazione in angolo. Gioca sul velluto la squadra di Montella: Conti appoggia all'indietro, la finta di André Silva lascia spazio al destro sporco a lato del turco.

Il Milan spreca una pioggia di occasioni.

Il tono non cambia nella ripresa. Il Milan dilaga e spreca, con Andre Silva che prende il palo su calcio d'angolo, Borini che chiama Zahov a un paio di parate che evitano il cappotto e Calhanoglu che illumina prima di uscire, applauditissimo, per Bonaventura. Si fa vedere anche Antonelli, con un sinistro di controbalzo di poco alto da dentro l'area. Cambia anche il tecnico dei macedoni, Osmani, che toglie il terzino sinistro Celikovic, decisamente a disagio, e sceglie l'albanese Teqja.

Borini e Antonelli, il Milan dilaga.

A forza di insistere, il quarto gol arriva. Conti va sul fondo e tocca all'indietro per André Silva, che colpisce male ma diventa un assist per Borini: l'ex Sunderland a porta vuota non sbaglia. A questo punto, lo show è davvero completo. Passa un minuto e Suso disegna diagonale che Zahov non trattiene, Antonelli arriva prima di tutti e firma il 5-0. Subito dopo, il portiere si supera sul tacco di André Silva, pescato dal cross di Abate, appena entrato per Conti. La doppietta di Montolivo per il 6-0 completa una festa oscurata solo dal problema muscolare di Bonaventura che esce negli ultimi minuti e lascia il Milan, a cambi finiti, in dieci.

Una vittoria che vale quasi 3 milioni.

Montella, dopo la settima vittoria contro una squadra macedone, potrebbe regalarsi anche Nikola Kalinic per festeggiare una qualificazione che vale dai 2,6 milioni, la cifra che spetta a tutte le qualificate alla fase a gironi, ai 15,7, cifra massima market pool compreso che una squadra può intascare con i criteri di distribuzione annunciati per questa stagione. Dei 2,35 miliardi di euro di introiti stimati per la Uefa, in tutte le competizioni, 399,8 milioni andranno ai club dell'Europa League.

Di questi, 239,8 milioni euro andranno in quote fisse e 160 milioni al market pool, in base al valore proporzionale di ogni mercato televisivo rappresentato dalle squadre che partecipano competizione dalla fase a gironi, poi ripartiti tra i club di ciascuna federazione.

Oltre al premio-qualificazione, alle squadre vanno 360.000 euro a vittoria e 120.000 euro a pareggio. Le vincitrici dei gironi incasseranno 600.000 euro, le seconde classificate 300.000 euro. La partecipazione ai sedicesimi valgono 500.000 euro, gli ottavi 750.000, i quarti un milione, la semifinale 1,6. La vincitrice incasserà 6,5 milioni, tre in più del premio per la finalista sconfitta.