C'era una volta l'Italia che aveva smesso di produrre calciatori di livello e che fossero in grado di emozionare gli appassionati di futbol del Belpaese. Quando? Fino a pochi mesi fa era diffusa l'idea che in Italia non vi fossero più calciatori forti, in grado di poter essere dei validi portabandiera della tradizione calcistica tricolore, invece ora siamo tutti concentrati sulla crescita di alcuni calciatori che si stanno prendendo le luci della ribalta in Serie A e sono già parte della Nazionale di Giampiero Ventura. Questa è la decima puntata di una rubrica che si chiama "Generazione Zero" nella quale parleremo di giovani poco considerati fino a qualche tempo fa ma che ora sono al centro delle settimanali discussioni calcistiche dello "stivale". Dopo aver parlato degli attaccanti azzurri del futuro, siamo passati a uomini che si muovono a cavallo della linea mediana, come Marco Verratti, Roberto Gagliardini e Lorenzo Pellegrini; questa è la volta di Marco Benassi.

Il centrocampista del Torino è una pedina importante della linea mediana dell'Under 21 e sarà protagonista dell'Europeo di categoria che si terrà in Polonia a giugno: Benassi è uno di quei calciatori che tutti gli allenatori vorrebbero perché mette sempre la squadra davanti agli obiettivi personali, non molla un centimetro agli avversari e, spesso, riesce ad essere anche incisivo nella fase offensiva. Si tratta di un giocatore dotato di grande corsa, sfrutta molto bene gli spazi in zona offensiva e ha un buon tiro dalla media distanza che gli permette di essere pericoloso quando si avvicina all’area avversaria.

In questi tempi di magra per ruoli così importanti, Benassi è uno di quei calciatori che farebbero comodo a diverse squadre importanti: molti, non sbagliando, lo hanno paragonato a Claudio Marchisio per il modo di interpretare il ruolo e per la facilità di inserimento in area avversaria ma il giovane modenese deve ancora migliorare tanto in alcuni aspetti per superare il Principino bianconero. I numeri e i riconoscimenti della stagione 2016/2017 del classe 1994 finora, sono questi: 28 presenze, 5 reti, 4 assist e 2096 minuti giocati tra Serie A e Coppa Italia ed ha indossato la fascia da capitano del Torino e dell'Under 21 in più di un'occasione.

Modena, Inter e Toro: le tre fasi.

Gino Pini e Modena.

Marco Benassi ha cominciato nella Scuola calcio ‘Gino Pini', una polisportiva dilettantistica di Modena, con cui gioca per tre anni. Successivamente è passato al Modena che lo ha portato a livello professionistico e vi è rimasto per sei anni.

Il passaggio all'Inter.

Nel gennaio 2011 Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro, lo nota e lo porta all’Inter, per giocare con gli Allievi. Con la squadra di Sergio Zanetti, fratello di Javier, diventa capitano e vengono notate subito le sue qualità calcistiche e non. Nella stagione 2011-12 si divide tra Primavera e Beretti e con la prima vince anche la NextGenSeries, la Champions League dei giovani. È una colonna portante delle squadre giovanili nerazzurre e il suo futuro sembra essere legato a questo ambiente: Benassi è uno dei grandi protagonisti dello scudetto vinto dalla Berretti battendo nella doppia finale l’Atalanta.

La stagione 2012/2013 è importante per la sua carriera perché in prima squadra c’è Andrea Stramaccioni che lo conosce bene, avendolo allenato in Primavera, e decide di portarlo in prima squadra. Per Marco è un’esperienza importantissima e dopo aver collezionato molte panchine arriva l’esordio in Serie A: il 12 gennaio nella gara vinta 2-0 a San Siro contro il Pescara gioca titolare. Pochi giorni dopo l’Inter acquista l’intero cartellino dal Modena e in seguito arrivano altre cinque presenze per un totale di sei, di cui tre da titolare. In Coppa Italia trova spazio, collezionando altri tre gettoni, e Stramaccioni si affida a lui anche in Europa League: l’esordio avviene a fine novembre nella trasferta in casa del Rubin Kazan ma il 21 febbraio arriva, addirittura, la prima rete nel ritorno dei sedicesimi di finale contro i rumeni del Cluj. Benassi chiude la stagione con 13 presenze totali e una rete segnata.

Livorno, andata e ritorno.

Nonostante il buon approccio con il "mondo dei grandi" il 9 luglio 2013 viene comunicato il suo trasferimento, in prestito, al Livorno. Benassi esordisce con la maglia amaranto il 17 agosto nella partita di Coppa Italia Livorno-Siena (0-1) e segna il suo primo gol in Serie A il 26 Gennaio 2014 nella partita casalinga contro il Sassuolo. La stagione 2013/14 si conclude con 20 presenze 2 gol e 4 assist.

L'approdo al Toro.

Marco Benassi si trasferisce in comproprietà al Torino nell'inverno del 2014 nell'operazione che portò Danilo D'Ambrosio all'Inter. L'altra metà viene riscattata dai granata l'estate successiva per 3,5 milioni di euro. La sua crescita con Ventura è stata importante ed evidente anche per chi lo vede in maniera saltuaria: nei tre centrali di centrocampo ha un posto quasi assicurato e gli assicura sia spinta che copertura. La quotazione odierna si aggira intorno ai 10 milioni di euro anche se il patron del Toro, Urbano Cairo, ha fatto capire spesso che solo per una cifra intorno ai 15 milioni di euro è disposto a sedersi ad un tavolo per trattare.

Corsa, potenza e inserimenti.

Marco Benassi è un centrocampista completo che riesce ad abbinare tecnica a corsa e intelligenza tattica e con le esperienze che ha coltivato fin da giovanotto è riuscito a guadagnarsi la fiducia di tutti gli allenatori che ha avuto. Prima l'Inter, poi il Livorno e, infine, il Toro gli hanno permesso di far crescere il suo bagaglio tattico e tecnico e migliorare dal punto di vista della personalità. Il centrocampista modenese è un giocatore molto intelligente e ordinato e può occupare sia la posizione di centrale con compiti di costruzione che quella di interno ma, probabilmente, proprio in quest'ultima riesce a rendere il meglio perché può sfruttare le sue doti di corsa e di inserimento. Benassi garantisce sempre una presenza e un rendimento costante in mezzo al campo, è un lottatore e per questo motivo gli allenatori non se ne sono mai privati.

Il centrocampista granata, come già detto, è importantissimo nella fase offensiva del Torino e fornisce molti assist ai suoi compagni: di seguito troviamo un passaggio a contro area per Andrea Belotti dopo aver dettato il passaggio nello spazio e permesso al suo centravanti di dover spingere solo in porta la palla.

Pochi sottolineano come Benassi sia dotato di un ottimo tiro da fuori area e spesso riesce ad essere letale: quindi il centrocampista granata non è solo pericoloso grazie all'ottimo tempo d'inserimento ma riesce ad essere imprevedibile anche con le conclusioni da lontano.

Ultimamente gli è stato preferito Acquah, al momento parecchio avanti nelle gerarchie granata, ma Sinisa Mihajlovic ha sempre dichiarato che "Marco è un titolare, capita a tutti di stare in panchina. L'importante è non mollare e, quando arriverà l'occasione, sfruttarla". Benassi è un calciatore di valore sia sul campo che fuori: lavora sodo in allenamento per conquistarsi il posto e non è disposto a mollare di un cm pur di raggiungere l'obiettivo.

È sempre stato un elemento positivo per i gruppi in cui ha lavorato: Marco è un ragazzo intelligente, generoso e, come già detto, mette sempre la squadra al primo posto. Per questo motivo sia il Toro che l'Under 21 gli hanno affidato la fascia di capitano in più di un'occasione durante questa stagione. Nel panorama italiano centrocampisti del genere, in questo periodo storico, sono rari: grande corsa, forza fisica in abbondanza e capacità di ricoprire più ruoli della linea mediana, tranne il regista per la sua istintività. Questa sua duttilità, e il suo modo di fare fuori, è importante anche per la Nazionale che potrebbe aver trovato una pedina fondamentale per gli anni a venire: Benassi è un giocatore di sicuro affidamento molto apprezzato da mister Giampiero Ventura già ai tempi del Toro. Questo centrocampista del 1994 si è dimostrato pronto fin dal primo impatto con il calcio che conta per carisma, personalità e buone giocate: il ragazzo c’è e il suo processo di crescita sembra non essersi fermato ancora. Marco Benassi c'è e si farà.