Doveva essere festa e festa è stata: Antonio Conte non ha fallito il suo primo match ball per portarsi a casa la posta più importante, la Premier League. Successo straordinario del tecnico italiano che rinverdisce la tradizione dei nostri allenatori, bissando la vittoria dello scorso anno di Claudio Ranieri. Alla guida del Chelsea, Conte al suo primo anno in Inghilterra ha messo in fila tutti conquistando il titolo con i Blues, dominatori assoluti del campionato in una chiara e precisa dimostrazione di forza. E per Conte non è finita qui, perché il Chelsea potrebbe centrare il Double, imponendosi anche in FA Cup.

Guardiola e Mourinho a testa china – Alla prima occasione ha saputo fare subito filotto, Antonio Conte, un tecnico italiano che ha subito vinto e convinto in Inghilterra nel campionato più duro, lungo e visto al mondo. In pochi hanno saputo fare come l'ex tecnico di Juventus e Italia, in molti sono stati costretti a guardare quasi incapaci di reagire, come Arsene Wenger il veterano della Premier che ancora una volta passa da perdente ma anche dei numeri uno mondiali come Pep Guardiola e Josè Mourinho che a cavallo delle corazzate di Manchester hanno gettato la spugna già da tempo.

Buona la prima – La vittoria del Chelsea di quest'anno è la vittoria di Antonio Conte, un tecnico capace di conquistarsi la leadership assoluta nei confronti del pubblico, della dirigenza ma soprattutto dei propri giocatori. Un successo assoluto che consacra il tecnico italiano che aveva iniziato tra mille difficoltà, dovendo conquistarsi fiducia e rispetto in un ambiente in cui è sempre stato tradizionalmente difficile imporsi, l'Inghilterra.

L'inizio difficile – Che sia il successo personale al momento più prestigioso e gratificante lo dimostra soprattutto l'annata sulla panchina del Chelsea. L'avvio di stagione è stato a dir poco complicato anche dal rapporto sempre teso con Diego Costa, l'attaccante che Conte ha voluto far restare in Blues ma che per primo ha provato anche a remare contro alla causa del Chelsea. Non sembrava ci fossero i presupposti per lasciar spazio a sogni di gloria, ma Conte ha saputo trascinare tutti dalla sua parte.

Carisma, empatia, motivazione – Un capolavoro di carisma e personalità con cui ha costruito un gruppo unito e convinto di poter centrare il bersaglio grosso, trascinando in un ‘osanna' in crescendo anche il pubblico in Blues che ha eletto da alcuni mesi a questa parte proprio Conte quale idolo indiscusso, offuscando una leggenda come quella dello Special One. Una questione di carattere e grinta, ma anche di intuizioni tattiche da grande allenatore che, in prima battuta, non ha voluto rifondare un gruppo che aveva in sè già i prodromi della vittoria.

La lezione tattica – Conte ha studiato, analizzato, imparato molto prima di iniziare ad allenare il Chelsea e altrettanto ha saputo fare durante ogni turno di campionato. Il cambio di modulo deciso a tavolino, dopo la lezione subita contro l'Arsenal è stato il grimaldello che ha scardinato la Premier del Chelsea, quel 3-0 ha lasciato il segno nella stagione di Conte che ne ha fatto tesoro e ha trovato la formula magica. Da qual momento, infatti, il tecnico dei Blues ha scelto di tornare alla difesa a tre sfidando così gli attacchi avversari. Trovando risultati impensabili, come il poker rifilato al grande ex Mourinho e le rimonte magistrali con Tottenham e Manchester City.