A Torino è arrivato il Porto per il ritorno degli ottavi di Champions. La Juventus parte dalla vittoria dell'andata (2-0) che ha messo in cassaforte la qualificazione. Difficile immaginare che allo JStadium, roccaforte bianconera, i portoghesi possano sperare nel grande colpo. C'è la gara di Coppa ma parte della conferenza stampa di presentazione del match scivola via sulla coda (avvelenata) delle polemiche post Milan: rigore al 97′, proteste turbolente dei rossoneri, battibecchi e quella brutta storia dei danni allo spogliatoio con tanto di scritte "ladri di m…" sugli scudetti che risalgono al periodo di Calciopoli, i due revocati in seguito alla sentenza e alla stangata inflitta alla ‘vecchia signora'.

Protagonista nel finale concitato di venerdì scorso è Paulo Dybala che siede accanto al tecnico, Allegri, e quando gli chiedono delle sensazioni provate in quei frangenti risponde con fermezza.

Ho dovuto aspettare quattro minuti per tirare il calcio di rigore, è stato un momento fantastico quando ho visto il pallone in rete. Sicuramente la partita contro il Milan ci dà grande fiducia. Abbiamo vinto con merito, forse avremmo potuto anche chiuderla prima la gara. L'entusiasmo nel post vittoria è stato spettacolare.

Riflettori puntati sui portoghesi, all'andata fu decisiva l'espulsione di Tello che commise due falli tanto gravi quanto ingenui e lasciò la propria squadra per un'ora al cospetto di un avversario, la Juve, che può farti male in qualsiasi momento.

Se passiamo il turno abbiamo le stesse possibilità di Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona, così come le avevamo a inizio stagione. Per l'età che ho e per il fatto che sono qui solo da due anni, sarebbe fantastico vincere questo trofeo – ha aggiunto l'ex Palermo -, mi piacerebbe essere decisivo in Champions proprio così come lo sono in Serie A. L'importante per me però è arrivare fino in fondo a questa competizione.