Il bacio allo stemma del Milan con gli occhi lucidi. La corsa nei pressi del settore ospiti dello JStadium, dov'erano assiepati i tifosi rossoneri. Poi via la maglietta, lanciata al pubblico che fino allora aveva sofferto (e s'era arrabbiato) assieme alla squadra nella tana della Juventus. Il rewind della serataccia di Torino – con tanto di polemiche arbitrali e dopo gara turbolento, in campo e negli spogliatoi – scorre a ritroso fino al fermo immagine su quelle istantanee che ritraggono il giovane portiere e rappresentano la migliore risposta alle voci di mercato che lo vorrebbero con un'altra casacca addosso.

in foto: Donnarumma bacia lo stemma del Milan

Il bacio che vale (quasi) una firma per il rinnovo.

Quale? La ‘vecchia signora' aveva messo gli occhi su di lui da tempo, individuando il ragazzo di Castellammare di Stabia quale erede di Gigi Buffon, in A come in Nazionale. Alla luce di quel "non è possibile, sempre a loro, qui è sempre così" urlato a fine partita, trattenuto a stento da compagni e membri dello staff tecnico è improbabile che Donnarumma possa lasciarsi persuadere dalla corte juventina. Anzi, per molti quei gesti compiuti proprio in casa dell'avversario, in quella roccaforte da 31 vittorie consecutive per la squadra di Allegri, sono emblematici. Gesti chiari, valgono (quasi) quanto una firma in calce a quel rinnovo che ancora non è cosa fatta.

Donnarumma come Nainggolan.

"Odio la Juve, vince sempre con rigori o punizioni. Non giocherò mai per loro", così disse Nainggolan poche settimane fa discutendo con alcuni tifosi della Roma. Ecco il bacio allo stemma e alla maglia di Donnarumma non è sinonimo di odio né di rivalità sportiva esasperata ma appare come l'espressione palese d'un senso d'appartenenza al Milan che va oltre ogni aspetto.

Il rischio di pesanti squalifiche.

Cosa accadrà adesso?. La coda avvelenata di Juventus-Milan lascia scorie e soprattutto tiene col fiato sospeso i rossoneri anche per le decisioni del Giudice Sportivo che martedì prossimo emetterà il proprio verdetto sulla reazione impulsiva, furibonda – nel caso di Bacca – di alcuni calciatori milanisti: il colombiano rischia un minimo di 2 giornate di squalifica per il modo in cui ha affrontato l'arbitro Massa e i suoi collaboratori; in bilico sono anche De Sciglio, Poli e Donnarumma tutti visibilmente nervosi per quanto accaduto in quel finale convulso; Romagnoli e Sosa, invece, saranno sicuramente fermati (il primo per somma di ammonizioni, il secondo per l'espulsione rimediata allo JStadium).