Senza peli sulla lingua. Le parole di Dani Alves, che nella prossima stagione giocherà al Paris Saint-Germain, dopo la finale di Champions League a Cardiff contro il Real sono eloquenti. Il terzino brasiliano ha lasciato la Juventus qualche settimana fa ma il ‘disagio' dell'ex Barcellona, che mal si era adattato alla nuova realtà italiana, serpeggiava già da qualche mese: "Quando sono arrivato nello spogliatoio Juve mi sembrava un funerale, e lì dissi: Come posso giocare così?". Indiscrezioni che riprendono quota oggi con l'addio di Bonucci e una presunta lite nello spogliatoio durante la finale di Champions contro il Real Madrid.

Cardiff amara. Per lui, ex blaugrana abituato a duellare alla pari con i rivali di sempre nella Liga, è stata davvero molto duro accettare la sconfitta firmata dalla doppietta di Cristiano Ronaldo. Intervistato dalla TV ‘Canais Esporte Interativo', Dani Alves non ha risparmiato critiche alla società per il modo in cui ha gestito tutta la parte precedente alla partia: "Il Real ha meritato di vincere perché ha avuto una maggiore cura di alcuni dettagli – ha ammesso il laterale brasiliano -. La famiglia arriva e passa tutta la giornata allo stadio ma non è nello stesso albergo con noi… Ecco, per me queste sono cose che possono fare la differenza. Sono importanti perché la famiglia vicina in questi momenti può dare serenità".

Una stoccata alla Juve e un'altra al calcio italiano. La Serie A – a detta dello juventino – non ha molto appeal. "La Serie A è molto differente dalla Champions. Non c’è la stessa qualità e per essere competitivi in Europa bisogna sempre migliorare. Occorre qualcosa di più e noi non l’abbiamo avuto".

Una carezza a Buffon. Per sollevare la Champions anche alla Juve manca ancora qualcosa. "Fare un gol in più, il segreto è quello", ha aggiunto Dani Alves che ha chiosato il racconto tessendo le lodi del portiere bianconero e della Nazionale. "Per me Gigi è una leggenda, uno dei migliori portieri mai esistiti anche se non ha mai vinto la Champions".