A poche giornate dal termine della nostra Serie A, fra i tanti affascinanti temi emersi dal campionato, uno su tutti, quello sui giovani, appare maggiormente stimolante e promettente. E sì perché dopo anni in cui il nostro movimento calcistico è rimasto in uno stato quasi comatoso con diverse umiliazioni sportive di club e nazionale e pochissimi giovani prospetti da offrire, l’annata 2016/17, si è segnalata come una delle più prolifiche, feconde e fortunate per talenti espressi.

Come terza lega sulle migliori 5 d’Europa, in ordine di impiego di giovani (età media di 26.9 anni), infatti, abbiamo assistito ad una autentica esplosione di baby fenomeni (italiani e non) che, in questa specifica annata, hanno visto non solo aumentare il loro minutaggio in campo ma anche compiere una decisa accelerazione nel loro personale processo di crescita. Un’ascesa straordinaria, inarrestabile che ha procurato a molti l’assoluta titolarità nelle rispettive squadre. Da Donnarumma a Petagna passando per Chiesa e Schick, vediamo la top 11 degli under 21 della nostra massima serie.

Donnarumma: la stagione della consacrazione.

Nell’ideale 11 dei migliori prospetti targati Serie A, al netto della scarna concorrenza (fra gli under 21 scesi in campo solo Scuffet e Posavec) fra i pali, in porta non potremmo non trovare Gigio Donnarumma. L’estremo difensore rossonero, infatti, ha confermato tutte le sue qualità, errore di Pescara a parte, con un rendimento straordinario ma anche un minutaggio sul rettangolo verde davvero impressionante: ben 3.150’ minuti giocati sui 3.150’ a disposizione. Insomma, una vera macchina da guerra che, nelle 35 presenze stagionali, ha anche messo a referto 11 clean sheet (gare senza subire gol) e tante, tantissime prodezze da annali del calcio. Al di là dei record o forse anche in forza degli stessi, per lui, la locuzione “si farà” non ha alcun valore: Gigio, a 18 anni, è numero 1 vero.

In difesa è dominio bergamasco.

Davanti al nativo di Castellammare di Stabia poi, troveremmo tanti ragazzi di sicuro valore che, nei prossimi anni, saranno nomi eccellenti su cui si fonderà l’appeal della nostra Serie A. Quattro talenti la cui media età si attesta sui 19.2 anni e che, insieme in stagione, hanno raccolto qualcosa come 60 presenze, 6 gol e 6 assist in 4.445’ minuti giocati.

Parliamo, nello specifico, per quanto concerne la coppia centrale, degli orobici Franck Kessié (spostato per l’occasione nel pacchetto arretrato, 6 reti per lui e la corte della Roma) ed il giovanissimo Bastoni (esordio a 17 anni, 9 mesi e 9 giorni) con, sulle corsie laterali, Pol Lirola del Sassuolo (in prestito dalla Juventus, 1 passaggio chiave in 19 presenze) ed il terzino sinistro scuola Milan Davide Calabria (11 partite in campionato). Una retroguardia inesperta ma già con diverse individualità dal grande temperamento e dalle sterminate potenzialità.

  • La formazione (4-2-1-3): Donnarumma; Lirola, Kessié, Bastoni, Calabria; Diawara, Pellegrini; Chiesa; Schick, Petagna, Simeone.

Diawara, Pellegrini e Chiesa: il centrocampo Under 21.

Malgrado le contestuali dimostrazioni di forza e maturità avute da parte di diversi ragazzi interessanti come Locatelli, Dioussé, Torreira, Barella, Jankto o Mazzitelli e Sensi, tutti under 21, nel nostro centrocampo a tre abbiamo selezionato altrettanti prospetti che sono emersi con maggiore forza e vigore rispetto agli altri. In regia, infatti, avremmo il “volante” azzurro del Napoli Amadou Diawara che, oltre ad aver spesso conteso la maglia da titolare al regista “in pectore” Jorginho, ha anche espresso grande sicurezza e padronanza nella gestione del perfetto meccanismo offensivo di Sarri non risparmiandosi poi in fase difensiva.

Al suo fianco, invece, dovrebbe esserci Lorenzo Pellegrini del Sassuolo capace, a 20 anni compiuti, di effettuare l’ultimo passo verso la definitiva consacrazione con 27 partite in campionato, 7 assist, 6 reti ed un rendimento medio stimato intorno al 6.5 a partita.

Davanti a loro, in chiusura di reparto, in posizione di trequartista, la maglia da titolare verrebbe affidata a Federico Chiesa della Fiorentina che, anche grazie alla fiducia concessagli da Paulo Sousa, ha dimostrato tutte le sue caratteristiche e le sue incredibili qualità tecniche (dribbling, imprevedibilità, estro, tiro e visione di gioco). Al netto del rendimento attuale però, ne siamo sicuri, per loro, il meglio deve ancora venire.

Attacco atipico: tre torri davanti.

In attacco, invece, questo ideale collettivo di giovani under 21 vedrebbe sul rettangolo verde un tridente non proprio ortodosso con tre "torri" a dividersi la totalità dello spazio offensivo. E sì perché al di là dei pochi spezzoni concessi a fantasisti e seconde punte come Gabigol, Lo Faso o Cabezas sono proprio i panzer ad aver avuto, nel 2016/17, un ruolo importante in stagione. Da Schick (11 gol) a Petagna (5 reti e 9 assist) a Simeone (11 marcature), infatti, i cannonieri fisicamente forti e robusti hanno avuto la meglio con tanto spazio e moltissime reti a referto.

Eppure, questi fisici e possenti attaccanti sono, per caratteristiche, lontani anni luce dall’accezione di “punta centrale” di diversi anni fa con tantissimi movimenti in campo, tanto lavoro per la squadra, tanta qualità, capacità di saltare l'uomo ed il ruolo di primo difensore in fase passiva, in fase di non possesso. Un comportamento di gioco straordinario che li porta ad essere fra gli uomini più desiderati sul mercato nonché i bomber under 21 più interessanti di questa morente stagione agonistica.