La famiglia è importante, a volte è tutto. E lo dimostrano appena possono anche i giocatori che pretendono all'interno dei loro contratti, spesso e volentieri, bonus legati ai parenti: mogli, figli, fidanzate, fratelli. E quando non è il calciatore, ecco puntualmente arriva anche il tecnico a mettere davanti gli affetti personali prima di mettere nero su bianco eventuali accordi. L'ultimo in ordine di tempo è stato Gigio Donnarumma che ha sistemato il fratello come secondo portiere del Milan (clausola inserita nell'accordo), proprio lo stesso consanguineo che  – durante la faida con i tifosi rossoneri – aveva giurato di guadagnarsi da solo e senza aiuti fino all'ultimo centesimo che gli permetteva di vivere. Ma non è il solo, non è il primo e  non sarà nemmeno l'ultimo.

Inter e Milan, storie di amici e fratelli scarsi.

Da de Boer a Ibra – In tempi recenti c'è anche da sottolineare cosa avvenne quasi un anno fa di questi tempi sull'altra sponda del Naviglio, quella nerazzurra. Quando arrivò sulla panchina Frank de Boer, il tecnico olandese dell'Ajax si portò con sè la famiglia, moglie e splendide figlie comprese, di cui una venne inserita nella squadra lombarda di Cassano Magnago per giocare a pallamano. ‘Nepotismo' trasversale al quale, all'Inter, erano già abituati ai tempi di Zanetti (che venne acquistato con l'amico Rambert) o Bergkamp (insieme a Jonk) o ancora per Ibrahimovic (che si portò con sè ovunque andasse, il fidato amico Maxwell).

Kondogbia, Seedorf  e Mauri – Restando a Milano e ritornando sui fratelli di sangue, ecco sempre in nerazzurro  Evans Kondogbia, attaccante, fratello maggiore di Geoffrey, arrivato alla Pinetina assieme all'ex Monaco due anni fa dall'Arles-Avignon. Meteora inserita in prestito al Renate , ma di lui nessuna traccia. In casa Milan gli esempi si sprecano. Juan Alberto Mauri, fratello maggiore di José, firmò con i rossoneri qualche tempo fa. Ma se José ha trovato comunque fortuna in A, Juan Alberto si è perso nelle serie minori. Come il fratello di Seedorf, Chedric che seguì il più dotato Clarence all'Ajax, al Real e all'Inter.

Da Digao a Hugo, i fratelli dei campioni che hanno fatto flop.

Kakà e Vieri jr, scomparsi – Ma la storia è antica, sia ai tempi di Ricardo Kakà e ancor più indietro, spingendoci a Vieri e a Maradona. Più di dieci anni fa con Ricardo Kakà, arrivò a Milanello anche il fratellino Digao. Un difensore centrale dall'anonimato garantito: Milan, Rimini, Standard Liegi, Lecce, Crotone, Penafiele, infine, la MSL. Come Kakà anche Vieri. A Torino, sponda Juventus, assieme a Cristian sbarcava il fratellino Max. Per lui ci saranno però solamente sei anni di Serie B, con un dimenticabile anno a Napoli.

Diego al Napoli, Hugo ad Ascoli – Infine, a proposito di Napoli, Diego Armando Maradona che quando arrivò sotto il Vesuvio portò in Italia Hugo che si accasò in Serie A all'Ascoli con esiti tutt'altro che indimenticabili.