Presentati in estate come dei predestinati, dei condottieri, top player assoluti o come garanzia di successo, alcuni di questi 5 calciatori presi sotto la lente d’ingrandimento, a 9 giornate dal termine della stagione del campionato italiano di Serie A, si sono rivelati dei veri e propri flop. Tanti sono stati anche pagati tanto, mentre per altri, il poco clamore dei tifosi, saputo del loro arrivo durante la sessione estiva, è stato poi confermato dopo le prime deludenti prestazioni in campo. Scopriamo insieme chi sono in questa speciale classifica.

Pjaca, deve ancora abituarsi ai ritmi italiani?

I suoi numeri, le giocate e la brillantezza mostrata con la maglia della Croazia durante gli ultimi europei in Francia, hanno messo in evidenza un grande talento come Marko Pjaca. Classe 1995, è approdato in Italia quest’estate, alla Juventus, dopo una lunga asta con Inter e Milan, per una cifra di 23 milioni di euro pagati alla Dinamo Zagabria. Il club croato infatti, era proprietario del suo cartellino. Il baby fenomeno,  che nella stagione 2015-2016 segnò 2 reti in 3 presenze nei turni preliminari di Champions League, disputò la sua ultima partita con la squadra croata nella sfida contro il Vardar Skopje valida per i preliminari di Champions League il 20 luglio 2016 segnando una doppietta. Fece il suo esordio con i bianconeri nei minuti finali della partita del 27 agosto contro la Lazio all'Olimpico, vinta per 1-0 dalla Juventus. Allegri gli ha concesso solo qualche spezzone di gara, totalizzando in 14 presenze, solo 504 minuti, nessun gol in A e 1 in Champions, decisivo però per la vittoria nella gara d’andata degli ottavi di finale giocati dai bianconeri contro il Porto.

Milik, che sfortuna: infortunio da 32 milioni di euro.

Dopo la rovente estate vissuta dal Napoli, con l’amaro addio di Gonzalo Higuain, condottiero, fino a quel momento, della squadra di Maurizio Sarri, e passato poi ai rivali della Juventus, serviva un nuovo ariete dell’area di rigore capace di non far rimpiangere, pur essendo difficilissimo, la partenza del bomber argentino. Il presidente azzurro, Aurelio De Laurentiis, con i 90 milioni di euro incassati dopo la cessione del Pipita, decise di acquistare per 32 milioni di euro Milik. Il bomber polacco, ex Ajax, con la maglia dei "lancieri", ha disputato due stagioni, segnando complessivamente tra campionato e coppe 47 gol in 75 partite. L’impatto con il “San Paolo” è devastante, gol e prestazioni super fin da subito, che hanno fatto sognare il popolo partenopeo. Un brutto infortunio in Nazionale però, ha frenato definitivamente la sua stagione che ad oggi è ferma a 11 presenze, 526 minuti giocati in A, 4 gol segnati in campionato e 3 in Champions League. Un vero rimpianto per il club napoletano che aveva probabilmente davvero trovato un attaccante degno di questo nome. Fortunatamente c’era Mertens..

milik

Non chiamatelo Gabigol.

Considerato un talento emergente del calcio mondiale, Gabriel Barbosa, meglio noto come “Gabigol”, anche se ad oggi il paragone con il soprannome dato all’ex “Re Leone” di Fiorentina e Roma, Gabriel Batistuta, non è assolutamente appropriato, fu scoperto da Zito mentre giocava una partita di calcio a cinque proprio contro il Santos. Il club carioca lo acquistò e lo fece esordire il 26 maggio 2013 contro il Flamengo. Chiuse la stagione d'esordio con 11 presenze e 1 gol. Il 1º febbraio 2014, con la doppietta realizzata nella vittoria per 5-1 contro il Botafogo, realizzò la rete numero 12000 nel campionato Paulista nella storia del Santos. Un calciatore che insomma prometteva bene e che fu acquistato dall’Inter in estate per 29 milioni di euro, dopo un presunto e timido tentativo d’inserimento nella trattativa anche della Juventus. Fin dall’inizio della stagione però, né Mancini e né De Boer, hanno preso in considerazione l’ipotesi di schierarlo in campo, ribadendo più volte il fatto che non fosse in forma per un ritardo di condizione dovuto alla sua partecipazione alle Olimpiadi di Rio. L’approdo di Pioli ai neroazzurri, ha migliorato solo in parte la stagione di Gabriel Barbosa che ad oggi ha totalizzato solo 7 presenze in campionato, giocando appena 109 minuti e 1 gol in campionato, decisivo però nella vittoria 1-0 in trasferta allo stadio “Dall’Ara” contro il Bologna.

gabigol

Luis Alberto: l'erede di Candreva dimenticato.

Arrivato a Roma con l’etichetta di vice Candreva, passato l’estate scorsa all’Inter, Luis Alberto si è rivelato un vero flop della campagna acquisti della Lazio. Nel luglio 2013, passò al Liverpool per quasi 8 milioni di euro. Lo spagnolo chiuse la sua prima stagione in terra inglese con un totale di 12 presenze. Nel 2014 fu poi ceduto, a titolo temporaneo, al Malaga facendo così ritorno in Spagna. Concluse quel’esperienza andando a totalizzare 20 presenze e 2 reti, per poi approdare al Deportivo La Coruna con cui, in 31 presenze, realizzò 6 reti. Simone Inzaghi, nel suo scacchiere tattico, ha sempre avuto difficoltà a schierarlo in una precisa posizione del reparto avanzato. Luis Alberto può giocare da esterno, ma non ha proprio il passo fulminante tanto caro al tecnico biancoceleste, ed è stato quindi difficile anche posizionarlo in attacco. Per lui, arrivato però per “appena” 5 milioni di euro, solo 6 presenze in campionato, 221 minuti giocati, nessun gol e solo 1 assist realizzato nelle poche gare ravvicinate giocate nel mese di gennaio.

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All'Atalanta per finire in panchina.

"L'Atalanta è la squadra della mia città, onorato dall'interesse che il presidente Percassi e questa società hanno dimostrato, non solo da ora, nei miei confronti”. Con queste parole, Alberto Paloschi, descrisse il suo passaggio all’Atalanta. Sicuro di un posto da titolare, ad appena 26 anni, è stato in grado di segnare 50 reti in Serie A con le maglie di Milan, Parma, Genoa e Chievo. Doveva contendersi, eventualmente, il posto con Mauricio Pinilla, anche se la cosa sembrava preoccuparlo poco, vista la mancanza di sintonia mostrata dal cileno con il tecnico Gian Piero Gasperini. L’altro attaccante in rosa, era Andrea Petagna che lo scorso anno era all’Ascoli, in Serie B, dove non giocava neanche con tanta continuità e che quindi non avrebbe dovuto impensierirlo. E invece proprio il giovanotto ex Milan, è stata la causa della sua stagione deludente. Con Petagna titolare, Paloschi ha trascorso, ad oggi, praticamente tutta la stagione in panchina. Acquistato per 6 milioni di euro dallo Swansea, con l’Atalanta Paloschi ha giocato solo 460 minuti in 10 presenze stagionali, facendo segnare il punteggio 0 nella casella dei gol fatti. Un vero record negativo per uno che del gol ne ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia.

paloschi