“Non ci sono estranei, solo amici che non hai ancora incontrato”. Questa, una delle massime del premio Nobel per la Letteratura William Butler Yeats valide nella vita così come nel calcio. Al di là dell’amicizia, infatti, gli sconosciuti in questione, nel football, sono quelli che ancora non abbiamo o almeno non avevamo visto in azione sui rettangoli verdi in giro per l’Europa. Ignoti, carneadi, quasi anonimi eppure ora celebri, famosi e, cosa più importante di tutti, decisivi per le rispettive compagini. Parliamo, nello specifico, di quegli attaccanti che, dopo stagioni nelle giovanili o nell’anonimato di un rendimento abbastanza mediocre, nell’annata 2016/17 sono letteralmente esplosi in termini di gol segnati. Dall’olandese Dost al danese Jorgensen scopriamo le nuove stelle del calcio targato ‘Vecchio Continente’.

Solo Messi meglio di Bas Dost.

Fra quelli che probabilmente ricorderanno per sempre questa stagione troviamo l’attaccante olandese Bas Dost. Il classe ’89, infatti, mai come quest’anno (record personale di 38 segnature totali stabilito con l’Heerenveen nella stagione 2011/12) è stato in grado di segnare tante reti con uno score, ed il tassametro corre, di 34 gol in 41 partite complessive.

Un ruolino di marcia straordinario che letteralmente lo ha messo sulla mappa dei migliori bomber europei con una media gol in campionato davvero straordinaria di 1.06 reti a partita di poco inferiore a quella del fenomeno argentino Messi, fermo, si fa per dire, a quota 1.09. Tanti guizzi vincenti e zampate decisive che, con tutta probabilità, avranno fatto alzare più di un sopracciglio al Wolfsburg che, nella scorsa estate, s’erano privati, forse troppo a cuor leggero, della loro punta centrale.

Anthony non più…Modeste.

Da un ex Bundesliga ad uno che quel particolare campionato lo sta dominando in termini di gol messi a segno il passo è breve. E sì perché dopo Bas Dost, fra quelli che si sono finalmente manifestati nel panorama calcistico internazionale, troviamo il transalpino del Colonia Anthony Modeste di professione, specie quest’anno: bomber. Eppure, la sua carriera, almeno finora, si è sempre caratterizzata da occasioni perse o, quantomeno, non sfruttate appieno.

Dalla chance post-Angers (20 reti in B con la compagine del nord della Francia) al Bordeaux a quella in terra teutonica con l’Hoffenheim dopo le vagonate di reti messe a segno col Bastia, il nativo di Cannes non era mai riuscito a confermare l’ottimo andamento delle annate precedenti con tante delusioni raccolte e diversi trasferimenti sul groppone. E invece, stavolta, a 29 anni il numero 27 nel Colonia di mister Stoger si è preso la sua rivincita personale realizzando, dopo le 15 marcature dello scorso anno, addirittura 25 reti in 32 gare di Bundes diventando il terzo miglior marcatore del torneo. Un’autentica rivoluzione per l’ex Godot che, raggiunta la maturità, ha innestato le marce alte presentandosi di gran carriera finalmente, non come la famosa opera di Beckett, sulla scena, (non teatrale ma calcistica).

Marcus Berg, l’esplosione in Grecia.

Attaccante svedese con alle spalle una discreta carriera fra Svezia, Olanda e Germania il non più giovanissimo Marcus Berg sembra aver trovato la sua perfetta dimensione in Grecia. Terra fantastica, culla della civiltà occidentale e ispiratrice di menti filosofiche lucidissime il paese ellenico ha dato nuova luce all’ex Amburgo capace, con la casacca del Panathinaikos, di siglare 22 reti in 28 partite in questa stagione con, peraltro, due triplette ed una media punti con lui in campo di 2.04 a partita.

Un ruolino di marcia di estremo valore pur in un campionato non difficilissimo ma che ha garantito al 30enne di Torsby una seconda giovinezza ed una visibilità forse mai lambita negli anni scorsi (Europeo Under 21 del 2009 a parte nel quale è stato capocannoniere).

Nicolai Jorgensen, l’uomo del titolo per il Feyenoord?

Jorgensen sulle orme di Jon Dahl Tomasson. Non è un facile slogan o il titolo di un quotidiano olandese dello scorso luglio (quando Jorgensen giunse a Rotterdam) quanto quello che potrebbe accadere domani nella Eredivisie. E sì perché il “club del popolo”, la compagine della città di Rotterdam potrebbe riaccogliere il titolo nazionale dopo ben 18 anni di assenza (l’ultimo nella stagione 1998/99), dopo le tante reti dell’ex Milan e che allora portarono il titolo in città. Un trofeo fondamentale da danese a danese. Un passaggio di consegne importante su di un ampio asse temporale ma intorno ad alcuni punti in in comune: la maglia, la nazionalità, l’appartenenza, il gol.

Un’attesa snervante, quasi insopportabile ma che potrebbe terminare proprio nell’ultima giornata di campionato con una vittoria che avrebbe il sapore del successo ma anche le stimmate del talento Jorgensen che, proprio nella sua prima annata al Feijenoord Stadion, ha siglato finora 21 gol nella massima serie olandese risolvendo, insieme con Kuyt o Toornstra, diverse partite cruciali. Un apporto determinante, l’uomo della riscossa, nell’anno della finale europea dell’Ajax, l’uomo, probabilmente, del titolo.