La difesa beffata, la palla che si insacca alle spalle del portiere avversario, il pubblico che al culmine del parossismo calcistico si esalta, l'ovazione improvvisa, l'abbraccio dei compagni e la gioia immensa. Tutto questo, in sostanza, in breve, l'essenza del gol. Sensazioni indescrivibili, emozioni speciali compagne di vita dei grandi attaccanti del panorama internazionale e che, allo stesso tempo, rappresentano il carburante, la linfa, la motivazione principale che li spinge a compiere i sacrifici fatti negli anni proprio da loro, dalle grandi stelle, dalle grandi firme del football continentale.

La soddisfazione della rete, l'appagamento della realizzazione però, è solo una gratificazione individuale, quasi aristocratica, arida e fine a se stessa se la squadra intera non riesce a beneficiare delle prodezze dei propri goleador. Così, al di là del numero di gol siglati, ciò che conta è l'efficacia di questi lampi offensivi che portano punti pesanti ai rispettivi club. Da Luis Suarez ad Aubameyang, dunque, vediamo i cannonieri dei top 5 campionati del ‘Vecchio Continente' che sono risultati più decisivi grazie al gran numero di reti vincenti messe a referto.

Luis Suarez, il “Pistolero” con 11 vittime a referto.

Protagonista indiscusso del celebre tridentazo chiamato MSN (Messi, Suarez, Neymar), Luis Suarez ha confermato anche quest'anno la sua presenza a pieno titolo nell'Olimpo del calcio con tante giocate importanti, assist e diverse reti, alcune poi risultate decisive. E sì perché nonostante il campione uruguaiano non stia attraversando la miglior stagione della sua straordinaria carriera blaugrana ("solo" 35 marcature a dispetto delle 59 dello scorso anno e delle 25 della stagione 2014/15 con però appena 43 presenze) il 9 di scena al Camp Nou ha dato prova della sua forza con prestazioni da antologia.

E, cosa ben più importante, addirittura 11 gare risolte da un suo guizzo, da un suo graffio, da un suo inconfondibile gol. Uno sceriffo della rete che con la sua fumante Colt ed i suoi precisi proiettili ha confermato e riaffermato la sua fama di impietoso, spietato, brutale "Pistolero".

Diego Costa 10 e lode.

La Premier League 2016/17 è ormai del Chelsea di Conte che, alla prima occasione utile, ha riportato l'ambito titolo allo Stamford Bridge. Un titolo che ha tanti significati, diverse connotazioni e tanti attori principali. Dall'esplosione di Marcos Alonso alla scoperta di Moses esterno destro di centrocampo, dalla ritrovata compattezza difensiva alla rinascita di Hazard fino alla resurrezione di Diego Costa, infatti, molti sono stati i meriti del "regista" da Oscar proveniente dalla Nazionale azzurra.

Eppure, a sua volta, Conte in una corrispondenza fitta e redditizia ha ricevuto dai suoi tanto con, in particolare, Diego Costa, Batshuayi a parte, eroe Blues con 10 gol vincenti. Dieci marcature che, a conti fatti, sono state poi fondamentali per la vittoria finale del titolo, il sesto della leggendaria storia Chelsea.

Higuain 90 milioni ben spesi.

Novanta milioni di euro. Per molti, uno sproposito, per alcuni un affare solo per il Napoli. E invece, a quasi 1 anno di distanza da quel chiassoso e polemico trasferimento, i cui strascichi continuano ancora oggi, Gonzalo (o Gol-zalo come preferite) ha mostrato tutto il suo valore trascinando la Juventus nelle finali di Coppa Italia e di Champions League a Cardiff e, portando, per merito dei suoi 24 gol in Serie A (in attesa della sfida dell’Olimpico con la Roma), il sesto titolo italiano consecutivo a Torino.

Un rendimento straordinario, ingrediente perfetto, quasi unico del possibile Triplete bianconero che ha garantito poi, parlando solo della massima serie, ben 10 reti vincenti, esiziali, determinanti utili a piegare le resistenze delle arcigne e chiusissime difese avversarie. Insomma, 90 milioni ben spesi.

Via Ibra, Cavani torna Matador.

Libero dall'ingombrante presenza, anche in termini di ego e carisma, di Zlatan Ibrahimovic, il "Matador" Cavani è riuscito finalmente a dimostrare tutta la sua abilità sotto porta, tutto il suo vasto repertorio offensivo. Un repertorio di primo livello che gli ha garantito 33 gol nella Ligue 1 (a -2 dalla virtuale scarpa d'oro Messi), un sontuoso rinnovo all'ombra della Tour Eiffel per altri 3 anni e la titolarità assoluta da prima punta centrale, da realizzatore nel, ora sì, suo PSG.

Il peso realizzativo dell'ex Napoli, infatti, oltre alla spaventosa media nel campionato transalpino di 0.97 reti a partita, recita ben 10 gare sbloccate (al netto del match di stasera contro il Saint Etienne) e risolte con un suo inconfondibile lampo. Di testa, di sinistro, di destro, di prima intenzione o in mischia, grazie al suo bagaglio di soluzioni il campione uruguaiano ha trafitto molte vittime innocenti dando nuovo lustro ad un soprannome brutale ma icastico: senza Ibra Edi è tornato “Matador”.

Aubameyang 8 volte decisivo.

A chiudere la nostra rassegna di bomber forti, famelici ancorché decisivi troviamo l’attaccante del Borussia Dortmund Pierre Emerick Aubameyang. L’ex talentino del Milan, infatti, pur avendo abbandonato a gennaio la compagine della Westfalia per la rassegna continentale della Coppa d’Africa di scena nel suo Gabon si è rivelato, come ormai accade da qualche anno, il cannoniere principe della squadra di Tuchel con un apporto offensivo di 29 reti in 31 gare disputate.

Una autentica raffica di gol (ben il 43% del fatturato in Bundes del Dortmund proviene da Aubameyang) con segnature ininterrotte dal 25 febbraio scorso (sconfitta per 4-1 col Bayern a parte) e 8 reti, chiedere a Mainz, Wolfsburg, Lipisa, Bayern, Bayer Leverkusen, Amburgo, Ingolstdat e Hoffenheim, determinanti per i suoi.