L'Europa del calcio apre le porte al Diavolo e saluta il ritorno del Milan. In attesa di poter riascoltare l'inno della Champions, Vincenzo Montella entra dunque in Europa League senza grandi affanni e aspetta di conoscere gli avversari del girone, che verranno sorteggiati nelle prossime ore a Montecarlo. Alla larga vittoria di San Siro, i rossoneri hanno fatto seguire un altro successo in terra macedone grazie all'ennesimo gol di Patrick Cutrone: bravo a trovare la rete in avvio di gara. Dopo quasi tre anni dall'ultima partita europea, e a distanza di più di 10 anni dalla semifinale di Coppa Uefa, persa contro il Borussia Dortmund, il club milanese torna dunque a giocare per un trofeo continentale. L'obiettivo è quello di arrivare a giocarsi la finale di Lione e magari di emulare il Manchester United di José Mourinho.

Il sorriso di Cutrone.

Con in tasca la certezza di partecipare ai gironi di Europa League, grazie al 6-0 dell'andata, il Milan è sceso in campo con una formazione sperimentale e piena di riserve. Montella ne ha approfittato per provare il 3-5-2 e per testare il feeling tra le due coppie sotto osservazione: Romagnoli-Bonucci e André Silva-Cutrone. Il primo responso è arrivato ancora una volta dal giovane ormai ex attaccante della Primavera rossonera. Sono infatti bastati 13 minuti a Cutrone per buttare giù il muro macedone e portare in vantaggio il Diavolo.

Un gol che ha permesso ai ragazzi di Vincenzo Montella di inserire il pilota automatico e arrivare all'intervallo senza grandi preoccupazioni. Per il tecnico sono stati 45 minuti di studio. Il ritorno con lo Shkendija, ha infatti dato la possibilità all'aeroplanino di constatare lo straordinario momento di Cutrone, la buona condizione di Romagnoli, i miglioramenti di André Silva (vicino al raddoppio al 37esimo) e l'ottimo primo tempo dell'ultimo arrivato tra i grandi: Niccolò Zanellato.

Storari ferma l'orgoglio dello Shkendija.

Fuori Romagnoli, dentro Abate. Questo l'unico cambio rossonero alla ripresa del match. Rientrato in campo con un po' troppa sufficienza, il Milan ha rischiato sull'incursione di Alimi: ipnotizzato da Storari, a pochi metri dalla linea di porta. Poco prima del quarto d'ora della ripresa, Montella si è giocato la carta Suso al posto di Cutrone. Una mossa che ha acceso la squadra, nonostante l'ennesima occasione dello Shkendija ancora con Alimi: tiro dal limite e deviazioni di Storari in corner.

Complice il discorso qualificazione abbondantemente chiuso, l'allenatore rossonero ne ha approfittato anche per lanciare il classe '99 Matteo Gabbia: dentro al posto di Locatelli. Nell'ultimo quarto di gara il Milan si è limitato a controllare la partita e di tanto in tanto a mettere pressione alla difesa avversaria. Nel finale si è fatto notare soprattutto lo Shkendija: tutto in avanti a caccia di una rete da regalare al caldo pubblico macedone. Un assedio inutile, spento solo dal portiere rossonero e dal triplice fischio dell'arbitro.