Grandissimo derby allo JStadium con la Juventus che trema e quasi crolla sotto i colpi di un Torino perfetto, frenato solamente da una svista arbitrale che riduce ingiustamente i granata in dieci uomini dopo essere andati in vantaggio su una magistrale punizione di Ljajic. Accade tutto nella ripresa dopo un primo tempo in cui è stata la Juventus a meritare di più fermata solamente dall'imprecisione dei propri attaccanti e dagli interventi di Hart. Il doppio episodio chiave ad inizio secondo tempo: prima la rete direttamente su punizione, poi l'espulsione di Acquah. I granata mettono in campo tutto il proprio cuore, Allegri i pezzi pesanti: prima Higuain, poi Pjanic, infine Alex Sandro. Il finale è un crescendo bianconero, con i granata che si chiudono a riccio davanti ad Hart. Sembra poter finire con il risultato a sorpresa, con il Torino che vince dopo 22 anni in casa Juve. Ma nessuno fa i conti con la voglia di essere decisivo di Higuain che al 92′ stoppa e si gira in area: palla a fil di palo, Hart battuto, pareggio che vale metà scudetto.

Primo tempo: tanta Juve, Toro d'attesa

Turn over bianconero – La Juventus ha la possibilità di allungare in modo decisivo per la corsa al tricolore: vantaggio su Napoli e Roma importante e successo nel derby che vorrebbe dire scudetto ipotecato. Ma c'è anche una Champions da giocare e così Allegri opta per un turn over importante dove Higuain, Chiellini e Buffon restano in panchina mentre Mandzukic si riprende il centro dell'attacco supportato da Dybala. Per Mihajlovic nessuna novità: il gallo Belotti in avanti con Boye, Iago e Ljaijc pronti ad inserirsi negli spazi.

Gioco in mano alla Juve – E' la Juventus ovviamente a gestire le fila del discorso visto che il tasso tecnico in campo è comunque superiore a quello granata. Grande densità a centrocampo con Sturaro e Rincon per fermare subito sul nascere le idee del Torino. Neto in porta non deve fare grandi parate, mentre Hart si deve impegnare in almeno due occasioni. Bianconeri più veloci e pericolosi, anche se sulle fasce non c'è la solita spinta continua.

Tripla occasione bianconera – I pericoli arrivano su azioni sporadiche: la prima con un tiro dal limite di Lichtsteiner sugli sviluppi di un corner che vede lo svizzero trovarsi solo, con palla sul primo palo ma il numero uno inglese è attento. Il Torino trema su una azione convulsa nella propria area: con Benatia che colpisce la traversa e Molinaro che salva miracolosamente su botta sicura di Bonucci. Poi l'azione più bella e pericolosa, con Mandzukic che sul limite dell'area piccola anticipa tutti con la punta del sinistro e palla che schizza oltre il ‘sette'.

Secondo tempo: Ljajic punizione d'oro, Pipita eterno.

Ljaijc, punizione da fenomeno – Ripresa di colore granata con il Torino che si fa più intraprendente e al 52′ passa in vantaggio: punizione dai 18 metri, con Ljajic che si inventa una parabola imprendibile, con la palla che si infila sotto il sette con Neto fermo a guardare. Animi che si riscaldano, Dybala protesta e viene ammonito, per la perdita di tempo dei festeggiamenti granata. Bianconeri che però ripartono subito in avanti e sfiorano il pareggio con Mandzukic bravissimo ancora una volta ad anticipare tutti ma non a trovare la porta di Hart.

Errore arbitrale: Toro in 10 – La gara resta accesa ma a rovinare tutto ci pensa la quaterna arbitrale: Acquah arriva in scivolata prende la palla e poi frana sull'avversario di turno. Valeri in un primo momento fa correre, ma su segnalazione del quarto uomo fischia fallo e ammonisce il granata: secondo giallo per lui ed espulsione. Toro in dieci, Mihajlovic entra in campo, furioso, espulso anche lui. Granata in 10, Juve arrembante, partita riaperta.

Cuore Toro – La Juventus ci prova, la difesa del Torino barcolla pericolosamente e si affida a uscite al limite di hart che frena la foga bianconera. Anche con i cambi di Allegri (prima Higuain, quindi Pjanic, poi Alex Sandro) il pareggio non arriva. I granata si chiudono con ordine, sanno soffrire e provano a colpire in contropiede. Il finale è una bolgia: lo JStadium si accende, gli animi in campo non sono mai domi, il cuore granata prova a fare la differenza, con tutto contro.