Quaresma e Cedric illudono il Portogallo all'esordio assoluto in Confederations Cup. Due volte in vantaggio, i lusitani si fanno raggiungere da Hernandez, l'unico fra tutti i giocatori in Russia ad aver già segnato nella manifestazione, e dal colpo di testa del neo-romanista Moreno al 91′. Un pareggio che aiuta la Russia.

Debutta il VAR in Confederations Cup.

Il primo intervento nella Confederations Cup del Video Assistant Referee spegne in avvio i sogni del Portogallo. L'intervento dell'ausilio tecnologico cancella il gol di Pepe. Su un gran sinistro al volo di Cristiano Ronaldo che rimbalza sulla traversa (l'azione nasce da una punizione di CR7 sulla barriera) la palla arriva a Moutinho che lancia per Pepe. Il difensore del Real, riportato da Santos al centro della difesa, esulta ma la gioia dura poco.

Il Messico parte meglio.

Fernando Santos si affida a Quaresma, esterno a destra nel 4-4-2, e Nani, seconda punta accanto a Cristiano Ronaldo, che resta a terra all'8′ dopo uno scontro con Herrera. Non c'è Andre Silva, parte invece Andre Gomes come ala sinistra con Moutinho e William Carvalho in mezzo. Osorio, come da pronostico, non rinuncia al 4-3-3 ma deve fare a meno di Rafa Marquez, l'unico fra tutti i giocatori presenti in Russia ad aver già vinto la Confederations Cup.

E' del Messico il primo squillo della partita, preceduta dal minuto di raccoglimento per le vittime dell'apocalisse di fuoco a Pedrogao Grande. Sulla punizione di Guardado deviata dalla barriera, interviene Héctor Moreno ma la sua conclusione finisce direttamente fuori. Funziona il tridente veloce Vela, Hernández e Jiménez.

Il confronto tattico.

L'avvio del terzo confronto fra Portogallo e Messico conferma le difficoltà, per una squadra schierata con un 4-4-2 classico, nell'occupare gli spazi e non risentire della superiorità numerica in mezzo contro un 4-3-3 molto compatto. I lusitani faticano a uscire dalla metà campo palla al piede, non hanno soluzioni e ricezioni facili nell'uscita bassa del pallone e Cristiano Ronaldo deve arretrare molto per gestire la transizione.

Il Portogallo, che ha vinto entrambi i precedenti (2-1 ai Mondiali 2006 con i gol di Maniche e Simão Sabrosa, 1-0 in amichevole tre anni fa decisa al 93′ da Bruno Alves) non va oltre un sinistro di alleggerimento, che più innocuo non si può, di Quaresma. Poi al 20′ si illude per il gol cancellato a Pepe.

Il confronto tatticoalla Kazan Arena, progettata per ricordare un fiore, si fa interessante. El Tri, nonostante un possesso palla di maggiore quantità (56% nella prima mezz'ora) e più brillante qualità, non crea grandi occasioni. Jimenez, protgonista nella corsa del Benfica fino al titolo in Primera Liga, non incide. E dopo il gol annullato la circolazione del pallone da parte dei messicani si fa più nervosa, macchinosa. La punizione di sinistro di Vela (fallo di Andre Gomes su Chicharito pescato da Guardado) scorre non lontano dal palo alla sinistra di Rui Patricio.

Il vantaggio di Quaresma.

Il Messico si fa trovare già sbilanciato al 33′ sul cross di sinistro di William Carvalho: Ochoa non si aspetta certo il tentativo di autogol di testa di Salcedo ma la reattività fa il resto.

William Carvalho mette dentro con il mancino, colpo di testa di Salcedo all'indietro che per poco non trova un clamoroso autogol, ma c'è la grande risposta di Ochoa che manda in angolo. Le condizioni per il vantaggio sono mature. Se poi lasci a Cristiano Ronaldo lo spazio per girarsi in area, l'esito diventa quasi scontato. Moreno stringe troppo la posizione, si appiattisce su Reyes e crea lo spazio per un filtrante che scopre Quaresma libero quasi al limite dell'area piccola dal lato opposto. Il suo nono gol in nazionale non si può certo considerare il più difficile. Ma è pur sempre storico: è il primo per il Portogallo nella storia della Confederations Cup.

Chicharito Hernandez pareggia.

Decisamente più spettacolare, invece, il 48mo del Chicharito, l'unico dei presenti in Russia ad aver già segnato in una precedente edizione della Confederations Cup (tre gol nel 2013, uno all'Italia e due al Giappone). Vela riceve in area, stoppa e di controbalzo crossa morbido in mezzo, Hernandez di testa in torsione brucia i due centrali portoghesi, non esattamente reattivi. E ha subito la grande occasione per raddoppiare. Ancora Vela da destra appoggia per Jimenez che lo pesca al limite con un rasoterra all'indietro che esacerba l'assenza di un mediano basso fra le linee nel Portogallo, ma impatta col corpo indietro e la palla si impenna: all'intervallo è 1-1.

La ripresa: avvio lento.

Anche nel secondo tempo, il Messico parte meglio. El Tri insiste, nonostante il pressing alto di Ronaldo, a far uscire il pallone dalla difesa col fraseggio basso e insistito. Jimenez, che prova il tiro al 51′, deviato però da Pepe, tende ad allargarsi e combinare con Vela. Uno schema studiato per mettere sotto pressione Guerreiro, suo compagno di squadra al Benfica, che costringe in un paio di circostanze William a scorrere indietro in un vigoroso raddoppio difensivo.

E' proprio l'esterno della Real Sociedad il primo a uscire, sostituito da Giovanni dos Santos, che raggiunge Jonathan, tra i migliori in campo, e compone la quinta coppia di fratelli in campo insieme in Confederations Cup. Santos invece cambia Nani con Gelson Martins, due gol al Mondiale U20 del 2015 e migliore in campo con lo Sporting in Champions al Bernabeu di fronte a CR7, e Moutinho con Adrien Silva.

Solo l'uscita di Salcedo (non proprio brillantissimo il difensore della Fiorentina) cambia lo scenario tattico del match. Entra infatti un altro centrale, Araujo (18 presenze in stagione al Guadalajara) ma la partita, a parte una punizione dalla distanza di Layun che non si abbassa in tempo e una trivela infruttuosa di Quaresma che non libera Ronaldo, si accomoda su un equlibrio sempre più solido e prevedibile. Reyes si adatta a terzino, e questo comunque permette al Messico di avere un uomo in più in spinta e scalare più facilmente a tre dietro in fase di costruzione. Osorio aumenta così la densità in mezzo e prosciuga le fonti inventive della manovra lusitana.

Cedric illude, Moreno pareggia.

Quaresma scalda il finale con un tiro bloccato al 79′, Giovanni dos Santos risponde con un destro troppo strozzato. Il quarto 1-1 nella storia della manifestazione, curiosamente anche in tutti gli altri tre era in campo il Messico, appare un destino inalterabile. Ma la splendida parata sulla schiacciata di testa di Andre Silva, si è mosso molto bene il neo-attaccante del Milan, anticipa il gol che accende il finale.

Stavolta l'intervento del VAR, che nella nuova policy è comunque consultato su ogni gol, non cambia il verdetto sullo spunto di Cedric. La sua prima rete in nazionale, alla ventesima presenza, è un esempio di posizione, furbizia e pensiero veloce e trasforma la distratta deviazione in area di Herrera nella grande illusione.

Il Messico si apre, Martins sfiora in estirada il 3-1, e quando tutto sembra finito, il terzo tempo di Moreno, primo acquisto della Roma di Di Francesco, su calcio d'angolo sorprende la difesa schierata del Portogallo.

E' l'immagine di una nazionale che ha prodotto e raccolto poco, con un Cristiano Ronaldo praticamente mai decisivo. El Tri può certamente giocarsi le sue carte per il secondo posto nel girone, ma ha bisogno di una maggiore consistenza in copertura quando viene infilato in velocità. E di tempo non ce n'è poi molto.