Come giocherà l'Inter nella prossima stagione? La risposta canta nel vento. I nerazzurri presentano al momento la fisionomia meno definita fra le big e l'identità attuale potrebbe risentire in maniera sostanziale dei colpi di mercato che ancora si attendono da Suning e Sabatini.

Rebus centrocampo.

La prima questione riguarda l'equilibrio del centrocampo. Gagliardini e Kondogbia sono i più completi per giocare in una linea a due ma la configurazione potrebbe cambiare di molto nel corso della stagione. Borja Valero, più playmaker che interditore, si potrebbe trasformare in quello che Pizarro rappresentava nella prima Roma di Spalletti. Così il tecnico toscano potrebbe replicare anche la mossa che ha cambiato la sua seconda esperienza in giallorosso, quando arretrò Pjanic spostando Nainggolan nel ruolo di trequartista e rendendolo uno dei migliori centrocampisti della Serie A. L’idea di Spalletti è di tenere Borja Valero in posizione più bassa, per migliorare la costruzione del gioco e offrire ai difensori e ai compagni di reparto un appoggio sicuro per la ricezione. Certo si dovrà sobbarcare un lavoro di copertura piuttosto dispendioso, ma potrà avanzare il suo raggio d’azione e in più di qualche caso si troverà a scambiare la posizione con il centrocampista più offensivo.

Vecino e Borja Valero i nuovi registi.

Non è escluso, però, che viste le caratteristiche di Joao Mario e l'arrivo di Vecino, il tecnico possa virare verso il 4-3-3 sfruttando la maggiore presenza di Gagliardini in fase difensiva e la naturale tendenza alla verticalizzazione dell'ex viola. L'anno scorso, nella mutevole costruzione tattica di Paulo Sousa tutta sviluppata intorno alla ricerca della densità nel corridoio centrale, interveniva col fisico e l'intelligenza in entrambe le fasi di gioco. Centrocampista da 3 gol e 4 assist, 60 passaggi e due contrasti di media a partita, Vecino non è il giocatore che da solo risolve le partite ma di sicuro sa come far girare il centrocampo perché tutti rendano al meglio.

Proprio il suo taglio fino alla prima rete e la lunga azione palla al piede che porterà al gol di Babacar nel 5-4 della Fiorentina all'Inter l'anno scorso raccontano le qualità di un giocatore poliedrico, che sa impostare, e alleggerire le responsabilità del play basso, e insieme inserirsi negli spazi creati dagli attaccanti. Qualità che potrebbero tornare particolarmente utili nel contesto di un 4-3-3 che funziona proprio se a centrocampo convivono un centrocampista più votato alla fase difensiva come può essere Gagliardini, un regista, e sarebbe Borja Valero, e un incursore. Un ruolo che potrebbe riportare in auge Joao Mario, apparso poco pericoloso da trequartista e troppo leggero quando è stato impiegato da mediano in una linea a due. Per questo, se Spalletti dovesse rimanere fedele, come pare almeno in una prima fase, al 4-2-3-1 il portoghese potrebbe giocare da esterno alto con più spazio in caso di cessione di Perisic o di Candreva.

L'enigma della difesa.

Dietro Spalletti sembra aver trovato, per quanto possano essere considerate attendibili le indicazioni dell'amichevole contro lo Schalke 04, la chiave per rivalutare Murillo, l'anno scorso una delle più marcate delusioni della stagione insieme a Joao Mario. Il tecnico sta testando il colombiano come terzino destro, per provare a ripetere il percorso ben riuscito alla Roma con Rudiger. Murillo, dopo un campionato da 42 passaggi a partita e una media di sei azioni difensive ogni 90′, può corrispondere al profilo, tecnico e atletico, per interpretare quel ruolo.

Così, accanto a Miranda dovrebbe essere Skriniar a occupare il posto di titolare, almeno fra i giocatori della rosa attuale. Centrale moderno, ambidestro, tutto sommato agile nonostante una struttura fisica imponente che lo rende particolarmente efficace nel gioco aereo. "Mi considero un difensore fisico, ma mi piace costruire – dichiarava un anno fa alla tv della Sampdoria nel giorno della presentazione – Uso indifferentemente il piede destro così come il sinistro e sono bravo anche nel gioco aereo, qualità che mi ha permesso anche di realizzare qualche gol con lo Zilina, dove calciavo anche i rigori”.

Dalbert e la lunga marcia dei terzini sinistri.

A sinistra è dato per concluso il passaggio di Dalbert dal Nizza. Il ruolo del terzino sinistro dell'Inter, da Roberto Carlos in poi, ha assunto dimensioni e narrazioni da romanzo, generato spiegazioni filosofiche e una serie di esercizi di genealogia comparata per comprendere in che modo interpreti in troppi casi inadeguati potessero inserirsi nella stessa storia di Brehme o Facchetti. L'arrivo, doverosamente da considerare ancora eventuale, permetterebbe a Spalletti di sacrificare Nagatomo, che rimane al di sotto dello standard richiesto in quella posizione per una squadra di vertice e soprattutto tende a stringere troppo la diagonale, a schiacciarsi sul centrale di riferimento in fase di non possesso.

Dalbert, al contrario, brasiliano fiero delle sue origini umili, è il quarto terzino con la miglior percentuale di passaggi dell'ultima Ligue 1 dopo Maxwell, Aurier e Kurzawa. Contrariamente al connazionale passato anche lui per l'Inter, Dalbert è più rapido nella corsa ma può ancora migliorare nell'assistenza ai compagni, come dimostrano i soli tre assist dell'ultimo campionato. In più, però, è il 26mo giocatore con più tackle riusciti, il settimo se si considerano solo i terzini, con 2.6 contrasti di media, e ha dimostrato di sapersi destreggiare bene, nel contesto di una squadra dai tanti volti, anche in una difesa a tre.

Icardi leader, sogno Di Maria.

Davanti, l'Inter naturalmente non può prescindere da Icardi, tra gol e assist uno dei centravanti più influenti d'Europa nell'ultima stagione. Nella visione di calcio di Spalletti, è fondamentale la sua capacità di attaccare la profondità, di scappare alle spalle del marcatore, di proteggere palla spalle alla porta, appoggiandosi al difensore per poi girarsi nello stretto. Un bomber praticamente immarcabile in area, che però aiuta la squadra nel portare il primo pressing, che può certamente migliorare nella continuità e nella presenza anche in trasferta (l'anno scorso ha segnato due terzi dei 24 gol stagionali a San Siro).

Con chi dialogherà Icardi? Al momento, Candreva e Perisic, che però stanno nella rosa nerazzurra come d'autunno sugli alberi le foglie. Nonostante gli impegni con l'Uefa e la necessità di chiudere il prossimo bilancio almeno in parità, in caso di cessione del croato si potrebbe concretizzare una trattativa con Di Maria, ancor di più se il PSG dovesse portare a termine il colpo dell'anno e portare Neymar sotto la Tour Eiffel.

Un altra strada conduce verso l'altro grande scontento del nostro campionato, il laziale Keita, che però preferisce attaccare e segnare partendo da destra e manca ancora di quella visione matura d'insieme che non a caso lo induce a disdegnare l'apertura, il cambio di gioco. Inzaghi l'ha schierato praticamente in ogni zona dell'attacco, anche a sinistra, senza che il senegalese perdesse la naturale tendenza a cercare spazio dal lato opposto

Pregi e difetti.

L'entusiasmo non manca, la proprietà forte nemmeno e l'asse fra allenatore e il ds Sabatini è solido. La rosa è buona, anche se mancano almeno tre pedine: un terzino sinistro (anche come alternativa a Dalbert), almeno un altro centrale perché Skriniar non basta con Murillo e Miranda che non danno ancora garanzie e un esterno d'attacco. Difficile, se non impossibile che si arrivi a Vidal.

Voto: 7-

Con la rosa attuale, l'Inter parte un po' indietro rispetto alle concorrenti, Milan compreso. Indubbiamente però la valutazione rischia di cambiare, anche in positivo, da qui alla fine del calciomercato.