In vista del prossimo Mondiale in Russia, non c'è soltanto l'Argentina a rischiare. Dopo le recenti partite con Paraguay e Bolivia, perse entrambe, anche il Cile è molto vicino ad una clamorosa eliminazione. In attesa delle prossime decisive sfide con Ecuador e Brasile, le critiche hanno ovviamente sommerso la squadra del commissario tecnico Juan Antonio Pizzi: deluso dal rendimento di Alexis Sanchez nelle due sfide di qualificazione mondiale.

Alexis distratto e un po' stanco per altre prestazioni.

L'attaccante dell'Arsenal è infatti diventato il bersaglio principale dei tifosi della "Roja", che nelle ultime ore hanno sfogato su Facebook tutta la loro rabbia attraverso una singolare "pagina" creata ad hoc contro l'attaccante. Secondo la stragrande maggioranza della tifoseria, la colpa per la prestazioni deludenti del "Niño Maravilla" sarebbe da imputare alla compagna Mayte Rodriguez.

L'iniziativa su Facebook.

Sul popolare social network è infatti comparso un evento che invita ad organizzare una marcia perché Alexis Sanchez si lasci con la fidanzata e torni al suo livello. Una pagina che è nata con un intento goliardico, ma che ha subito trovato il gradimento di più di 70.000 tifosi del Cile: tutti convinti che la stanchezza dell'attaccante dipenda dalle attenzioni "amorose" della bella attrice ventottenne. Come hanno subito spiegato gli ideatori di questo evento, si tratta ovviamente di una trovata scherzosa. In molti, però, hanno preso sul serio le parole rilanciate da Facebook e si sono convinti che il calo di rendimento del giocatore dei "Gunners" sia realmente una conseguenza dell'appassionante love story con Mayte Rodriguez.

La difesa del commissario tecnico.

A difendere il giocatore e la sua bionda compagna, che si era recata nel ritiro della nazionale cilena prima della sfida con la Bolivia e aveva soggiornato in un hotel vicino alla squadra, è sceso in campo anche il ct Pizzi. Davanti alla domanda relativa all'invasione di moglie e fidanzate nel ritiro della squadra, il tecnico è stato chiaro: "Quando siamo a Santiago, c'è un momento in cui i giocatori possono passare il tempo con i loro famigliari – ha spiegato in conferenza stampa – Non vedo quale sia il problema. Questa non è una prigione".