Non sono solo i top player a far fare il salto di qualità alle big del calcio internazionale, ma anche i top manager. Ecco allora che Ramón Rodríguez Verdejo, meglio conosciuto solo come Monchi rientra appieno in questa categoria, grazie alle sue capacità che gli hanno permesso di diventare uno tra i migliori direttori sportivi spagnoli. Fresco di rescissione con il Siviglia, ovvero il club che gli ha permesso di affermarsi prima da calciatore professionista e poi come ds di caratura internazionale, il classe 1968 è pronto ad una nuova avventura italiana alla Roma che punta sulle sue competenze per tornare grande.

La carriera di Monchi, Re Mida dei direttori sportivi.

Nato e cresciuto come portiere, Monchi ha cominciato la sua carriera nelle riserve del Siviglia per poi esordire con la prima squadra nella Liga nel 1991. Una carriera non lunghissima, conclusasi nel 1999 con la formazione andalusa retrocessa in Serie B. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, è iniziata la sua avventura come direttore sportivo della società che già conosceva benissimo con una doppia missione tutt’altro che semplice: riportare il Siviglia nella Liga, sviluppandone il settore giovanile, individuando anche sul palcoscenico nazionale ed internazionale potenziali stelle da acquistare prima che le stesse fossero finite in club più prestigiosi. Un obiettivo assolutamente centrato considerando che sotto la sua gestione il Siviglia oltre a rivelarsi una fucina di talenti, e di plusvalenze ha conquistato 5 Europa League, una Supercoppa Uefa, una Supercoppa di Spagna e due Coppe del Re. Non è un caso dunque che Monchi sia stato definito un vero e proprio Re Mida del calcio.

300 milioni di plusvalenze, e affari super.

I numeri parlano chiaro per Monchi che ha fatto finire nelle casse del Siviglia solo grazie alla cessione dei calciatori da lui ingaggiati una cifra vicina ai 300 milioni di euro. Un vero e proprio re delle plusvalenze che non può che far sorridere la dirigenza della Roma, abituata già ai super affari dell’ormai ex ds Sabatini. Tanti i prodotti della cantera arrivati in prima squadra e rivenduti a cifre super, come José Antonio Reyes, Sergio Ramos, Diego Capel, Jesús Navas ed Alberto Moreno. Da sottolineare in parte l’operazione relativa a quello che viene considerato uno dei migliori difensori al mondo, ovvero Sergio Ramos, ceduto a malincuore al Real Madrid nel 2005 per 27 milioni di euro. Per non parlare invece dei calciatori acquistati a cifre più o meno irrisorie e rivenduti a peso d’oro come Dani Alves, Luís Fabiano, Júlio Baptista, Álvaro Negredo, Medel, Kondogbia, Gameiro, Krichowiak e Federico Fazio. Spicca anche in questo caso il nome dell’attuale juventino Dani Alves arrivato a 19 anni dal Bahia per 500mila euro, e ceduto poi al Barcellona per un affare complessivo da 41 milioni di euro.

La metodologia di Monchi.

Difficile non definirlo dunque un vero e proprio fuoriclasse con il fiuto per gli affari. Un fiuto sviluppato grazie ad un sistema organizzato nei minimi dettagli con una squadra di scout che si muove ai suoi ordini. Questi ultimi prima operano durante tutto il corso della stagione, analizzando tutti i campionati e segnalando in una sorta di top team i migliori calciatori ruolo per ruolo. A metà stagione, la lista stilata dagli uomini mercato di Monchi viene “ripulita” anche grazie al lavoro dettagliato di 5 osservatori che si focalizzano su ogni obiettivo. In questo modo ogni calciatore seguito viene valutato nelle sue prestazioni in ogni contesto, ovvero in casa, in trasferta, in partite decisive e in quelle senza particolare posta in palio. Un modo di avere dati precisi che finora ha giovato e non poco al Siviglia e che la dirigenza della Roma spera possa aumentare la competitività anche della squadra giallorossa.