Dal pareggio senza reti con il Siviglia, fino alla duplice vittoria con il Monaco, passando dalle trasferte di Zagabria e Lione e dal doppio confronto con Porto e Barcellona. Il viaggio europeo della vecchia signora è giunto alla tappa di destinazione: Galles, Cardiff, Millennium Stadium. Dopo le lacrime di Berlino, la Juventus torna a giocarsi l'ultimo atto della Champions League e a sognare di riportare a Torino la coppa, dopo il successo di Roma nel maggio del 1996. Per la sua nona finale del massimo torneo continentale, la squadra di Allegri troverà un'altra formazione spagnola: due anni fa c'era Leo Messi, a Cardiff probabilmente Cristiano Ronaldo.

A Cardiff per la storia.

La partita ha confermato le previsioni. Dopo il due a zero dello "Stade Louis II", il Monaco ci ha provato con la qualità dei suoi attaccanti ma ha offerto il fianco alle ripartenze di Dybala e compagni. Molto temibile in avanti, quanto fragilissima in difesa, la capo classifica francese ha finito per affondare anche a Torino e dire addio al sogno di arrivare in finale. Troppa la differenza tra le due squadre. Un "gap" soprattutto mentale, con i bianconeri molto più abituati a giocare partite di questa importanza. Prima di volare a Cardiff, per la Juventus ci saranno altri due appuntamenti importanti: la sfida scudetto con la Roma e la finale di Coppa Italia con la Lazio, anticipata al 17 maggio proprio per permettere alla vecchia signora di rifarsi il trucco e presentarsi al "Millennium Stadium" più bella che mai.

Mandzukic e Dani Alves infiammano lo Stadium.

Solito modulo offensivo per Massimiliano Allegri, con Dani Alves spostato alto sulla destra a comporre il trio dietro al "Pipita". Jardim risponde con l'inserimento di Joao Moutinho in cabina di regia e quello di Mendy in difesa, a causa di un forfait dell'ultimo minuto per Dirar. L'inizio è monegasco. A caccia di una rete per tentare di riaprire la contesa, il Monaco è partito a razzo e ha colto un palo già dopo 5 minuti con una conclusione di Mbappé. Meglio i francesi in avvio: pericolosi anche con un tiro dalla distanza di Falcao. Dopo l'uscita di Khedira per un problema muscolare (dentro Marchisio), i bianconeri hanno costruito due palle gol nitide: la prima non sfruttata da Higuain e la seconda sventata miracolosamente da Subasic, dopo il faccia a faccia con Mandzukic.

Al croato è andata meglio al 34esimo con la rete del vantaggio: cross di Dani Alves, colpo di testa e sulla respinta di Subasic tap-in vincente dell'ex Atletico Madrid. Nel finale, oltre ad un brivido in area della Juve su cross di Mendy, la squadra di Allegri ha trovato anche il raddoppio di Dani Alves: una splendida conclusione al volo che ha fatto esplodere di gioia lo "Stadium". Un raddoppio meritato, perché prima della zampata del brasiliano Higuain e soprattutto Dybala avevano sciupato davanti alla porta francese.

Piccola consolazione per Mbappé.

Nonostante il doppio passivo, i monegaschi hanno iniziato con coraggio anche la seconda parte di gara senza però creare grossi problemi a Buffon. Con il risultato e la qualificazione in tasca, Allegri ha tolto Dybala e inserito Cuadrado: subito protagonista con una chance per il tris. Le reti trovate nei primi 45 minuti, hanno permesso ai campioni d'Italia di rallentare il ritmo e controllare le sfuriate monegasche fino al 69esimo quando Mbappé ha accorciato con il suo 25esimo gol stagionale e regalato un po' di speranza alla squadra del Principato.

Complice un fallaccio volontario di Glik su Higuain (letteralmente calpestato dal polacco ex Toro), gli ultimi quindici minuti di gara sono stati roventi. La rabbia del Monaco, ormai lontano dalla possibilità di giocare la finale di Champions, si è così rovesciata sulle gambe dei bianconeri: a rischio in ogni contrasto di gioco. Toccato duro anche nell'orgoglio, il "Pipita" ha cercato invano la terza rete della serata accompagnato dai cori dell'intero stadio di Torino. Al triplice fischio finale è scattata la festa. La Juventus è in finale. Al Millennium Stadium, l'Italia del calcio cercherà di rialzare la testa dopo l'ultimo successo interista del maggio 2010.