Questa Juventus, è vero, non deve temere nessuno. Soprattutto dopo i 180 minuti senza subire gol contro il Barcellona del tridente delle meraviglie. Ma qualche differenza fra Real Madrid, Atletico e Monaco, nel sorteggio senza vincoli delle semifinali comunque c'è. Per caratteristiche e personalità, può essere per certi versi più insidioso il confronto con i Rojiblancos aggressivi e “cattivi” rispetto alla classica contro il Real Madrid che avrebbe il fascino del glorioso passato e della sfida a un simbolo come Zidane. Certo, il Monaco rimane l'avversario più abbordabile ma l'entusiasmo di una squadra che ha già spento le ambizioni del City visionario di Guardiola e del Borussia di Tuchel, un punto di riferimento tattico in Europa, non va sottovalutato.

Real Madrid: contro Zizou si può.

Il Real può sembrare la squadra da evitare nell'urna di Nyon. Quella contro il Real Madrid è una classica d'Europa per la Juventus: 18 i precedenti contro le merengues, con 8 vittorie per parte e due pareggi. Quattro i passaggi del turno dei bianconeri nelle sfide a eliminazione diretta, il primo nel quarto di finale dell'edizione 1995-96 chiusa col trionfo dell'Olimpico contro l'Ajax. La squadra di Allegri, però, difficilmente sbaglia l'approccio contro questo tipo di avversari, soprattutto in casa. Real Madrid vuol dire soprattutto Cristiano Ronaldo, il giocatore che tira di più in questa edizione, 5,9 conclusioni di media. Non ancora spente le polemiche sull'arbitraggio di Kassai al Bernabeu, resta la leggenda di un campione decisivo come nessun altro, l'unico ad aver superato i 100 gol nelle competizioni europee.

Zidane, che ha perso solo cinque partite da quando allena il Real, può diventare il primo allenatore a vincere due volte di fila la Champions League con la nuova denominazione e sogna la prima doppietta Liga-Coppa Campioni/Champions League per il Real dal 1958. Un sogno possibile alla luce delle sette semifinali consecutive nella principale competizione europea, altro record, e dei tre punti di vantaggio sul Barcellona, ma con la gara contro il Celta da recuperare, e il Clasico del 23 aprile all'orizzonte.

Il Real, col suo gioco verticale, è solo al sesto posto per passaggi di media a partita, e in difesa ha mostrato più di qualche fragilità. Concede 12,6 tiri a partita, ben al di sopra della Juventus, la più impenetrabile per gli attacchi avversari (solo 7,7 conclusioni in media) e non ha ancora chiuso una sola partita di Champions con la porta inviolata.

Chances di qualificazione: 55%

Atletico Madrid: attenti agli angeli dalla faccia sporca.

Quattro le vittorie nella storia delle competizioni europee per la Juventus contro l'Atletico Madrid. I Rojiblancos, gli angeli dalla faccia sporca al gran ballo d'Europa, sarebbero al di là dei nomi e delle apparenze un avversario molto più insidioso. “Il primo giorno che sono arrivato, avevo una sola speranza: rendere l'Atletico competitivo e frustrare ogni squadra che avremmo affrontato”. Missione pienamente riuscita. Simeone guida la formazione con più contrasti riusciti fra le otto che hanno raggiunto i quarti. Una squadra che contro il Leicester, nel match di ritorno, ha assorbito i due infortuni di Juanfran e Filipe Luis e chiuso con quattro centrali nell'ultima mezz'ora. Ha retto a 22 tiri contro i 6 effettuati, con la difesa capace di respingerne ben nove prima che arrivassero a mettere paura a Oblak.

A Leicester, ha pagato la scelta di inserire come mediano davanti alla difesa un centrale aggiunto come José María Giménez, così da aggiungere esperienza in mezzo al campo e avere a disposizione in una zona cruciale del campo il giocatore che vince più duelli aerei nella rosa di Simeone, 5,6 a partita (fra i primi 10 in questa Champions League).

In questa stagione, Simeone ha ridisegnato l'Atletico sulle caratteristiche della coppia gol Griezmann-Gameiro, perfetti per esaltare il paradigma del Cholo. Pensiero veloce e volontà di precisione scandiscono i movimenti reciproci, come dimostra il gol al Barcellona: Gameiro aggredisce il secondo palo, Griezmann destabilizza il marcatore, punta la porta e tocca per il compagno, libero di segnare. Il francese, intanto, lancia messaggi d'amore alla Juventus per il futuro, con il Real alla porta. Per ora, però, meglio non incontrarlo prima della finale.

Chances di qualificazione: 50%

Monaco: dove può arrivare la rivelazione dell'anno?

L'esperienza può fare la differemza. Ma occhio a sottovalutare il Monaco di Jardim, rivelazione della Ligue 1 che già ha rispedito a un futuro indefinibile e ormai irrealizzabile i sogni di riforma del calcio inglese del profeta Guardiola e messo ko il Borussia Dortmund.

Jardim si definisce un seguace del filosofo Edgar Mirin, convinto di un aporoccio più olistico al calcio, che tenga conto della complessità e delle variabili anche individuali. Sposato con una psicologa, ha inseguito per vie plurime, fin dall'inizio della stagione, un equilibrio della molteplicità che, pur in costante adattamento, potesse durare a lungo. “Poco a poco la squadra ha acquisito maturità e consapevolezza. Gara dopo gara siamo cresciuti, tatticamente e tecnicamente” spiegava nella conferenza stampa alla vigilia della vittoria sul Borussia Dortmund, un'altra delle scuole di riferimento del calcio europeo moderno. “I ragazzi stanno crescendo molto velocemente e l'esperienza in Champions League sta dando i suoi frutti”.

Fondamentale, per una squadra da 90 gol in stagione che potrebbe pagare un po' di nervosismo e di inesperienza, il ritorno di Falcao, in termini non solo di efficacia realizzativa quanto di carisma. Il colombiano, ha detto Jardim, “fornisce alla squadra tranquillità e serenità quando è in campo, inoltre ha qualità immense tecnicamente che sono utilissime alla squadra per fare il proprio gioco".

La compresenza di Falcao sta liberando tutto il talento del diciottenne Mbappé che, con 17 gol e 5 assist, fra campionato e coppa, contribuisce in maniera determinante a una rete ogni 60′: secondo un'analisi del Financial Times, in questo momento è l'attaccante più produttivo in Europa. In Champions, ha segnato cinque reti nelle prime quattro presenze da titolare e squadernato il meglio del suo talento: senso dell'anticipo, notevole facilità di corsa, freddezza sotto porta. Come Falcao, anche Mbappé può ricoprire anche il ruolo di centravanti unico. Ma, nella perfetta complementarietà delle caratteristiche tecniche, l'alchimia è superiore alla giustapposizione delle parti e fa volare il Monaco. I francesi, comunque, nonostante l'entusiasmo per l'eliminazione del Borussia, restano l'avversario sulla carta più favorevole per vedere la Juventus in finale. Anche se la squadra di Allegri vista nella doppia sfida al Barcellona non può temere nessun avversario.

Chances di qualificazione: 65%