Dybala suona la carica. La Joya si prepara a quella che sarà la "sua" sfida per eccellenza, contro quel Barcellona che, alla pari del Real Madrid, lo segue già da tempo e che sogna di portarlo in maglia blaugrana. Due anni fa, nella finalissima di Berlino, quando il Barcellona batteva 3-1 la Vecchia Signora vincendo la sua quinta Champions League (la quarta in dieci anni), Dybala era ancora di proprietà del Palermo: ma di lì a poco sarebbe passato alla Juventus, iniziando quel percorso di crescita che lo ha portato, oggi, ad essere uno dei top player della squadra bianconera.

Trentasette reti in settantasette presenze collezionate in un anno e mezzo: il bottino europeo è più magro e parla di tre reti in tredici gare. Ma contro il Barcellona, la Joya sogna di lasciare il segno. Vietato sbagliare l'approccio: l'11 aprile si gioca a Torino, sette giorni dopo si va al Camp Nou, dove quest'anno negli ottavi è stato annichilito per 6-1 il Paris Saint-Germain, che pure veniva da un 4-0 che pareva un margine sicuro di vantaggio. Insomma, bisognerà dare il massimo per 180 minuti: i francesi insegnano.

Ma Paulo Dybala non teme il confronto: "Quando ti fidi dei tuoi compagni di squadra", ha twittato l'argentino, "non hai mai paura. Forza Juventus, il bello sta per iniziare!". Parole che ovviamente caricano l'ambiente bianconero, che si prepara alla grande rivincita due anni dopo la sciagurata finale di Berlino di due anni fa. Un pensiero che dimostra una volta di più come l'argentino sia sempre più un leader dello spogliatoio bianconero: pochi mesi fa si parlava di Barcellona solo in ottica di calciomercato. Stavolta, invece, c'è una semifinale di Champions League da conquistare. E sperare magari in un sorteggio favorevole nel prossimo turno.