Il sogno europeo del Leicester si chiude con gli applausi generosi del King Power Stadium. La squadra campione d'Inghilterra saluta la Champions e cede il passo all'Atletico Madrid che pareggiando 1-1 in terra inglese strappa il pass per la semifinale, la terza in 4 anni. Decisivo l'1-0 rimediato al Calderon una settimana fa per i Colchoneros che al ritorno, dopo essere passati in vantaggio con Saul, hanno incassato il pareggio di Vardy. A nulla è servito il tentativo di remuntada delle Foxes che escono comunque dalla Champions con l'onore delle armi e con la soddisfazione di aver raggiunto i quarti di finale alla prima partecipazione. Sorride invece l'Atletico che grazie al pragmatismo di Simeone prosegue nella sua avventura confermandosi una delle prime 4 squadre del palcoscenico continentale.

Morgan stringe i denti. Simeone sceglie Carrasco.

Shakespeare può sorridere per il ritorno di Morgan che pur non al top stringe i denti per provare ad aiutare la squadra all’impresa. Al suo fianco senza lo squalificato Huth c’è ancora spazio per l’ex Cesena e Parma Benalouane, con il successore di Ranieri che in avanti si affida al “peso” di Okazaki al fianco di Vardy. Schieramento speculare per Simeone che affianca Carrasco, preferito a Torres e Gameiro, a Griezmann, concedendo libertà di offendere anche a Saul e Koke. I ritmi alti dell’avvio lasciano presto il posto ad un notevole equilibrio, con le formazioni che di fatto si annullano.

Saul, doccia fredda Leicester.

Il primo tempo così può essere sintetizzato nei minuti che vanno dal 22’ al 26’: i padroni di casa sfiorano il gol con Okazaki che non riesce a sfruttare con maggior precisione un assist al bacio di Vardy, e poco dopo invece vengono bucati da Saul. A differenza dell’avversario giapponese, l’esterno di Simeone, lasciato colpevolmente solo, è perfetto nel colpo di testa che trasforma un cross di Filipe Luis in rete, con buona pace di uno Schmeichel inutilmente proteso in tuffo. Un gol pesantissimo che inevitabilmente sposta gli equilibri e taglia le gambe alle Foxes incapaci di reagire.

Vardy segna il gol della speranza.

Nella ripresa Shakespeare prova subito a dare una scossa con un doppio cambio. Si rivede in campo uno dei principali accusatori di Ranieri, ovvero Ulloa, al posto di un evanescente Okazaki e Chilwell per Benalouane. E subito la partita si accende con un bel botta e risposta: prima Carrasco non arriva sugli sviluppi di un’azione di Griezmann, e poi proprio il neo entrato Chilwell sfiora il pari con un tiro alto di poco. L’occasione per i padroni di casa è il preludio al gol che arriva 10’ dopo con il solito Vardy: ancora protagonista Chilweel che con un tiro sporco serve involontariamente il bomber che fa esplodere di gioia il King Power Stadium.

Leicester, l'orgoglio non basta.

E proprio lo stadio si trasforma in una bolgia nel tentativo di trascinare i campioni d'Inghilterra ad una super remuntada. E sulla scia dell'entusiasmo i giocatori di casa si riversano in avanti collezionando due buone occasioni, prima con Ulloa e ancora con Vardy. Simeone che in precedenza aveva inserito Hernandez per Juanfran, prova a cambiare qualcosa, aumentando il peso del suo attacco inserendo Torres per un Carrasco poco incisivo, e Correa per Filipe Luis. L'orgoglio e la grinta della formazione inglese, costretta a perdere anche Morgan per una ricaduta, non basta. Il match finisce 1-1 e sancisce l'approdo in semifinale dell'Atletico.