Chelsea, Atletico Madrid e Qarabag. Saranno queste le avversarie che la Roma di Eusebio Di Francesco dovrà affrontare durante la fase a gironi della Champions League. Per l’ex tecnico del Sassuolo dunque un girone abbastanza complicato all’esordio nella massima competizione per club del Vecchio Continente. Andiamo dunque a conoscere meglio, una per una, le tre compagini inserite nel Girone C insieme ai giallorossi come decretato dall’urna di Montecarlo.

Il calendario delle gare della Roma.

12 settembre – Roma-Atletico Madrid
27 settembre – Qarabag-Roma
18 ottobre – Chelsea-Roma
31 ottobre – Roma-Chelsea
22 novembre – Atletico Madrid-Roma
5 dicembre – Roma-Qarabag

Il ritorno del Chelsea e di Conte in Champions League.

L’avversaria della prima fascia (quella dei campioni nazionali) inserita nel Gruppo dei giallorossi è il Chelsea di Antonio Conte. I Blues, vincitori della scorsa Premier League sotto la guida dell’ex Ct della nazionale italiana, tornano dunque nella massima competizione europea per club dopo un anno di assenza. L’obiettivo è quello di migliorare il risultato rispetto a quanto fatto nella loro ultima apparizione nella competizione, nella stagione 2015/2016, quando, con Gus Hiddink in panchina (che aveva appena preso il posto di José Mourinho) furono eliminati dal Psg negli ottavi di finale.

Una rosa da 611 milioni.

Adesso Antonio Conte ha a sua disposizione una grande rosa che ha un valore totale di mercato stimato dal sito transfermarket.com in 611 milioni di euro. Nell’attuale sessione di mercato il tecnico italiano ha visto arrivare alla sua corte due vecchie conoscenze del calcio italiano, l’ex Juventus Alvaro Morata e l’ex Roma Antonio Rudiger (che ritroverà dunque subito da avversario quelli che fino alla scorsa stagione erano i suoi compagni di squadra), il secondo portiere Willy Caballero e il centrocampista 22enne proveniente dal Monaco, Tiemoué Bakayoko, dovendo però dire addio allo storico capitano del Chelsea John Terry e al mediano serbo Nemanja Matic passato al Manchester United.

Eden Hazard: il folletto belga idolo di Stamford Bridge.

Il fiore all’occhiello della rosa del Chelsea è sicuramente il trequartista belga Eden Hazard, il 26enne folletto belga e capitano della sua Nazionale che grazie alla sua tecnica sopraffina e alla sua grande velocità riesce a fare spesso la differenza, come accaduto nella scorsa Premier League quando con i suoi 16 gol e 5 assist ha trascinato i Blues alla conquista del titolo centrando anche il prestigioso riconoscimento di miglior giocatore dell’anno del massimo campionato d’Oltremanica.

3-4-2-1: Conte non rinuncia alla sua difesa a tre.

Come da consuetudine Antonio Conte si affida principalmente a due moduli che prevedono entrambi la difesa a tre: sistema di gioco molto caro all’ex ct della Nazionale fin dai tempi della Juventus. Infatti, il suo Chelsea quasi sempre si schiera con un 3-4-2-1 (che all’occorrenza diventa 5-4-1) centrando molto il proprio gioco sugli esterni e affidandosi alle grandi doti tecniche dei suoi trequartisti, anche se la manovra comincia spesso dai difensori centrali. Ovviamente la peculiarità della squadra di Conte è la sua grande aggressività in fase di non possesso e lo spirito di sacrificio che coinvolge tutti gli uomini in campo dal portiere fino agli attaccanti a cui viene richiesto un enorme e dispendioso (in termini di energie) sacrificio.

L’Atletico Madrid per confermarsi al vertice.

Delle compagini inserite nella seconda fascia dell’urna di Montecarlo nel gruppo C insieme alla Roma è stato sorteggiato l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. I Colchoneros, giunti al terzo posto nella scorsa Liga,si presentano ai nastri di partenza di questa nuova edizione della Champions League forte dei grandi risultati ottenuti negli ultimi anni nella massima competizione europea con 2 finali (perse entrambe contro il Real Madrid) negli ultimi 4 anni. Per i giallorossi sarà dunque un altro avversario molto ostico da affrontare e con il quale dovrà fare probabilmente i conti per raggiungere la qualificazione agli ottavi di finale.

Valore invariato causa blocco del mercato.

Diego Simeone ha a sua disposizione una grande rosa composta da 23 giocatori che ha un valore totale di mercato stimato dal sito transfermarket.com in 511 milioni di euro, con un valore medio per singolo giocatore pari a 22,22 milioni di euro. Il Cholo dispone praticamente della stessa identica rosa con la quale ha affrontato la scorsa stagione dato che nell’attuale sessione di mercato l’Atletico Madrid non ha potuto effettuare operazioni in entrata a causa della sanzione imposta dalla Fifa che aveva riscontrato delle irregolarità da parte del club madrileno nel tesseramento di calciatori minorenni. I rinforzi per Simeone arriveranno dunque a gennaio, con Vitolo già acquistato e con il ritorno di Diego Costa che sembra molto plausibile allo stato attuale, ma quando i Colchoneros affronteranno la Roma dovranno dunque fare affidamento esclusivamente sull’attuale rosa.

Antoine Griezmann: senso del gol e uomo assist.

Il fiore all’occhiello dell’Atletico Madrid è sicuramente l’attaccante francese Antoine Griezmann, il 26enne punta di diamante dei Colchoneros e della Nazionale transalpina terminale offensivo perfetto della manovra sviluppata dai suoi compagni.  Buona tecnica, grande velocità, tanti passaggi decisivi e soprattutto una capacità di fare gol in tutti i modi che lo rendono una delle punte più complete del panorama calcistico internazionale. Nella scorsa stagione ha realizzato ben 26 gol e 12 assist tra campionato e coppe attirandosi l’attenzione di tutti i top club mondiali, declinando poi tutte le offerte per rimanere ancora al servizio del Cholo e del suo Atletico Madrid.

4-4-2: scuola italiana per il Cholo.

Come ormai succede da quando ha preso in mano le redini dell’Atletico, Simeone si affida principalmente al 4-4-2, marchio di fabbrica del calcio italiano degli anni ’90 e di inizio millennio nel quale il tecnico argentino è calcisticamente cresciuto prima come giocatore e poi come allenatore. Il suo gioco prevede degli esterni molto bravi a saltare l’uomo e creare superiorità numerica e molte verticalizzazioni, rinunciando spesso ad avere la superiorità sul possesso palla. A questa però sopperisce con il grande agonismo (la classica garra sudamericana) e il costante pressing che chiede ai suoi giocatori per tutti i novanta minuti di gioco.

La prima volta del Qarabag.

Insieme a Chelsea, Atletico Madrid e Roma a comporre il Gruppo C di questa Champions League c’è anche il Qarabag, squadra azera proveniente dal turno preliminare (dove ha eliminato il Copenaghen), che è sicuramente la squadra più debole dell’intero girone. Per la compagine allenata da Gurban Gurbanov, campione d’Azerbaijan in carica, si tratta della prima partecipazione alla fase finale della massima competizione europea.

Una rosa che vale quanto Pellegrini.

Tra le rose che si affronteranno nei match di andata e ritorno nel Girone C, quella a disposizione del tecnico Gurbanov è quella con il valore totale di mercato stimato dal sito transfermarket.com minore: appena 12 milioni di euro sommando i valori dei 25 giocatori che la compongono, per una media per singolo calciatore che non supera i 500mila euro. L’intera rosa azera vale insomma quanto vale al momento il solo Lorenzo Pellegrini, centrocampista 21enne appena rientrato a Roma dopo l’esperienza al Sassuolo.

Dino Ndlovu: le speranze azere aggrappate ai suoi gol.

I giocatori di maggiore esperienza internazionale sono il centrocampista brasiliano Richard, il mediano spagnolo Michel, che prima di arrivare nella squadra azera ha girovagato per mezza Europa (Sporting Gjion, Birmingham, Aek Atene e Maccabi Haifa), e l’attaccante sudafricano Dino Ndlovu, autore già di 5 reti in 7 partite in questo inizio di stagione.

Dal 4-3-3 al 4-5-1: Qarabag camaleontico.

Il tecnico azero schiera spesso i suoi con un offensivo 4-3-3 che a seconda delle esigenze può trasformarsi in un più difensivo 4-5-1 con i due esterni alti che indietreggiano sulla linea dei centrocampisti, o addirittura in uno spregiudicato 4- 2- 1 -3 con un trequartista che va a lavorare alle spalle delle tre punte. Nelle gare del Girone C però vedremo con molta probabilità adottare molto spesso la variante più difensiva dei sistemi di gioco utilizzati da Gurbanov.