Carlo Ancelotti sogna la fuga ma è incatenato alla Tour Eiffel
Il nuovo Houdini – Di alzare la voce e ribaltare (metaforicamente) scrivanie, come ad esempio fece Mourinho per avere il via libera da Moratti, non se ne parla. Di mettersi di traverso e cominciare a remare contro, men che meno. Al massimo, potrebbe alzarsi a livelli di guardia il sopracciglio: da sempre "cartina tornasole" dell'umore del tecnico di Reggiolo. Stiamo parlando di Carlo Ancelotti e, proprio perchè siamo davanti alla sua "figura", scordatevi azioni tipo quelle sopraelencate. C'è chi studia online per diventare allenatore e chi, come nel caso dell'attuale allenatore del PSG, vorrebbe prender lezioni (anche via internet) per capire come diventare il nuovo Houdini e liberarsi da lucchetti e catene che, al momento, lo tengono bloccato nella città della "baguette". Parigi, a quanto pare, non è poi così "luccicosa" come volevano farci credere pochi mesi fa. Ibrahimovic non ha mai nascosto il suo disgusto per la Ligue 1 e sarebbe pronto a riprendersi l'Italia, Thiago Silva ha sempre lanciato messaggi d'amore ai suoi ex compagni rossoneri e, quando può, torna a respirare l'aria di Milanello, Verratti vuol tornare indietro così come il "Pocho" Lavezzi che, nei giorni scorsi, ha flirtato con il Milan. Una situazione poco simpatica per la dirigenza transalpina e per la proprietà qatariota, alle prese anche con la maxi squalifica di Leonardo (un altro che, se potesse, s'imbarcherebbe subito) e con i "pruriti" del tecnico, chiamato a gran voce dal Real Madrid.
Meglio di uno stopper – Ricco si, ma mica scemo: avrà pensato lo sceicco Al-Thani, principe ereditario del Qatar e proprietario di maggioranza del club parigino che, davanti all'apertura di Ancelotti, ha risposto gettando sul tavolo verde il contratto firmato dal tecnico italiano e bloccando (di fatto) la mano di poker che Carletto aveva cominciato a giocare. Insieme a Leonardo, lo sceicco sta cercando di mettere a tacere malumori e "voglie strane" bloccando tutto e tutti, come il miglior Fabio Cannavaro che i "rumors" di mercato (tra l'altro) vorrebbero come "vice" sulla panchina dei Galacticos a fianco di Carlo Ancelotti. Per lui, come per Carletto (ovviamente), sarebbe un sogno traslocare a Madrid. Il problema è proprio lo "stopper" Al-Thani che, in questo momento, ha bloccato tutto chiedendo al suo allenatore il rispetto del "pezzo di carta" da entrambi sottoscritto mesi fa. Una situazione paradossale che Ancelotti è costretto a subire, quasi in silenzio: "Per rompere un contratto bisogna essere in due. – ha constatato amaramente Ancelotti – Io ho un'idea, la società però la pensa diversamente". Il tecnico emiliano, inoltre, potrebbe anche venir (per assurdo) coinvolto nei quadri dirigenziali, vista la lunga squalifica a cui dovrà andare incontro Leonardo. Nei giorni scorsi, infatti, il quotidiano francese "L'Equipe" aveva parlato apertamente di un possibile doppio incarico di Carlo: una possibilità tutt'altro che remota, resa quasi necessaria per la futura lunga assenza dell'attuale direttore sportivo parigino che, a sua volta, avrebbe dovuto sedersi in panchina in caso di partenza del tecnico italiano.
L'ultimatum di Ibra e la fretta di Florentino – Puntuale come il traffico a Ferragosto, è arrivata anche la polemica "griffata" Ibrahimovic. Già nervoso per una situazione, a suo modo di vedere, poco gratificante e teso come una corda di violino per offerte che, il buon Raiola, sta ancora valutando, lo svedese è entrato a gamba tesa sulla dirigenza transalpina: "Se Ancelotti dovesse andar via, non so se rimarrei a Parigi". Semplice frase di "convenienza" o reale ammirazione nei confronti del buon Carletto? Stima e considerazione che di certo non mancano a Madrid, dove Pérez è in attesa di buone notizie che però, al momento, tardano ad arrivare. Madrid vuole Ancelotti, Ancelotti vuole Madrid: tutto bello sulla carta, peccato che in mezzo ci sia il Paris Saint Germain che non ne vuol sapere di lasciar andare il suo allenatore. In Spagna, come a Roma con Allegri, aspettano…ma non più di tanto. Una situazione di stallo che ha obbligato la "casablanca" madrilena a guardarsi intorno e a studiare un "piano B": una via di fuga, nel caso Ancelotti non riesca a liberarsi dal collare "a strozzo" che lo tiene incatenato alla Tour Eiffel. Ovviamente, la soluzione alternativa pensata da Pèrez è paragonabile (qualitativamente parlando) a quella scelta in origine e porta il nome di Jupp Heynckes: fresco vincitore della Champions League con il Bayern Monaco. Un concorrente scomodo per Ancelotti che, se vorrà continuare a cullare sogni di gloria nella Liga, dovrà prima trovare il modo di liberarsi dalle catene dello sceicco. Un'impresa tutt'altro che facile, anche per un ex "mastino" del centrocampo come lui!