L’incredibile stagione dell’Atalanta di Giampiero Gasperini, culminata con il matematico accesso in Europa League, traguardo storico per una squadra “di provincia” come i bergamaschi, è soprattutto merito della qualità e del lavoro svolto dai tanti giovani della dea durante la stagione. Conti, Spinazzola, Kessie, Caldara, Petagna, solo per citarne alcuni. Profili di calciatori diventati ormai pezzi pregiati del prossimo mercato estivo.

Ma a non far rimpiangere le possibili partenze di queste nuove stelle del nostro calcio, ci penseranno i tanti giovani provenienti dall’ottimo vivaio nerazzurro, uno dei profili di maggior rilievo è sicuramente Christian Capone, attaccante classe 1999. Un vero e proprio bomber pronto a far volare l’Atalanta nel prossimo campionato e magari anche in Europa.

Una vita all’Atalanta, i colori nerazzurri nel sangue.

Nato a Vigevano nel 1999, il ragazzo muove i primi passi da calciatore tra Oratorio Abbiategrasso e Albairate. Dopodiché il baby fenomeno si sposta alla Soccer Boys, dove subito si fa notare dagli attenti osservatori dell’Atalanta che non se lo fanno sfuggire portandolo nella categoria Esordienti B. La sua avventura nasce però con un equivoco tattico in quanto, almeno all’inizio, il giovanissimo talento viene schierato come centrocampista. Come accade spesso nel momento esiziale della crescita di questi giovani prospetti però, il suo ruolo subisce delle negli anni delle evoluzioni che lo portano a giocare come attaccante esterno. Così, da quando inizia a giocare in avanti, Capone trova con continuità la rete, mettendo a segno vagonate di gol in ogni categoria: ben 19 con i Giovanissimi Regionali, 26 con i Giovanissimi Nazionali fino al recente approdo in Primavera, dove, in questa stagione, ha già siglato 15 realizzazioni.

Esordio precoce, Gasp ci spera.

Eppure, l’Atalanta aveva temuto, memore di quanto avvenne per Jacopo Sala e Vito Mannone, “scippati” da Chelsea ed Arsenal, il peggio nei mesi scorsi quando il Liverpool ha seguito con grande interesse questo ragazzo. Dopo averlo blindato però, Capone ha bruciato le tappe possedendo la rara abilità di fare sempre gol ed in qualunque modo possibile. Un’abilità molto apprezzata e che gli ha permesso di esordire, a 17 anni e mezzo, in prima squadra. Gasperini infatti, accortosi del suo talento, lo ha schierato titolare nella partita di Coppa Italia vinta per 3-0 con il Pescara il 30 novembre scorso nel tridente al fianco di D’Alessandro e Pesic.

Punti di forza, versatilità e grande tecnica.

Una delle maggiori qualità del giovanissimo bomber dell’Atalanta è certamente la sua versatilità tattica. Nato infatti come regista di centrocampo, viene poi spostato, nell’anno di militanza nella categoria dei Giovanissimi Regionali, nel ruolo di trequartista centrale ed oggi agisce prettamente nel ruolo di esterno a sinistra. Oltre alla sua ottima tecnica, ad una straordinaria conduzione palla al piede e una grande abilità balistica, di lui colpisce inoltre la capacità nel sapersi adattare senza alcun problema anche nel ruolo di “falso nueve” o di seconda punta in appoggio ad un centravanti-boa.

A lavoro su fisico e continuità.

Un aspetto su cui ancora invece dovrebbe ancora migliorare è sicuramente la stazza fisica dato l’1,83 cm di altezza e i 63 Kg, ma questo è un lato che chiaramente andrà incrementato con il tempo data la giovanissima età e la grande voglia di arrivare di Christian. Stesso discorso va fatto per la continuità di rendimento, infatti, per fare il salto di categoria dovrà limitare al minimo quelle pause, ancora troppo lunghe, che si prende durante le gare. Ma anche su questo difetto il classe ‘99 sta già lavorando insieme allo staff della Dea.

Il richiamo della Premier incuriosisce Capone.

I suoi gol i numeri e le abilità sotto porta di Capone, hanno inevitabilmente, in modo paradossale, fatto suonare più che un campanello d’allarme per la società bergamasca. Tanti infatti, sono stati club italiani che hanno chiesto informazioni sul calciatore, ma chi si è avvicinato maggiormente al giovane classe 1999, è stato senza ombra di dubbio il Liverpool. Nel 2014, le speranze degli osservatori dell’allora tecnico Rodgers, aumentarono quando il ragazzo disse di voler andare a giocare in Inghilterra. L'Atalanta era rassegnata a perderlo, e l’opera di convincimento da parte della società dei Reds, nei confronti del giocatore e della famiglia sembrava davvero a buon punto. Ad oggi però, soprattutto dopo gli incredibili risultati raggiunti dalla Prima Squadra, le speranze di poterlo trattenere sono aumentate e sicuramente la voglia di Capone di mettersi in evidenza in un team che è riuscito ad ottenere ottimi risultati specialmente con i giovani, è davvero tanta.