La Juve naufraga a Barcellona. Cambia tutto rispetto al quarto di finale di qualche mese fa. Cambia soprattutto il Barcellona, con Messi centravanti di movimento che dilaga fra le linee e da solo stende i bianconeri. Determinante il supporto di Rakitic, da applausi la prestazione di Dembelé che costringe Alex Sandro a giocare molto più bloccato. Douglas Costa non lo supporta, Dybala non incide, Higuain allunga la squadra. La Juventus paga soprattutto in fase difensiva un assetto che vira al 4-4-2 e lascia così troppo spazio libero proprio fra le linee. Messi si esalta e raggiunge i 96 gol in Champions League

Douglas Costa non aiuta Alex Sandro.

Valverde sceglie Dembelè largo a destra, con Messi centravanti di movimento. L'asse con Semedo, sempre molto alto in spinta, tiene bloccato Alex Sandro considerata la posizione avanzata di Douglas Costa che si accentra. Allegri sorprende tutti e promuove titolare Betancourt, che finora aveva giocato solo 16 minuti. Il tecnico confida che l'esperienza della Bombonera lo aiuti a reggere la pressione del Camp Nou. Ma la serata avrà un solo vero protagonista: Leo Messi.

Dembelè crea i primi rischi con un paio di incursioni che costringono Pjanic a ripiegamenti non sempre puntuali. La Juve però reagisce e, come avevamo anticipato, lavora sui ribaltamenti verso il fronte destro dell'attacco. Bello il primo tiro del match, il destro dalla distanza di De Sciglio che, a ragione, protesta per una deviazione non vista dall'arbitro. L'ex Milan deve spezzare la catena Iniesta-Jordi Alba, nella zona in cui agisce Suarez che però crea maggiore asimmetria rispetto ai movimenti da ala più classica di Dembelé. E da quella parte Douglas Costa non supporta abbastanza Alex Sandro in fase di copertura e primo pressing. Così nasce la serata di gloria di Leo Messi.

La Juve si difende con il 4-4-2: Messi troppo libero.

E' Douglas Costa, essenziale nei ripiegamenti e nei tagli a occupare i semi-spazi, che guida il contropiede dopo la stretta chiusura di Barzagli su una punizione dalla destra.  L'ex Bayern vede la fuga di Dybala a sinistra e lancia la Joya che conclude centrale dalla distanza.

Allegri dispone la Juve con due linee mobili a quattro in fase di non possesso, con Betancur e Douglas Costa che si abbassano sugli esterni a centrocampo. I tagli fuori di Messi scompongono gli equilibri della difesa bianconera, che in un paio di situazioni rischia sulla verticalizzazione rapida per il movimento a convergere di Dembelé che porta Benatia fuori posizione.

Al 18′ si accende Iniesta che va in slalom dal centro sinistra e vede spazio verso il limite dell'area, fino alla spallata fallosa in recupero di Matuidi. La punizione rasoterra di Messi non sorprende la barriera, ma sulla seconda battuta di Suarez solo l'intervento del miglior Buffon salva la Juve.

La difesa è troppo schiacciata.

Il Barcellona nel primo tempo corre meno e fa correre di più il pallone, quasi il doppio dei passaggi completati, e la Juve trema sull'appoggio orizzontale in area di De Sciglio verso Alex Sandro, anticipato da Dembelé comunque chiuso in angolo. L'ex Milan ha conunque un problema muscolare e viene presto sostituito da Sturaro. Senza Lichtsteiner, non in lista Uefa, Allegri sceglie di non cambiare la coppia centrale Benatia-Barzagli, che si sarebbe potuto spostare a destra con l'eventuale ingresso di Rugani.

Le due linee strette a quattro, però, creano qualche problema alla Juventus nelle coperture preventive. Sul fluire di Messi, infatti, nessuno dei mediani scala per occupare lo spazio fra le linee, e la libertà produce situazioni come il palo dalla distanza al 55′, con palla che rimbalza sulla schiena di Buffon ed esce.

Dybala scompare, Messi affonda.

Al 24′ Dybala accende il duello con Messi, di cui è per molti l'erede designato. "E' meglio che costruisca il suo futuro, non quello del nuovo Messi" l'ha avvertito Del Piero. Il tiro cross molto ambizioso, in corsa su un corner corto, e il fltrante nella combinazione in velocità al 27′ per il tiro debole di Higuain.

La fase di surplace, sospesa fra la paura e la voglia, dura fino al 45′. Poco prima dell'intervallo Messi triangola con Suarez che praticamente senza guardarlo chiude il triangolo, Benatia è una frazione di secondo in ritardo per provare a chiudergli la diagonale di tiro. La palla così gli passa fra le gambe e Messi festeggia il primo gol a Buffon.

E' il 95mo gol di Messi in Champions, il 98mo in Europa, il 53mo in casa in 54 partite nella storia della competizione. E matura con il primo pallone che tocca nel match nell'area avversaria.

Gli spazi aumentano, i cambi non incidono.

Nella ripresa è sempre la Joya a scuotere la Juve: Piqué respinge il cross di Douglas Costa, Dybala va col sinistro ma mette alto.Tuttavia, i problemi della Juve continuano ad emergere. Il nuovo modulo del Barcellona pone problemi diversi ai bianconeri rispetto ai quarti di qualche mese fa. Problemi che si traducono nella difficoltà della difesa di gestire l'uscita bassa del pallone e di pressare alto. E soprattutto nell'impossibilità per i centrocampisti di chiudere rapidamente le linee di passaggio e tiro nelle transizioni negative, nei ripiegamenti. L'azione del secondo set è da manuale. Mentre tutta la linea arretrata rincula verso la porta sull'incursione di Messi, nessuno viene a chiudere su Rakitic che può raccogliere la corta respinta di Sturaro e firmare il 2-0.

L'ingresso di Bernardeschi per Betancur non cambia la storia della partita. I blaugrana dilagano adesso, con Jordi Alba che basta da solo a occupare lo spazio sulla fascia sinistra mentre Suarez accompagna dentro e per poco manca il tap-in del possibile 3-0. Ma il tris è solo rimandato. Quando Douglas Costa e Higuain mancano il triangolo stretto sul centro destra, il pericolo si fa reale. Pjanic è fuori posizione, Iniesta porta la palla dalla difesa e trasforma l'azione da difensiva in offensiva, l'incrocio di Dembelé, notevole nella lettura della situazione e nel completare l'elastico dentro-fuori, permette a Messi che scatta in velocità di vedere lo specchio della porta e lasciare fermo Buffon.

Il 4-0 di Suarez, annullato per un fuorigioco in avvio dell'azione di Jordi Alba che gli ha fornito l'assist, non fa che aumentare la frustrazione della Juventus per una partita che il Barcellona ha interpretato e gestito meglio.